Recensione The Medium

La storia inizia con lo spettro di una fanciulla

The Medium
(Image: © Bloober Team)

TechRadar Verdetto

The Medium dimostra che i migliori giochi horror possono fare a meno di jumpscare (spaventi improvvisi) e cliché. Bloober Team ha creato uno snervante horror psicologico, caratterizzato da personaggi inquietanti, da una colonna sonora eccezionale e da una storia spesso imprevedibile. Tuttavia, lo sviluppo della trama nell'ultima parte del gioco non ci ha convinto, e a volte sembrava che il gioco fosse troppo lineare.

Pro

  • +

    Storia avvincente e con molti colpi di scena

  • +

    La telecamera fissa dà un tocco horror retrò

  • +

    Non si basa su jumpscare

  • +

    La colonna sonora è perfetta

  • +

    Antagonista terrificante e unico

Contro

  • -

    Può essere difficile comprendere tutta la storia al primo tentativo

  • -

    Epilogo da rivedere

  • -

    Level design lineare

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Informazioni test

Durata test: 11 ore

Piattaforma: Xbox Series X 

“Lascia che ti assaggi” sussurra una voce roca dall'ombra, mentre sgattaioliamo tra i corridoi fatiscenti dell'hotel Niwa. La creatura che ha pronunciato suddette parole potrebbe essere in agguato dietro l’angolo. Eppure sappiamo, dalle ore già trascorse con The Medium, che questa creatura, La Fauce, non ci salterà semplicemente addosso... sarebbe troppo facile. Al contrario, la troveremo ad attenderci nella stanza accanto, intenzionata a prendere possesso della protagonista, un'idea agghiacciante che ci ha fatto scendere brividi lungo la schiena. Ma non possiamo nemmeno essere sicuri che accadrà, non è facile leggere la trama di questo gioco.

E questo è il bello di The Medium, del Bloober Team; non sente mai il bisogno di spaventare il giocatore tramite i classici jumpscare, che presto perdono d’impatto, o di proporre i classici cliché horror. No, la tensione aumenta lentamente ed è appositamente studiata. Quando si pensa di aver compreso lo stile di questo thriller psicologico, la formula cambia ancora una volta, creando un costante senso di disagio.

È proprio quel senso di disagio a spaventare l’utente durante le 11 ore di gioco, ma al contempo, lo sviluppatore non si è limitato a ciò: il Bloober Team ha inserito anche molti colpi di scena che vi faranno venir voglia di perseverare e portare alla luce i misteri dell'hotel Niwa e i legami con la protagonista medium, Marianne.

The Medium porta l'horror classico a telecamera fissa nei giorni nostri, come abbiamo visto in Until Dawn, ma aggiunge anche un tocco personale attraverso l’abilità della protagonista, che le permette di muoversi tra il mondo reale e quello degli spiriti; ciò permette di rendere più accattivante la risoluzione degli enigmi, ispirati dalla serie Resident Evil. Detto questo, il titolo ha anche qualche pecca: il ritmo di gioco nell'epilogo non ci ha convinto, e talvolta è difficile comprendere o ricordare la trama. Nel complesso, Bloober Team ha trovato la formula perfetta per spaventarci a morte.

Disponibilità e prezzo

  • Che cos'è? Un gioco horror psicologico dai creatori di Layers of Fear
  • Data di uscita? 28 gennaio 2021
  • Su cosa posso riprodurlo? Xbox Series X/S e PC
  • Prezzo? Gratuito su Xbox Game Pass o circa 50 euro

La storia inizia con lo spettro di una fanciulla

  • L’abilità medium aggiunge una nuova dimensione alla risoluzione dei puzzle
  • I puzzle sono un po' troppo semplici e ciò rende l'esplorazione monotona
  • Tantissimi collezionabili che arricchiscono la storia

Sulla carta, la storia di The Medium sembra ispirata a quella del tipico gioco horror stereotipato. La protagonista è Marianne, una potente Medium in grado di esistere in due diverse dimensioni: il mondo "reale" e quello degli spiriti. Perseguitata dalle immagini di una fanciulla morta, Marianne si reca al fatiscente Hotel Niwa, un resort potrebbe aiutarla a liberarsi delle sue visioni e a comprendere il suo passato.

The Medium è ambientato nella Polonia post-comunista, un filo conduttore che attraversa il cuore della narrativa del gioco; in quanto tale, il resort Niwa è l'epitome dell'architettura “fredda” dell’epoca, l'ambiente perfetto per tenere il giocatore a disagio: di certo non si è i benvenuti qui.

L'esplorazione dell’albergo è abbastanza lineare: il gioco stabilisce un percorso chiaro da seguire e offre indizi relativamente semplici su come arrivarci. L’avanzamento nella trama è legato alla risoluzione di enigmi: occorre per lo più trovare l'oggetto X per rimuovere un ostacolo sulla strada o scoprire nuovi aspetti della storia. Questo è un metodo collaudato, già visto nei titoli della serie Resident Evil, ma Bloober ci mette il proprio timbro con l'abilità della protagonista.

Come accennato in precedenza, Marianne può muoversi sia nel mondo "reale" che in quello degli spiriti; nel primo, vede l’ambiente di gioco come noi, ma nel secondo, il ​​Niwa si trasforma in un regno infernale disseminato di corpi in decomposizione, catrame nero e occasionali tentacoli striscianti. Per la maggior parte, giochiamo nei panni di Marianne nel mondo reale, ma a volte, lo schermo si divide, mostrandola contemporaneamente in entrambe le dimensioni. Questa è la chiave per risolvere molti enigmi di The Medium, poiché in alcuni casi, Marianne dovrà notare oggetti nel mondo degli spiriti che non può vedere nel mondo reale, e viceversa.

The Medium

(Image credit: Bloober Team)

Talvolta, Marianne può anche "abbandonare" il suo corpo, permettendo di giocare esclusivamente nel mondo degli spiriti. Questo è utile nei casi in cui il percorso sia bloccato da un oggetto nel mondo reale, ma è percorribile in quello spirituale; può superare l'ostacolo nella dimensione spirituale e risolvere il problema che le blocca la strada nel mondo reale. Facciamo un esempio: Marianne deve usare un ascensore, ma questo non ha corrente; sebbene non possa passare attraverso le porte di quest’ultimo nel mondo reale, può farlo in quello degli spiriti, quindi esce dal suo corpo e scopre una scatola di alimentazione appena fuori dalla porta dell'ascensore. A questo punto, comincia a cercare un pozzo dello spirito da cui assorbire energia, quindi torna alla scatola di alimentazione e usa un'esplosione di energia su di essa ricaricandola e riattivando l'ascensore in entrambi i mondi.

L’abilità di Marianne rende più affascinante la risoluzione dei puzzle, obbligando il giocatore a pensare, piuttosto che portare un oggetto da un punto A a uno B. Inoltre, è possibile muoversi nel mondo degli spiriti solo per poco tempo, poiché l’anima di Marianne va via via dissolvendosi, finché non muore; non c’è un timer, occorre tener d’occhio Marianne per capire quanto tempo si ha a disposizione.

Nonostante un approccio innovativo, questi puzzle non sono particolarmente difficili, e a volte la soluzione è scontata. Un altro aspetto che non abbiamo gradito riguarda l’esplorazione: non è sempre possibile tornare sui propri passi. Nella maggior parte dei casi, dopo aver risolto l’enigma, si accede a un nuovo ambiente e si perde la possibilità di scoprire tutti i misteri di quello da cui si proviene. Vorremmo poter esplorare Niwa liberamente e addentrarci nei più reconditi misteri dell’hotel, ma gli sviluppatori hanno progettato una storia molto lineare e dal passo serrato.

L’epilogo non è stato sviluppato al meglio

The Medium

(Image credit: Bloober Team)
  • La storia è ben realizzata e piena di colpi di scena
  • L’epilogo va rivisto
  • La Fauce è un nemico terrificante, ma con il procedere della storia, perde il suo “fascino”

A volte questa restrizione funziona a vantaggio di The Medium, poiché crea un senso di isolamento quando si incontra il residente più sgradito di Niwa. Come accennato in precedenza, il principale antagonista del gioco è La Fauce, una creatura alta e snella con zanne affilate, ali lacere e che inspiegabilmente si diverte a camminare sulle punte dei piedi. Questa creatura è selvaggiamente snervante, mormorando minacce terribili quando si avvicina a Marianne, che la può vedere solo quando si trova nel mondo degli spiriti e dove può proteggersi, in una certa misura, usando l'energia spirituale che raccoglie; nel mondo reale appare solo come un flebile contorno e l'unica possibilità è superarlo in astuzia o allontanarsi furtivamente.

Anche se La Fauce gioca un ruolo fondamentale nella storia di The Medium, più lo si incontra, meno paura fa. Ci sono occasioni in cui Bloober scuote le cose, facendo avvicinare l'avversario in modo diverso, e quei momenti ci hanno spaventato molto. Purtroppo, tali episodi diminuiscono sempre più man mano che il gioco avanza, poiché The Medium si affida più alla storia che all'orrore.

Tuttavia, non è una cosa così negativa, poiché la storia è avvincente. Ci siamo trovati rapiti fin dall'inizio, incuriositi a scoprire tutti i segreti di Niwa e abbiamo apprezzato i legami con la storia polacca. Ci sono anche molti colpi di scena e il gioco va in direzioni che non ci aspettavamo. Nei primi tre quarti di gioco o giù di lì, la trama ha un buon ritmo e consente di scoprire lentamente cosa sta succedendo. Tuttavia, nell'ultima parte del gioco (senza spoiler), il ritmo perde il suo equilibrio e sembra troppo affrettato. Si viene sommersi da nuove informazioni, e sebbene si abbia un’idea di cosa stia accadendo, alcuni dettagli vengono inevitabilmente persi. Dopo aver completato il gioco, stiamo ancora cercando di comprendere tutta la storia raccogliendo i collezionabili; se non si presta la massima attenzione, diventa difficile seguire la trama.

È un vero peccato, poiché siamo stati completamente rapiti da The Medium. Se ci fosse stato dato più tempo per riflettere sulle rivelazioni del finale, allora avremmo apprezzato la storia appieno.

Un titolo horror classico, ma modernizzato

The Medium

(Image credit: Bloober Team)
  • La colonna sonora enfatizza l'atmosfera horror 
  • La telecamera fissa ha un affascinante stile retrò
  • La paura deriva della tensione piuttosto che dai jumpscare

Sebbene ci siano alcuni aspetti in cui The Medium vacilla, l'atmosfera è sensazionale. Bloober ha svolto un lavoro fantastico nel far sentire il giocatore costantemente a disagio, sia con l'ambiente di gioco (l’hotel Niwa) che con la colonna sonora. Quest’ultima è stata composta da Akira Yamaoka (compositore delle musiche di Silent Hill) e dallo stesso Arkadiusz Reikowski del Bloober Team; il primo ha prodotto la colonna sonora del mondo degli spiriti, mentre il secondo quella del mondo reale.

Le due composizioni funzionano alla grande sia insieme che singolarmente e il passaggio dall’una all’altra è palese. La colonna sonora del mondo degli spiriti è inquietante, intriso di campane intermittenti e suoni vocali malinconici, al contrario, quella del mondo reale ci regala un feeling anni '80 grazie all’uso massiccio del sintetizzatore, che per molti versi, ricorda quello di Stranger Things.

E non è solo la colonna sonora a rifarsi ai classici del genere, The Medium è dotato di una telecamera fissa alla Silent Hill e ai classici della serie Resident Evil. Questa angolazione non è usata molto nei giochi moderni, ma fa miracoli nel creare la sensazione di essere costantemente osservati, anche se potrebbe essere estranea ai più giovani.

Tutto questo si unisce per creare un gioco che sembra un tributo appropriato ai titani del genere. The Medium sfrutta la tensione per tenere i giocatori sul filo del rasoio, piuttosto che spaventarli con jumpscare; The Medium ne propone solo uno, e quando avviene, funziona perfettamente poiché il giocatore non se lo aspetta affatto.

Conclusioni

The Medium

(Image credit: Bloober Team)

The Medium è più interessante del tipico titolo horror; piuttosto che fare affidamento su jumpscare, fa un lavoro brillante nel costruire lentamente un'atmosfera che tiene in tensione il giocatore durante tutta l’avventura. The Medium non è un semplice horror game, offre anche una storia ben congegnata e con molti colpi di scena che donano imprevedibilità al gioco. L’abilità di Marianne rende più interessante la soluzione degli enigmi.

Purtroppo, il titolo soffre di un ritmo troppo frenetico nell’epilogo e che impedisce di apprezzare appieno la storia, se non si è molto concentrati; cerca di fare molto (forse troppo) in un breve lasso di tempo (dopotutto il gioco dura solo 11 ore). Abbiamo desiderato spesso poter esplorare il mondo di The Medium e, a volte, sembra che la storia spinga il giocatore ad andare avanti senza soffermarsi sull’esplorazione.

Non è il gioco più lungo sul mercato, e il prezzo lo riflette (circa 50 euro), inoltre è gratuito su Xbox Game Pass. Consigliamo il titolo a chi ama IP horror classiche che mirano a spaventare l’utente con una trama interessante e una tensione palpabile. Nonostante i suoi difetti, ci è piaciuto molto.