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Dite no alle schede video usate: ecco perché

Mining rig
(Image credit: Gland Computers)

Lo sappiamo, ormai il mercato delle schede video è diventato una barzelletta, e si sprecano i meme sulla situazione: prezzi gonfiati, disponibilità quasi nulla, tantissima speculazione e sciacallaggio.

Qualcuno potrebbe essere tentato di provare ad accaparrarsi una scheda usata, ma il nostro consiglio accorato è di evitare assolutamente di cedere alla tentazione, anche di fronte a prodotti dichiarati pari al nuovo.

Il mercato delle cripto sembra procedere spedito verso un forte crash, e c'è chi sostiene che sarà letteralmente lo scoppio della bolla speculativa, tanto che si stanno già tenendo delle aste in live streaming per la vendita di GPU usate, come riportato da Wccftech (opens in new tab). Tra le schede video in vendita, ce ne sono anche di nuove (o presunte tali), magari anche imballate come da magazzino.

Qualsiasi sia il caso, però, vi consigliamo di tenervi il più lontano possibile da queste schede, indipendentemente dal prezzo e dalle condizioni descritte. Qualunque sia il costo, non ne vale la pena e siamo qui per dirvi il perché.

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È probabile che le schede siano prossime al fine vita

Molte di queste schede sono state usate per l'hashing di algoritmi, probabilmente senza sosta, per mesi o addirittura anni. Insomma, hanno macinato parecchio, come si suol dire, ed è probabile che ormai resti loro ben poco da vivere.

Le schede video non sono progettate per funzionare alle condizioni a cui vengono sottoposte nell'ambito del mining. Il più delle volte, vengono impiegate all'interno di polverosi magazzini aperti, accanto a decine e decine di altre schede grafiche che generano quantità notevoli di calore, friggendo i transistor, le plastiche e le saldature, anche sulle GPU vicine.

Non potrete sapere con certezza quanto tempo siano state operative nelle farm e negli stabilimenti in cui si fa crypto-mining in modo massiccio. Non ci sentiamo nemmeno di confrontarle con le schede usate acquistabili da qualche amico gamer che ha avuto la fortuna di aggiornare la propria macchina e ora vuole solo rientrare di parte della spesa. 

In quest'ultimo caso, si tratta di un acquisto ragionevole, specialmente perché la scheda, probabilmente, è stata usata solo per giocare (che è quello per cui è stata effettivamente realizzata). Ma anche se il vostro amico avesse voluto sperimentare un po' con le cripto, la situazione non è minimamente paragonabile alle operazioni di mining su vasta scala.

Prendendo una di queste schede usate di cui sopra, quanto sperate di usarle? Sei mesi? Un anno? Chi può dirlo, ma nel frattempo dovrebbero arrivare la nuova Nvidia RTX 4090 e le altre della serie Lovelace, senza dimenticare le AMD RDNA 3, dunque i prezzi delle generazioni precedenti dovrebbero calare. Ciò è particolarmente vero se riusciamo a far capire ai miner che non ci sarà modo di recuperare ulteriori investimenti, allo scoppio della prossima bolla.

Non lasciate che se la cavino in cavalleria: i miner di criptovalute devono accollarsi i costi

Representational image depicting a mine worker toiling to mine cryptocurrency

(Image credit: Yevhen Vitte / Shutterstock)

I miner di criptovalute hanno acquistato una quantità ridicola di schede video negli ultimi due anni, con un investimento complessivo pari a 15 miliardi di dollari.

Hanno reso impossibile la vita dei gamer, che non hanno potuto accedere alle nuove schede video, quantomeno non a prezzi onesti, senza contare i danni incalcolabili provocati all'ambiente. Il mining si è dimostrato utile principalmente per due situazioni: scambi di denaro nell'ambiente criminale e l'accelerazione del disastro climatico ormai imminente. In nessun modo dovremmo favorire, né tantomeno premiare, un comportamento del genere.

I miner, in particolare quelli che si sono gettati nel carrozzone verso la fine della bolla speculativa, sono probabilmente ancora in fase di recupero, o ancora peggio (per loro), di contenimento dei danni. Quasi di sicuro, non hanno minato abbastanza valuta da giustificare l'acquisto di tutte quelle GPU a prezzi gonfiati, così come è altamente probabile che stiano cercando disperatamente di andare quantomeno in pari con il denaro sborsato.

Ed eccoci al nocciolo della questione: hanno devastato il mercato delle schede video, hanno infestato i canali Discord con le loro faccette da troll e meme irritanti a spese dei giocatori. E forse, finalmente, è intervenuto il karma. E mentre i miner iniziano a fare i conti con quei bei numerini in rosso, a rendersi conto che probabilmente i loro "investimenti" andranno in fumo nel nome di un profitto facile e veloce (e scriteriato), ecco che tocca ai gamer darsi ai meme.

Che siano i miner ad accollarsi i costi delle loro operazioni, magari fissando quelle due o tre RTX 3090 Ti comprate a 3 mila euro ciascuna che nessuno prenderà, qualsiasi sia il prezzo.

Una lezione dura, probabilmente, ma è l'unica che si può impartire a chi ha avuto un comportamento irresponsabile in questi ultimi anni: è proprio il danno economico l'unico modo per far capire ai miner che, forse, è il caso di smettere di giocare d'azzardo con le criptovalute. 

A noi non resta che augurarci che la prossima non sia un'altra generazione perduta come quella che sta per uscire di scena.

John (He/Him) is the US Computing Editor here at TechRadar and he is also a programmer, gamer, activist, and Brooklyn College alum currently living in Brooklyn, NY. 


Named by the CTA as a CES 2020 Media Trailblazer for his science and technology reporting, John specializes in all areas of computer science, including industry news, hardware reviews, PC gaming, as well as general science writing and the social impact of the tech industry.


You can find him online on Twitter at @thisdotjohn


Currently playing: EVE Online, Elden Ring.

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