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Nuovi Mac con chip M1, le app per iPhone sono l'arma segreta (e vincente)

MacBook Air 2020
(Image credit: Apple)

Apple ha appena introdotto i suoi nuovi computer dotati di chip Apple M1, vale a dire il nuovo Mac mini (2020), il nuovo MacBook Air (M1, 2020) e il nuovo MacBook Pro13 (M1, 2020).

I prodotti sono già prenotabili sul sito Apple e saranno in consegna a partire dal 19 novembre, quindi dovremo attendere ancora qualche giorno per provarli. Sappiamo già alcune cose però, in particolare riguardo a MacOS Big Sur, che esce oggi (12 novembre 2020).

Una di queste cose è che Big Sur potrà eseguire nativamente le applicazioni per iPhone e iPad, almeno sui nuovi Mac con chip M1. I tre nuovi modelli, dunque, non avranno bisogno del software aggiuntivo che troviamo sugli altri Mac con processore Intel. 

L'altro dettaglio rilevante è che su questi computer le applicazioni funzioneranno anche se lo sviluppatore non le ha rese specificamente compatibili. Quindi, con il diffondersi dei nuovi Mac con CPU ARM, gli sviluppatori non dovranno più usare strumenti specifici: le loro app funzioneranno su tutti i prodotti Apple immediatamente. 

Gli sviluppatori, comunque, possono adattare le proprie app anche ai Mac con Intel. Ma il fatto che sui Mac con chip M1 non sia necessario alcun lavoro aggiuntivo rappresenta una grande differenza. 

La situazione è simile a quella che possiamo vedere sui Chromebook, dove è possibile eseguire le applicazioni Android. Sembra però che Apple abbia fatto un passo oltre, visto che di default tutte le app iOS e iPad OS sono compatibili, mentre in ambito Chrome OS c'è qualche limite. 

Inoltre sui Mac con chip M1 le applicazioni mobile dovrebbero girare meglio rispetto ai Mac con CPU Intel.

C'è un app per tutto, anche su Mac. O forse no?

TechCrunch fa però notare che alcuni grandi nomi, come Google o Facebook, hanno scelto esplicitamente di non rendere disponibili le proprie app mobile su MacOS. 

Ciò è possibile perché sta allo sviluppatore consentire l'utilizzo dell'app anche sui sistemi desktop, anche se non è richiesto alcun intervento tecnico. Le  possibili ragioni per opporsi sono molte, ma la più probabile è che l'azienda preferisce che su desktop si utilizzi il browser e l'applicazione web, come per esempio con Google Docs. 

Sono comunque molte le applicazioni disponibili sin dal primo giorno, compresi alcuni giochi famosi come Among Us. 

Con l'uscita dei Mac con chip M1, infine, Apple ha pubblicato anche Rosetta. Si tratta di uno strumento software che gli sviluppatori possono usare per creare applicazioni che funzionino tanto sui nuovi Mac quanto su quelli con CPU Intel. Un'operazione necessaria a rendere il passaggio il meno indolore possibile, almeno fino quando tutti i Mac in circolazione useranno i nuovi chip progettati da Apple. Alcuni tra i programmi principali, come Adobe Photoshop, non saranno pronti prima del 2021.