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Playstation vince questo decennio, PS5 sembra ormai certa

(Image credit: TechRadar)

Il più grande evento legato al mondo Playstation dell’ultimo decennio è stato indubbiamente l’annuncio di PS4 nel 2013. Se questo ha definito le fortune del brand per l’intero corso della generazione passata, Microsoft, nello stesso momento, ha presentato una funzione accolta freddamente (e presto abbandonata) dal pubblico, che richiedeva dei check-in online giornalieri per verificare il possesso della licenza dei giochi. Sony, nel frattempo, si è concentrata semplicemente nel produrre e pubblicizzare i giochi per la propria piattaforma. Quest’ultima ha continuato ad adottare le sue politiche, permettendo come sempre l’utilizzo di giochi usati e trasformando così gli errori di Microsoft in una vittoria di marketing.

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Oltre sei anni dopo, Sony conclude il decennio (e questa generazione) come assoluta vincitrice, mentre la sua rivale, Microsoft, ha passato gli anni successivi alla presentazione di Xbox One a imparare le lezioni impartite dall’azienda giapponese e dalla sua PS3. L’obiettivo da raggiungere è quello di riuscire a fornire esclusive di assoluto valore per vendere la propria piattaforma, e tenere il prezzo al di sotto dei 400 euro al momento del lancio (soprattutto se i giochi girano meglio sulla console della concorrenza).

PS4 è fortemente legata ad una parco esclusive basato su cinque o sei giochi, divenuti fondamentali per l’identità della console. Con l'arrivo di PS5 all’orizzonte, la strategia di Sony per quanto riguarda questi titoli sembra essere piuttosto chiara.

Ecco quanto afferma Herman Hulst, il nuovo presidente di Sony Worldwide Studios: “ Siamo molto impegnati a produrre giochi come abbiamo fatto nei Worldwide Studios nell’ultimo decennio: grandi e spettacolari esperienze incentrate su storie e personaggi d’effetto”.

Da Horizon Zero Dawn a God of War, abbiamo visto consolidarsi una strategia ben precisa seguita da Sony nell’ultima decade, mentre Microsoft ha faticato a reggere il confronto con tali esclusive.

All’inizio del decennio Sony si trovava, più o meno, allo stesso livello di Microsoft per quanto riguarda le vendite, avendo perso il netto vantaggio conquistato nelle due precedenti generazioni. PS4 ha prosperato perché, in qualche modo, è stato adottato un approccio opposto a quello avuto con PS3.

Sony ha imparato dagli errori commessi con PS3 

(Image credit: Sony)

Nel 2010, con PlayStation 3, Sony ha iniziato a risalire la china.

PS3 al suo arrivo nel 2006 ebbe una partenza difficoltosa, sia per il prezzo di lancio elevato (499 euro per il modello da 20GB, 599 euro per la versione da 60GB), sia per il suo design particolarmente appariscente. Si trattò di un repentino cambio di rotta rispetto alla politica di creare “giochi per tutti” che permise a PlayStation e PS2 di raggiungere il mercato di massa come nessuna console era stata in grado di fare.

Anche i primi anni di PS3 non videro l’uscita di esclusive di grosso calibro, eccetto la serie Uncharted. Abbiamo dovuto aspettare l’inizio di questo decennio per avere una svolta, avvenuta grazie a titoli come God of War 3 e Heavy Rain, che hanno dato ai videogiocatori delle ragioni per essere affascinati dalla console dopo un lungo periodo di esclusive di maggior peso presenti su Xbox 360.

Tuttavia, nonostante anni di lenta progressione del software, PS3 non si può certo considerare un fallimento: la console di Sony ha venduto più di 80 milioni di unità, circa quanto Xbox 360, anche se non disponeva di una selezione di titoli altrettanto soddisfacente.

Infine, PS3 si è guadagnata la reputazione di essere una console "difficile" per gli sviluppatori. Mark Cerny, capo ingegnere di PS4, si è concentrato nel creare un hardware più semplice da comprendere. “L’ultima cosa che vogliamo è creare un hardware che sia un enigma da decifrare per i nostri programmatori quando creano titoli di qualità”, disse a Gamasutra nel 2013.

L’avvento di PS4 

(Image credit: Future)

Con il senno del poi, l'esperienza vissuta con PS3 si è rivelata una lezione necessaria che ha permesso a Sony di prepararsi al meglio per l’era PS4, progettando una console su cui fosse più facile sviluppare, piacevole da usare, e che(eventualmente) potesse diventare la casa di grandi esclusive che avrebbero finito per definire il sistema.

I grandi giochi hanno impiegato un po' di tempo ad arrivare: Bloodborne, uscito nel 2015 è stato il vero punto di partenza (se non si considera la remastered di The Last of Us), arrivò 18 mesi dopo il lancio della console. Da questo momento in poi Sony non si è più fermata: Uncharted 4, Horizon Zero Dawn, God of War e Spider-Man l’hanno resa l’oggetto del desiderio per i gamer di tutto il mondo.

È facile dimenticarsene, ma anche PS4 ha avuto dei titoli di scarso impatto primi mesi di vita, come Knack, The Order: 1886 e Killzone Shadowfall.

Una partenza lenta però non vuol dire nulla. PS4 è divenuta col tempo la casa dei giochi multipiattaforma per molti giocatori. Sony ha fatto qualcosa di veramente intelligente nei primi giorni di vita di PS4: ha sostenuto Destiny tramite un marketing esclusivo e un programma di DLC che hanno permesso al first person shooter di Bungie di essere un sinonimo di questa console. Microsoft, nel frattempo, sosteneva Titanfall. Il primo titolo della serie è stato un gioiello che ha dato origine a un nuovo sottogenere di shooter MMO, mai eguagliato da nessuno dei suoi competitor. Titanfall si meritava di essere un fenomeno di massa, ma è uscito su una piattaforma oggettivamente perdente.

PS4 offre un’esperienza online decisamente migliore di quanto fatto da PS3, con molte funzionalità per la modalità party e l’integrazione del tasto Share. Anche i giochi mensili gratuiti disponibili con il PlayStation Plus sono generalmente di buona qualità.

Tuttavia Sony ha commesso degli errori durante questa decade. Nonostante sia un fantastico device da utilizzare, PS Vita, uscita nel 2011, non ha riscosso lo stesso successo ottenuto da PSP nonostante sia arrivata in un’epoca sempre più è dominata dal mobile gaming. É un peccato perché PS Vita è ancora la miglior soluzione per godere dei giochi PS1, ma sembra non interessare a nessuno.

Sony non ha fatto tutto correttamente neanche con PS4, ma ha venduto più di 100 milioni di unità per una motivazione: ha dato al pubblico i giochi desiderati sull’hardware che voleva.

Il dominio di PlayStation, dovuto principalmente ai suoi titoli più celebri, ha portato Microsoft a rispondere con uno sforzo enorme alla fine di questo decennio, acquisendo sviluppatori di grande valore come Obsidian e Ninja Theory. D’altro canto si tratta di un investimento per il futuro, e non ha ancora risolto la carenza di esclusive Microsoft rispetto alla competizione.

L’arrivo di PS5 

Godfall, uno dei primi giochi PS5  

Godfall, uno dei primi giochi PS5   (Image credit: Gearbox)

Una battaglia epocale è in arrivo. Gli interessi di Sony e Microsoft nell’acquisto di studi che sviluppano videogiochi sono nati durante una generazione che ha visto le console diventare pressochè indistinguibili in termini di software di terze parti, oltre che in termini prestazionali.

I giorni in cui titoli come Metal Gear Solid 4 o GTA 3 erano venduti su una singola piattaforma sono finiti, a meno che non ci sia un particolare accordo tra le parti, come Rise of the Tomb Raider, esclusiva temporanea per Xbox One.

Ciò significa che il compito di vendere i giochi che i consumatori desiderano ricade sui produttori delle console, e Sony ha dimostrato di avere una marcia in più. L’acquisto di Insomniac, già da molto tempo sua partner, garantisce a Sony la proprietà di un altro studio in grado di produrre grandi giochi open world incentrati sull’esperienza single player.

Ci sono però alcuni aspetti dove Sony dovrà darsi da fare per mantenere il primato. Microsoft infatti, grazie al Game Pass, ha creato il servizio “gioca a tutto quello che puoi” richiesto a  gran voce dai videogiocatori, mentre PS Now non ha mai dato l’idea di essere un servizio di cui non si possa fare a meno. Questo sarà uno dei punti di forza di Microsoft al lancio di Xbox Series X, e sicuramente spingerà Sony ad ampliare la propria offerta al momento dell’uscita di PS5.  

(Image credit: BioWare)

Un altro aspetto che va a discapito di Sony è il fatto che l’azienda sia restia a rendere retrocompatibili le sue vecchie glorie. Microsoft ha già fatto molto per celebrare la storia di Xbox, nonostante disponga di meno titoli di spicco rispetto alla controparte, e ciò ha portato a una più ampia libreria di Xbox Game Pass.

PlayStation ha comunque mostrato di avere delle frecce al proprio arco in quest’ambito, mettendo da parte il deludente PS Classic: l’ottimo remake di Shadow of the Colossus e l’eccellente remastered della serie Uncharted hanno permesso a questi giochi di trovare nuova linfa, ma Sony dovrebbe fare di più per celebrare la sua storia su PS5. Quando Dragon Age 10 ha compiuto il suo decimo anniversario,Xbox One è stata l’unica console sulla quale è stato possibile giocare l’intera serie.

Infine PlayStation non è la piattaforma migliore per i giochi indie come lo è stata in principio. Questo titolo ora va a Nintendo Switch, con giochi come Gris e Untitled Goose Game, rilasciati sulla console Nintendo in anticipo rispetto all’uscita per PlayStation. Tuttavia, nonostante una vasta scelta di giochi indie rappresenti un pro, questi non sono sufficienti per vendere l’hardware.

Pensiamo che Microsoft si sia preparata meglio per il futuro, quando il dispositivo su cui si giocherà non avrà più molta importanza. Non siamo ancora a questo punto, ma Project XCloud permetterà di giocare ad ogni gioco Xbox su qualsiasi device a disposizione. Il Ps Now, dal canto suo, è compatibile con i PC ma non con smartphone e tablet, nonostante sia attivo da molto più tempo.

Il prossimo anno porterà grandi novità 

C’è da aspettarsi che Sony riprenda il percorso intrapreso durante questa generazione: i giochi open world torneranno ad essere il marchio di fabbrica della console nipponica. Quale altro genere meglio di un open world liberamente esplorabile potrà sfruttare il potenziale del nuovo hardware? Sony in quest’ambito ha ancora una cartuccia da sparare: Ghost of Tsushima, ambientato nel Giappone del 1274, che verrà rilasciato durante l’estate del 2020. Il solo pensiero di poter giocare un titolo del genere con schermate di caricamento ridotte al minimo grazie all’ SSD di PS5, è veramente allettante.

Sony è sulla strada giusta per ripetere il successo avuto nel corso di questo decennio grazie a PS5.

È difficile immaginare il ripetersi degli errori fatti da sony in occasione della presentazione di PS3, ma il prossimo anno porterà con sé molte incognite. Quale console avrà il migliore prezzo e la migiore lineup di titoli al momento del lancio? Questi aspetti saranno decisivi, e Sony dovrà fare i conti con l’uscita del nuovo Halo, che la costringerà a sfoderare le armi più pesanti a sua disposizione fin dalla prima ora.

Tutto ciò che succederà l’anno prossimo potrebbe definire il decennio di Sony, proprio come successo con la presentazione di PS4 nel 2013.

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