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Sony LinkBuds S | Recensione

I LinkBuds S sono gli auricolari leggerissimi e super comodi di Sony

Sony LinkBuds S nella custodia su un tavolo
(Image: © Future)

Verdetto

Quasi tutti gli aspetti dei Sony LinkBuds S sono molto positivi. Sono leggeri, compatti e comodi, con un'autonomia di tutto rispetto e diverse opzioni di controllo ben implementate. A livello audio sono accettabili, ma la mancanza di dinamicità e potenza sbilanciano il rapporto qualità/prezzo.

Pros

  • +

    Compatti, leggeri e comodi

  • +

    Audio godibile

  • +

    Ottima app di controllo

Cons

  • -

    L'audio potrebbe essere di maggiore qualità

  • -

    Non ci sono elementi che li fanno spiccare

Sony LinkBuds S: recensione sintetica

I Sony LinkBuds S non hanno un look accattivante come i primi Sony LinkBuds. Quelli, d'altronde, non si inserivano nemmeno nell'orecchio, ma erano progettati per proiettare il suono attraverso un anello sul canale auricolare. Un effetto strano, ma davvero intrigante.

Ma in realtà, i Sony LinkBuds S hanno i loro pregi, se osservati da vicino. Sono più piccoli e compatti di altri modelli sul mercato, e hanno un design non dissimile da altri auricolari true wireless, fatta eccezione per la tecnologia di cancellazione del rumore, che Sony ha inserito in modo quasi discreto.

La qualità costruttiva è ineccepibile, le specifiche tecniche sono impressionanti, l'autonomia è più che accettabile e ci sono anche diverse opzioni di controllo implementate in modo ottimale. I LinkBud S, inoltre, sono più ecologici della maggior parte dei concorrenti, restando però incredibilmente comodi da indossare. Quindi, almeno sulla carta, questi auricolari sono pronti a dominare il mercato.

E durante le prove di questi auricolari Sony LinkBuds S, ci siamo resi conto che la maggior parte delle promesse viene mantenuta. I livelli di dettaglio, il soundstage e le tonalità sono tutti altrettanto impressionanti, così come stupisce l'equilibro della gamma di frequenze. Ma a livello di dinamiche, dobbiamo dire che i LinkBuds S mancano un po' il bersaglio, tanto da non trasmettere l'energia e la pressione sonora che danno vita a un brano musicale.

Ciò è in netto contrasto con i Sony WF-1000XM4, che da tempo sono riconosciute come alcuni dei migliori auricolari con cancellazione del rumore. E dato che sono sul mercato da tempo, il prezzo si avvicina spesso a quello dei LinkBuds, dunque, a meno che non vi dia fastidio il formato più grande, potrebbe aver senso optare per i WF-1000XM4 in generale.

Sony LinkBuds S: prezzo e data di uscita

  • Data di uscita: 20 maggio 2022
  • Prezzo iniziale: circa €200

Gli auricolari in-ear true wireless Sony LinkBud S sono arrivati verso la fine di maggio 2022, con un prezzo iniziale di €200. 

Basta poco per rendersi conto che su questa fascia di prezzo c'è moltissima concorrenza, anche da Sony stessa, con i top di gamma WF-1000XM4 che ormai si attestano intorno ai €199.

Ci sono anche i Sennheiser Momentum True Wireless 3, i Grell Audio TWS/1 e gli inevitabili Apple AirPods Pro da considerare in quella fascia di costo, e tutti hanno di buoni motivi per essere consigliati. Dunque, i LinkBuds S devono vedersela con concorrenti spietati, sia all'esterno che all'interno della propria famiglia.

Sony LinkBuds S: caratteristiche

Sony LinkBuds S on table

La custodia dei LinkBuds S è semplice e ben realizzata, inoltre non è troppo ingombrante (Image credit: Future)
  • ANC con audio ambientale regolabile
  • Bluetooth 5.2 con supporto SBC, AAC e LDAC
  • Autonomia di 27 ore (con custodia)

I LinkBuds S saranno anche compatti, ma le specifiche non sono certo insufficienti. Facendo eccezione per l'associazione multi-punto, di solito se una funzione non è presente negli auricolari in-ear true wireless di Sony, probabilmente non vale la pena averla.

La connettività wireless è affidata alla tecnologia Bluetooth 5.2, compatibile con i code SBC, AAC e LDAC, anche se, come da tradizione Sony, manca la funzionalità aptX. Ciononostante, se avete uno smartphone compatibile con LDAC, i LinkBuds S vi faranno godere comodamente dell'audio in alta risoluzione.

Usano lo stesso processore V1 che unisce cancellazione del rumore ed elaborazione che abbiamo visto nei Sony WF-1000XM4, ma qui c'è un nuovo driver da 5 mm a gamma dinamica completa, più compatto dell'XM4. Gli auricolari in se hanno un'autonomia che va da 6 a 9 ore (in base all'uso dell'ANC), mentre la piccola custodia di ricarica consente di ricaricarli completamente un paio di volte. Dunque, l'autonomia complessiva è davvero competitiva, seppure non porti i LinkBuds S ai vertici delle classifiche. In ogni caso, per trovare prestazioni migliori dovrete rivolgervi a modelli ben più ingombranti. Gli AirPods Pro, dal peso simile, per fare un confronto, gestiscono 4,5 ore per ricarica con l'ANC, quindi Sony si trova in netto vantaggio rispetto a Apple, in questo caso.

È possibile attivare e disattivare la cancellazione del rumore dall'app di controllo o tramite la superficie touch capacitiva sugli auricolari, ma c'è anche l'opzione per l'audio ambientale, che offre 20 impostazioni diverse, pertanto gli auricolari potranno lasciar filtrare suoni molto lievi fino a rumori esterni ben più forti, a seconda delle vostre esigenze.

L'app di controllo "Headphones" consente anche di regolare l'equalizzazione, con la possibilità di puntare più sulla qualità audio o sulla stabilità di connessione, nonché di modificare i comandi touch e molto altro. D'altronde, è la stessa app sfruttata dalle cuffie di fascia alta di Sony, con gli stessi livelli di efficacia e affidabilità.

I comandi touch sono altrettanto affidabili e ben implementati, con l'integrazione di Alexa e la compatibilità con Google Assistant. I microfoni esterni preposti ai comandi vocali e alla telefonia sono visibili sul lato esterno di ogni auricolare, dietro un piccolo cerchio di tessuto a rete.

  • Punteggio caratteristiche: 5/5

Sony LinkBuds S: design

Sony LinkBuds S on table

I Sony LinkBuds S non presentano il design dei Sony WF-1000XM4, ma ne mutuano diverse tecnologie. (Image credit: Future)
  • 4,8 gr per auricolare e formato altrettanto compatto
  • 35 gr per la custodia di ricarica con porta USB-C
  • Classificazione IPX4

Quando un prodotto è compatto e leggero come questo (secondo Sony, i LinkBuds S sono il 40% più piccoli e oltre il 30% più leggeri dei propri WF-1000XM4), c'è sempre da accettare qualche compromesso in termini di design. 

Certo, il punto focale dei LinkBuds S è garantire la massima comodità a fronte di un formato così ridotto, e da questo punto di vista, riesce alla grande nel suo intento. 4,8 gr per auricolare è davvero pochissimo per degli auricolari true wireless e, se contiamo le quattro diverse paia di gommini inclusi in confezione, è chiaro come sia possibile indossarli in modo sicuro e comodo indipendentemente dalla grandezza delle orecchie. 

E anche in sessioni prolungate, almeno finché non richiedono una ricarica, restano ben adesi, ma discreti, al padiglione auricolare.

A livello costruttivo, i LinkBuds S vantano quella finitura che ricorda un mix di plastica riciclata e pietra tipica di altri prodotti Sony di fascia alta. Tra le due colorazioni disponibili, però, la più accattivante è il nero.

La ricarica avviene tramite USB-C, niente wireless, e richiede un paio d'ore per portare da zero a cento i vostri auricolari. Una volta finita, però, potrete portare con voi i LinkBuds praticamente ovunque: la classificazione IPX4 significa che resistono al sudore durante gli allenamenti o gli spruzzi d'acqua quando vi trovate in piscina.

  • Punteggio design: 4,5/5

Sony LinkBuds S: qualità audio

Sony LinkBuds S on table

Sony LinkBuds S montano un driver più piccolo rispetto ai Sony WF-1000XM4, una scelta sensata ma che ha un impatto sull'audio. (Image credit: Future)
  • Audio controllato, dettagliato e distinto
  • Manca un po' di potenza dinamica
  • Buona cancellazione del rumore

Fin dal primo ascolto dei vostri brani musicali preferiti, noterete subito sia i punti di forza che i punti deboli dei Sony LinkBuds S.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

Tipo: in-ear, true wireless
Peso: 4,8 gr (auricolari); 35 gr (custodia)
Driver: 5 mm, dinamici
Autonomia: 6 ore (ANC on), 9 ore (ANC off) (auricolari); due ricariche complete (custodia)
Comandi: App; touch; voce
Bluetooth: 5.2; SBC, AAC, LDAC

Parlando di pregi, l'ascolto è aperto, distinto e molto dettagliato. Le basse frequenze sono piene e ben controllate, dunque non rendono il suono o il ritmo artefatto. I dettagli di tonalità e "colore" abbondano, così come gli alti risultano ben bilanciati e dettagliati.

Nei medi, i LinkBuds S garantiscono un altrettanto buon livello di dettaglio, che mette in risalto un po' tutti i tipi di voce. Il modo in cui Sony predispone il soundstage fa sì che i cantanti si trovino "davanti e al centro", integrandosi però con il resto delle tracce sonore, e da qui riescono a comunicare in modo efficace con l'ascoltatore. Se una performance vocale è di carattere, state certi che i LinkBuds S ve lo faranno notare eccome.

In generale, il bilanciamento è buono, l'espressione ritmica più che accettabile e Sony riesce a riunire gli elementi di un brano musicale in modo molto gradevole.

Ciò che manca nell'ambito della qualità audio, è il senso di spinta, o di "pressione". Le dinamiche sono un po' carenti, pertanto i brani iniziano e finiscono su un solo livello fin troppo statico. L'ascolto ne risente, e rispetto ai LinkBuds S, la concorrenza fa meglio nel trasmettere l'energia e la carica dei brani musicali, sfociando in un ascolto meno piatto.

Passando alla cancellazione del rumore, Sony non ha nulla da rimproverarsi in questo caso. I LinkBuds S gestiscono in modo deciso i suoni esterni, riuscendo a non creare strani effetti all'ascolto. Anche la qualità delle chiamate è più che accettabile, con una buona chiarezza. Anche la tecnologia Sony per la riduzione del rumore del vento fa il suo dovere.

  • Punteggio qualità audio: 4/5

Sony LinkBuds S: pregi e difetti

Sony LinkBuds S on table

Sony LinkBuds S si ricaricano solo tramite USB-C, niente wireless, nonostante il prezzo non economico. (Image credit: Future)
  • Costruzione e finitura standard
  • Credenziali ecologiche meritevoli
  • Qualità audio leggermente carente

Se consideriamo lo standard di costruzione e finitura, LinkBudS S rispondono abbastanza agli standard Sony: non ci sono sbavature e gli auricolari danno l'impressione di essere costruiti per durare nel tempo. Lo stesso possiamo dire per la custodia di ricarica.

Sony sta facendo ottimi progressi nella riduzione dell'impatto ambientale dei propri prodotti e i LinkBuds S non fanno eccezione. Arrivano in una confezione senza stampa o l'uso di sostanze chimiche e senza plastica, gli auricolari e la custodia sono realizzati con materiali che uniscono componenti in plastica riciclati dal mondo automobilistico e pietra. E sono perfettamente riciclabili alla fine della loro vita utile.

Ma alla fine, il successo di un paio di auricolari in-ear dipende quasi esclusivamente dalla qualità audio e, in questo caso, i Sony LinkBuds S non sono di certo rivoluzionari. Hanno più pregi che difetti, questo è certo, ma quei pochi nei, come l'inconsistenza delle dinamiche e della pressione sonora, rendono l'ascolto della musica fin troppo piatto.

  • Punteggio pregi e difetti: 4/5

Tabella punteggi

Sony LinkBuds S: punteggi
AttributesNotesRating
CaratteristicheMolto resistenti, l'app Sony è ottima.5/5
DesignComodi, compatti e leggeri.4.5/5
Qualità audioDettagli e bilanciamento ok, ma l'ascolto risulta piatto.4/5
Pregi e difettiSono un buon acquisto, ma c'è di meglio allo stesso prezzo.4/5

Vale la pena acquistare i Sony LinkBuds S?

Acquistateli se…

Cercate auricolari dal design minimalistico
Difficilmente troverete altri auricolari in-ear true wireless più compatti, leggeri o facili da indossare anche per sessioni prolungate.

Dettagli e bilanciamento sonoro sono la vostra priorità
I LinkBuds S offrono un audio molto dettagliato, che non perde nessuna piccola sfumatura in fase di ascolto.

Non amate l'audio troppo aggressivo
Considerata l'abitudine di Sony a preferire un approccio più morbido alla riproduzione della musica, qui troverete un audio assolutamente privo di aggressività.

Non acquistateli se...

Cercate energia dalla musica
Esattamente l'opposto dell'ultimo punto qui sopra. I LinkBuds S tendono ad appiattire leggermente il suono, per un approccio sì "gentile" alla riproduzione, a discapito dell'energia.

Vi serve la connessione multi-punto
Potersi connettere a due origini Bluetooth contemporaneamente (ad esempio uno smartphone e un portatile) è l'unica cosa che non potrete fare con un prodotto audio Sony.

Altri prodotti da considerare

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Sony WF-1000XM4
(opens in new tab)Questa è l'alternativa più ovvia ai Sony LinkBuds S. Certo, sono molto più grandi e pesanti, ma offrono prestazioni incredibili e un audio davvero energico, esattamente il contrario di quanto proposto dai LinkBuds S. E ormai li trovate spesso allo stesso prezzo, quindi vi consigliamo di prenderli in seria considerazione.

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Apple AirPods Pro (opens in new tab)
Se possedete un iPhone (opens in new tab) e state considerando i LinkBuds S per formato e comodità, dovreste valutare anche gli AirPods Pro. Sono altrettanto leggeri, suonano molto bene e la cancellazione del rumore è impressionante. Inoltre, troverete molte utili funzioni extra nell'ecosistema Apple. Però il suono non è personalizzabile come con gli auricolari Sony e l'autonomia è inferiore.

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Earfun Air Pro (opens in new tab)
Volete spendere meno dei LinkBuds S? Questi costano circa la metà, sono altrettanto leggeri e suonano molto meglio di quanto potrebbe lasciare intuire il prezzo. Anche la cancellazione del rumore è ottima, soprattutto in confronto con altri prodotti economici. Niente personalizzazione nell'app, però.

Simon Lucas
Simon Lucas

Simon Lucas is a senior editorial professional with deep experience of print/digital publishing and the consumer electronics landscape. Based in Brighton, Simon worked at TechRadar's sister site What HiFi? for a number of years, as both a features editor and a digital editor, before embarking on a career in freelance consultancy, content creation, and journalism for some of the biggest brands and publications in the world. 


With enormous expertise in all things home entertainment, Simon reviews everything from turntables to soundbars for TechRadar, and also likes to dip his toes into longform features and buying guides. His bylines include GQ, The Guardian, Hi-Fi+, Metro, The Observer, Pocket Lint, Shortlist, Stuff T3, Tom's Guide, Trusted Reviews, and more.

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