Bonus TV e switch off digitale terrestre: cosa fare e come funziona

TV
(Immagine:: Glenn Carstens-Peters - Unsplash)

Il “Bonus TV” è una misura pensata per agevolare gli utenti nel passaggio al nuovo standard DVB-T2 del digitale terrestre.

Questo incentivo dovrebbe consentire a chi possiede TV vecchi e incompatibili con il nuovo standard di rinnovare il proprio apparecchio televisivo per continuare a guardare la televisione tramite digitale terrestre.

Sebbene sia pensato per una maggiore qualità delle trasmissioni e della relativa codifica, nonché per liberare la banda destinata al 5G, il cambio di standard ha destato non poche discussioni a livello politico e istituzionale. Infatti, lo switch off del digitale terrestre, previsto inizialmente entro giugno 2022, è stato rimandato a gennaio 2023.

In questo articolo scoprirete cosa comportano queste trasformazioni. Vedremo in cosa consiste lo switch off e quando avverrà per ogni regione italiana, inoltre vi forniremo qualche dato utile per comprendere meglio il Bonus TV e come utilizzarlo.

In poche parole 

Cos’è? DVB-T2 è il nuovo standard della televisione
Quando? Da gennaio 2023
Cosa devo fare? Potrebbe essere necessario un nuovo decoder o un nuovo televisore (se non si ha già un TV compatibile) 

Switch off 2022/2023 

La fase 1 del passaggio allo standard televisivo digitale DVB-T2 si è conclusa l’8 marzo 2022. In questa fase si è verificata la migrazione del sistema DVB-T dalla codifica MPEG-2 alla codifica MPEG-4.

La fase 2, che si concluderà il prossimo 20 dicembre 2022, prevede la completa dismissione della codifica MPEG-2. Quindi, mentre finora era possibile per gli utenti ricevere tutti i programmi delle emittenti televisive nazionali con entrambi i sistemi di codifica, con lo switch-off del 20 dicembre, si compie definitivamente il passaggio allo standard MPEG-4. Perciò, a partire dal 21 dicembre 2022, i canali di tutte le emittenti televisive nazionali e locali potranno essere visibili soltanto se si è in possesso di TV o decoder in grado di supportare l’alta definizione (HD).

La dismissione generalizzata della codifica MPEG-2 è disciplinata dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 21 dicembre 2021, attraverso il quale è stato definito il calendario del rilascio delle frequenze da parte di tutti gli operatori di rete titolari di relativi diritti d’uso in ambito nazionale e locale. Ciò è mirato ad attuare gli obiettivi della decisione (UE) 2017/899 del 17 maggio 2017.

Tuttavia, si sono susseguiti diversi ritardi, con il conseguente rinvio della data ultima per la realizzazione dello switch off. Infatti, il calendario iniziale prevedeva il completamento del refarming della banda 700 MHz, che sarà riservata allo sviluppo del 5G, entro giugno 2022, ma ora il termine è fissato per gennaio 2023. 

Il rinvio, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico e come riportato da Il Sole 24 Ore, è addebitabile alla lentezza della sostituzione dei televisori. Per questo motivo il Governo Draghi, con la legge di bilancio 2022, ha integrato, tramite lo stanziamento di altri 68 milioni di euro, il precedente Bonus TV con il "Bonus Decoder a casa", dedicato a chi non desideri cambiare apparecchio.

Le risorse economiche stanziate per l’erogazione del Bonus TV (comprensivo del "Bonus Decoder" e del "Bonus Rottamazione TV") si sono esaurite lo scorso 12 novembre. Quindi, al momento, l'unico bonus ancora attivo è il Bonus Decoder a casa. Dovremo perciò aspettare la legge di bilancio del 2023 del governo Meloni per un possibile rifinanziamento della misura.

Bonus decoder a casa

Nonostante il rinvio, molti italiani dovranno comunque cambiare il televisore per continuare a vedere la TV tradizionale, o almeno comprare un decoder compatibile con DVB-T2. 

Per questo motivo, il governo ha deciso di sostenere almeno alcuni consumatori con il bonus decoder a casa. Il bonus sarà attivo fino alla fine di quest'anno con un possibile rifinanziamento per il 2023. La misura è ancora oggetto di discussione e dovremo aspettare la legge di bilancio 2023 del governo Meloni per capire se il bonus sarà ancora presente il prossimo anno.

Andiamo a vedere ora nel dettaglio come funziona il bonus decoder a casa e a chi è dedicato.

Attraverso una partnership tra Mise e Poste Italiane, i pensionati di età pari o superiore ai 70 anni e con assegno inferiore ai 20 mila euro annui, riceveranno il nuovo decoder direttamente a casa. Si può richiedere tale bonus attraverso una delle seguenti modalità:

  • contattando il numero verde 800 776 883
  • recandosi in un ufficio postale
  • facendo riferimento a questa pagina

Per ulteriori dettagli vi invitiamo comunque a fare riferimento alla pagina ufficiale dedicata a questo indirizzo.

Verificare la compatibilità 

Scoprire se il vostro televisore supporta il passaggio al MPEG-4 e al HEVC è semplice. Vediamo come si fa.

Il formato MPEG-4 è già adottato dalle emittenti italiane per trasmettere contenuti in alta definizione. Per controllare se il vostro televisore lo supporta, vi basta vedere se accanto al logo dell’emittente televisiva è presente la dicitura HD.

Per il formato HEVC, invece, la questione si complica. Il nuovo standard è denominato High Efficiency Video Coding. È stato rilasciato dall'ITU-T Video Coding Experts Group (VCEG) e dall'ISO/IEC Moving Picture Experts Group (MPEG) nel 2013. 

È tecnicamente superiore anche al MPEG-4 ma, poiché la maggioranza delle trasmissioni a oggi era ancora codificata con lo standard MPEG-2, si è scelto di effettuare un passaggio in due tempi e di far coesistere gli standard più recenti. Per approfondire gli aspetti tecnici e le differenze tra HEVC e altri standard di codifica vi suggeriamo la lettura di un'analisi pubblicata dal Centro Ricerche, Innovazione Tecnologica e Sperimentazione (CRITS) della Rai.

Per verificare se il vostro televisore supporta il passaggio all'HEVC e al DVB-T2, bisogna sintonizzarsi sul canale 100 o 200. Se, anche su uno solo dei due, compare una schermata con la scritta "Test HEVC Main10" significa che il vostro apparecchio supporta il nuovo standard. Se invece non compare alcuna scritta e/o il canale risulta inesistente, significa che l'apparecchio dev'essere sostituito.

Ricordiamo che tutti i televisori venduti in Italia dal 1 gennaio 2017 sono, per legge, compatibili con il DVB-T2. Al momento dello switch off andrà quindi effettuata una nuova ricerca canali. 

 Come funziona il DVB-T2? 

Dal 2023, salvo cambiamenti, tutto il territorio italiano passerà alla nuova tecnica di trasmissione. Lo standard DVB-T2 utilizza il sistema Multiplex a Divisione di Frequenza Ortogonale (OFDM - Orthogonal Frequency Division Multiplex) per le trasmissioni radio di base: si tratta di un segnale che impiega un elevato numero di portanti ravvicinate, organizzata con un flusso di dati a bassa velocità.

I segnali ravvicinati sono ortogonali e non interferiscono tra loro. Sono condivisi tra tutti i vettori: una soluzione che rafforza la resistenza del segnale allo sbiadimento contro lo sbiadimento selettivo da effetti Multi-path. In altre parole, dal punto di vista degli spettatori, il DVB-T2 consente una migliore ricezione, anche in presenza di interferenze e di livelli di rumore elevati e l'introduzione di nuovi servizi da parte degli emittenti.

Luigi Famiglietti è Editor presso Techradar Italia dal 2020. Da sempre appassionato di scienza e tecnologia, ha deciso di raccontare la continua evoluzione di questo mondo e le sue diverse sfaccettature.

Ha anche lavorato in un progetto applicativo mirato all’individuazione e valutazione di tecniche in grado di migliorare la somministrazione, l’assorbimento e il potenziale immunogenico di vaccini genetici a base di DNA.

Ama viaggiare, suonare il pianoforte e la fotografia. Inoltre, gli piace trascorrere parte del suo tempo libero a giocare con gli amici al pc.