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Wi-Fi 6E, connessioni più veloci con la banda a 6 GHz

(Image credit: Vasin Lee/Shutterstock)

La tecnologia Wi-Fi 6 si espanderà alla banda dei 6 GHz, oltre alla copertura esistente dei 2,4 e 5 GHz. Questo nuovo insieme di spettri andrà sotto il nome di Wi-Fi 6E e sarà supportato inizialmente da dispositivi come smartphone e router commerciali.

In teoria si tratta di un nuovo passo nel mondo del Wi-Fi, secondo un comunicato stampa della Wi-Fi Alliance, sebbene l’organizzazione abbia sottolineato che il piano per i 6 GHz sarà comunque soggetto ad approvazione normativa.

Si spera che questa importante parte di spettro non soggetta a licenza possa essere resa disponibile a breve da parte degli enti normativi di tutto il mondo. Pertanto, una volta ottenuta l’approvazione ufficiale, i dispositivi Wi-Fi 6E dovrebbero essere disponibili in poco tempo.

Come indicato, i primi dispositivi ad adottare il Wi-Fi 6E dovrebbero essere cellulari e access point Wi-Fi di fascia commerciale, seguiti poi da quelli aziendali.

Secondo la Wi-Fi Alliance, inoltre, tutto questo preannuncia l’adozione diffusa del Wi-Fi 6E in ambiente industriale, per la semplificazione di attività come la manutenzione remota e l’analisi automatica.

A ciò si aggiunge il fatto che il Wi-Fi 6E dovrebbe essere usato sia in realtà aumentata che virtuale, in ambiti hardware commerciali e aziendali.

Di conseguenza, l’iter normativo per l’uso della banda wireless dei 6 GHz dovrebbe procedere senza grossi intoppi.

Carenza di banda

Da una prospettiva più generale, l’idea è quella di ovviare alla possibile carenza di banda Wi-Fi, dal momento che la diffusione dei dispositivi wireless è massiccia e costante. In questo modo, sarà disponibile una maggior quantità di larghezza di banda, con minori interferenze da parte dei dispositivi Wi-Fi 4 o 5 esistenti.

La Wi-Fi Alliance ha dichiarato: “I 6 GHz risponderanno alla carenza di banda Wi-Fi, fornendo nuovi blocchi, accogliendo 14 ulteriori canali a 80 MHz e aggiungendone altri 7 a 160 MHz, necessari per le applicazioni a larghezza di banda elevata che richiedono una trasmissione più rapida dei dati, come i servizi di streaming video in alta definizione e la realtà virtuale”.

Tuttavia, come anche nel caso del Wi-Fi 6, non è solo una questione di velocità, ma di prestazioni migliori in ambienti più affollati, in cui sono attivi numerosi dispositivi wireless, come i condomini o i locali pubblici.

Quando è stato introdotto il Wi-Fi 6, l’intenzione era chiara fin da subito: impiegare un maggior numero di bande di frequenza in futuro (inclusi i canali Wi-Fi tradizionali a 2,4 e 5 GHz) ed è quello che si sta verificando.

Un aspetto che stona leggermente è il fatto che Wi-Fi 6 doveva essere il nuovo nome dello standard noto in precedenza come 802.11ax, allo scopo di semplificare lo schema di nomenclatura e renderlo più facile da ricordare da parte dei consumatori così come gli standard Wi-Fi precedenti, noti come Wi-Fi 5 e 4.

Tuttavia, l’annuncio del Wi-Fi 6E come variante potrebbe generare confusione e, quindi, contraddire il principio generale appena enunciato.