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Anteprima Final Fantasy VII Remake

(Image credit: Square Enix)

Final Fantasy VII Remake è il primo capitolo della nuova versione dello storico gioco di ruolo di Square Enix. La software house giapponese il 2 marzo ha rilasciato sul PSN l'attesa demo del gioco sulla quale da settimane circolavano molte indiscrezioni.

La versione dimostrativa riguarda la parte iniziale del gioco, ovvero quella che riguarda l'attacco terroristico dell'organizzazione Avalanche al Reattore Mako della Shinra nel Settore 1 di Midgar. Al gruppo composto da Barret, Biggs, Wedge e Jessie si aggiunge anche l'ex Soldier, Cloud Strife. 

Noi di TechRadar abbiamo provato la demo per darvi le nostre prime impressioni.

Non solo nostalgia

(Image credit: Future)

Dobbiamo ammettere che avviando la demo, quando ci siamo trovati davanti alla schermata introduttiva e al tema del gioco, ci siamo emozionati. Nonostante le tante notizie e la moltitudine di filmati e immagini rilasciate da Square Enix negli ultimi mesi, avviare la demo di questo Final Fantasy VII Remake è sicuramente un'esperienza che porta tanti ricordi in chi ha giocato alla versione per PlayStation all'epoca dell'uscita nel lontano 1997.

Per chi conosce bene il gioco sarà apprezzare la fedeltà rispetto alla versione originale del filmato introduttivo e anche le piccole differenze. Ad esempio, se nella versione del '97 l'opening iniziava con una panoramica del cielo notturno stellato sopra Midgar, qui si apre direttamente con il volto di Aerith.

Si tratta di un taglio di poco conto anche se quella breve sequenza era comunque molto significativa a livello tematico dato che richiamava una ben precisa idea del cosmo che si sviluppa più avanti nel gioco. In Final Fantasy VII infatti il Pianeta ha una sua coscienza, tanto che nel mostrare il cielo stellato nella versione originale si ascoltava quello che poi viene definito "il pianto del Pianeta" legato allo sfruttamento da parte dell'uomo. Un tema che si ricollega anche al finale del gioco dando un'idea di circolarità. Ad ogni modo, all'interno della demo, ci ha fatto piacere che questa tematica all'apparenza dimenticata nell'introduzione, sia stata poi riproposta in uno dei dialoghi dei personaggi.

Al di là di questo breve taglio, il filmato di apertura ripropone la sequenza del gioco originale aggiungendo anche una nuova sequenza particolarmente d'effetto con l'inquadratura che partendo dal volto di Aerith si allarga su tutta Midgar per mostrare la maestosità della città in cui è ambientata la prima fase del gioco.

Dall'infiltrazione all'assalto

(Image credit: Future)

L'attacco terroristico nella versione originale sta a quello del remake come un'infiltrazione sta a un'attacco frontale. Le differenze tra le due versioni sono puramente di atmosfera oltre che ovviamente grafiche. 

Laddove nel titolo originale introdursi all'interno della struttura della Shinra dava la sensazione di una missione segreta, qui, per motivi legati ovviamente alle esigenze di azione e di ritmo, avviene tutto più velocemente. Sicuramente anche il doppiaggio, assente nella versione originale, contribuisce a dare un'idea di un'azione molto veloce.

Ovviamente l'inquadratura ravvicinata dovuta al nuovo stile cambia anche un po' l'atmosfera. Mentre nella versione originale i fondali bidimensionali e prerenderizzati davano l'idea dell'imponenza della struttura del Reattore Mako secondo i canoni tipici del cyberpunk, qui la successione delle ambientazioni è più vicina all'idea di una struttura industriale e ovviamente realistica. Per questo quando il treno arriva, Cloud e il gruppo dell'Avalanche si ritroveranno ad attraversare anche un piccolo checkpoint e dei tornelli come in una stazione ferroviaria.

Questa versione sicuramente valorizza di più anche i personaggi secondari del gruppo. Mentre nella versione originale, i dialoghi erano più tra Barrett e Cloud, qui anche gli altri personaggi secondari emergono nella loro personalità. Merito anche di una grafica che, a differenza dell'epoca della PlayStation, aiuta a identificarli grazie a un chiaro character design ben definito.

Nel complesso anche il personaggio di Cloud è rimasto fedele alla versione vista nell'originale con la personalità arrogante e scostante che caratterizza il personaggio all'inizio del gioco. Per esigenze anche di remake e episodiche, già questa prima fase del gioco mostra dei personaggi della Shinra che in realtà, nel corso degli eventi, venivano introdotti in un secondo momento.

Come prevedibile l'effetto nostalgia gioca una parte importante in questo remake ma, sembrerà paradossale, la parte più interessante sta nel gameplay totalmente rinnovato.

Il gameplay che non ti aspetti

(Image credit: Future)

Sarebbe stato relativamente facile per Square Enix puntare solo sulla nostalgia per Final Fantasy VII Remake ma in realtà il team di sviluppo ha posto una straordinaria attenzione agli aspetti del gameplay, tanto che possiamo dire che è la parte che più ci ha entusiasmato di questa demo.

Un giudizio definitivo l'avremo solo con la versione finale ma fin da ora possiamo dire che, in base a quello che abbiamo provato, si tratta del più equilibrato sistema tra azione e turni che abbiamo visto in un Final Fantasy.

Durante la battaglia è possibile comandare a piacimento uno dei personaggi, nel caso della demo Barrett e Cloud. Il tasto quadrato serve per gli attacchi standard, con cerchio è possibile schivare, con l'analogico destro è possibile "lockare" un nemico e spostare l'obiettivo da un avversario all'altro. Oltre a evitare gli attacchi, grazie a uno dei tasti dorsali, è anche possibile parare i colpi.

Quando si devono selezionare, però, magie, oggetti o alcune abilità speciali l'azione di gioco si ferma permettendo di fare la propria scelta senza troppa fretta in maniera simile a quanto accadeva in un sistema a turni. Da qui il buon bilanciamento delle dinamiche d'azione e quelle più strategiche.

Solitamente negli RPG che permettono di usare un personaggio alla volta a proprio piacimento è facile finire per utilizzare il protagonista o in generale il personaggio preferito. La parte più interessante del gameplay di Final Fantasy VII Remake è che il gioco dà continuamente incentivi per passare da un personaggio all'altro. Almeno questo è quello che abbiamo osservato nelle interazioni tra Barrett e Cloud.

Per farvi un esempio, ognuno dei due personaggi con triangolo può attivare una modalità di combattimento o un colpo speciale. Barrett, ad esempio, può usare il colpo Sovraccarico, che è un attacco a distanza particolarmente potente. Una volta usato, però, perché sia di nuovo disponibile serve un tempo di ricarica (che è possibile accorciare premendo triangolo ripetutamente). Questo significa, ad esempio, che se state usando Cloud potete passare a Barrett e usare Sovraccarico e in attesa che il colpo sia di nuovo disponibile, tornare a prendere i comandi del protagonista della storia.

L'utilizzo dei diversi personaggi viene inoltre incentivato dalla tipologia di nemici. Nella demo, ad esempio, alcune torrette difensive si possono sconfiggere più facilmente con Barrett la sua arma a lunga distanza. Altri avversari robotici sono inoltre più sensibili all'uso di certe magie, come quelle elettriche rispetto al fuoco, in linea con quanto accadeva nel gioco originale.

Chiaramente è un po' presto per conoscere poi come il sistema di combattimento si espanderà andando avanti nel gioco e quanto queste differenze tra i personaggi verranno mantenute ma possiamo dire fin da ora che ci ha fatto piacere scoprire anche degli elementi strategici di questo tipo, neanche troppo scontati nei giochi di ruolo giapponesi più recenti.

La boss battle

(Image credit: Future)

Il sistema di battaglia che abbiamo appena descritto trova, però, il suo picco di gameplay nella boss battle verso la fine della demo. Si tratta infatti dello scorpione robotico che in questi 23 anni molti giocatori hanno imparato a conoscere.

Lontano dall'essere un semplice scontro di fine livello di routine, il boss a difesa del reattore Mako è protagonista di uno scontro che, se in questa demo non si può definire troppo impegnativo, è comunque molto stimolante nel chiedere ai giocatori di cambiare più volte approccio a un ritmo molto veloce e comunque di scegliere con attenzione le mosse e gli attacchi. Ad esempio è molto importante sapere gestire le proprie abilità per le fasi in cui il boss è indebolito e scegliere anche i colpi giusti per disattivare il suo scudo energetico protettivo.

Le magie (che consumano comunque MP) e gli oggetti non sono infatti utilizzabili a piacimento ma possono essere selezionati solo quando almeno una barra ATB è piena e questo sicuramente richiede una maggiore strategia negli scontri impegnativi e una scelta più accurata di quali opzioni usare e in quale momento.

Nel corso della demo avevamo a disposizione molti oggetti curativi e questo di certo ha fatto la differenza ma abbiamo apprezzato la tatticità dello scontro con il boss. Certo, è pur vero che nel nostro party avevamo a disposizione solo due personaggi e con l'aumentare del cast in un RPG solitamente la difficoltà nei boss si controbilancia (o sbilancia, punti di vista). Ma se questa è la linea scelta da Square Enix non possiamo che essere soddisfatti del livello di sfida proposto.

Le note dolenti: la traduzione italiana

(Image credit: Future)

Nulla che intacchi direttamente l'esperienza del gioco, sia chiaro, ma abbiamo trovato purtroppo l'unico punto debole di questa demo nella traduzione italiana (escludendo le animazioni un po' innaturali dei personaggi quando scendono o salgono le scale).

Chiaramente quello su cui possiamo avere operato un confronto veloce è la parte dei dialoghi e onestamente i sottotitoli nella nostra lingua ci sono sembrati andare oltre l'adattamento travisando in molti casi il contenuto delle frasi originali e aggiungendo un certo tono inappropriato ai personaggi rispetto al doppiaggio inglese.

Non sappiamo se questa traduzione sia quella definitiva, anche se pensiamo che la parte dell'adattamento e sottotitoli difficilmente sarà rivista prima dell'uscita ufficiale. Certamente per l'adattamento di un gioco nel 2020 non ci sono sembrati all'altezza ma meglio aspettare la versione completa per un giudizio definitivo.

Concludendo

(Image credit: Future)

Al netto del fattore nostalgia siamo rimasti molto soddisfatti di questa demo di Final Fantasy VII Remake che oltre a rappresentare un tuffo nel passato per chi aveva giocato il JRPG anni fa, riesce ad avere anche un sistema di battaglia e un gameplay ben strutturati e divertenti che non vivono di rendita sul successo del capitolo originale.

Ricordiamo che Final Fantasy VII Remake arriverà il 10 aprile prossimo su PlayStation 4 dove resterà in esclusiva per almeno un anno. Nel 2021 il gioco arriverà presumibilmente su PC (considerata la politica di Square Enix degli ultimi anni) e magari su Xbox One.