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Netflix perde il 37% in due giorni: cosa sta succedendo?

(Immagine:: Shutterstock / Vantage_DS)

Le azioni di Netflix hanno subito un duro colpo in seguito alle recenti affermazioni del CEO Reed Hastings, che lo scorso martedì ha confermato di voler proporre un abbonamento economico che include le pubblicità. 

Dopo l'annuncio, arrivato in un momento molto delicato per l'azienda che di recente ha perso più di un milione di iscritti, le azioni di Netflix sono scese del 37% nel giro di due giorni. Questi numeri, in parte legati all'esclusione di 700 mila utenti russi, comprendono anche un certo numero di iscritti preoccupati per ciò che si prospetta nei prossimi mesi.

La riduzione del numero di iscritti Netflix osservata in questi giorni, la prima dopo 10 anni, si è accentuata dopo il recente annuncio riguardante la condivisione gratuita delle password, che stando a quanto dichiarato dall'azienda non sarà più disponibile e costringerà milioni di utenti a sottoscrivere un abbonamento.

Netflix

(Image credit: Future)

Netflix dice si alle pubblicità: mossa sbagliata o strategia lungimirante?

Hastings ha detto che il piano ad-supported, ovvero un abbonamento che include le pubblicità "non sarà disponibile prima di uno o due anni", confermando che Netflix "è disposta ad offrire prezzi più bassi ai suoi clienti che scelgono un abbonamento con pubblicità."

"Gli utenti Netflix sanno che sono sempre stato contrario alle pubblicità e che preferisco gli abbonamenti semplici," ... "Nonostante sia un fan degli abbonamenti classici, è importante offrire un'alternativa ai nostri utenti, permettendo a coloro che vogliono spendere meno e tollerano le pubblicità di accedere al servizio che preferiscono."

Il CEO di Netflix ha confermato che non sarà necessario testare questa strategia nei mercati minori prima del lancio globale, sostenendo che gli abbonamenti con pubblicità stanno già dando ottimi risultati su altre piattaforme come Hulu, Disney Plus e HBO.

In sostanza, a breve Netflix consentirà di scegliere se visualizzare o meno le pubblicità in base alla tipologia di abbonamento. In questo modo chi vuole spendere meno per vedere film e serie TV sulla piattaforma potrà farlo a costo di dover attendere la fine dei mini spot ai quali siamo già abituati con YouTube, Spotify e tutte le altre piattaforme che offrono piani di abbonamento "low tier" o completamente gratuiti.

Tuttavia, a nostro avviso, la strategia dell'azienda ha senso se la si osserva nel lungo periodo. Se da un lato Netflix ha già perso un certo numero di iscritti e potrebbe perderne altri nelle prossime settimane, dall'altro potremmo assistere a una nuova ondata di iscrizioni quando i piani di abbonamento low-cost verranno estesi ai principali mercati mondiali. 

Del resto, se questi abbonamenti sono tanto popolari sulle altre piattaforme perché non dovrebbero esserlo su Netflix?

Marco Silvestri
Senior Editor

Marco Silvestri è Senior Editor che lavora con Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all'età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l'evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all'acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.