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Piscine abusive? Le trovano (e le tassano) con la AI Google

France
(Image credit: Shutterstock)

Lo scorso anno, lo stato francese avrebbe deciso di usare l’AI in via sperimentale per scoprire le piscine abusive all’interno del territorio del paese. 

Secondo quanto riportato dai media nazionali, l’operazione di controllo e sanzione ha già permesso di raccogliere una cifra intorno ai 10 milioni di Euro. Esattamente come nel nostro paese, le piscine aumentano il valore delle abitazioni e devono essere dichiarate per l’adeguamento della tassazione.

La società di consulenza francese Capgemini e Google avrebbero messo a punto un software capace di rilevare le piscine usando le foto aeree come base di ricerca.

Il test è stato effettuato lo scorso ottobre, con la perlustrazione di 9 regioni francesi, ma ora lo stato starebbe pensando di estendere il controllo a tutto il territorio nazionale.

Secondo il sito Statista, nel 2020 il numero delle piscine private in Francia si aggirava intorno ai 3,2 milioni e con l’arrivo della pandemia e conseguente lavoro da casa, si sarebbe verificata una notevole impennata di nuove installazioni.

In Francia, per una piscina di circa 30 mq un proprietario paga una cifra attorno ai 200€ di tasse, ma a quanto pare gli specchi d’acqua non sono l’unica cosa che l’occhio delle finanze francesi tiene sotto controllo. Secondo il direttore delle finanze Francese, nel mirino ci sarebbero anche verande, patii, gazebo e una serie di altre estensioni.

Tuttavia, il rischio di un controllo “a tappeto” di questo tipo, è quello di interpretare alcuni suppellettili presenti nel giardino come abusi edilizi, ed ecco che l'AI viene in aiuto semplificando il riconoscimento nelle riprese dall'alto.

Una delle giustificazioni ufficiali della dirigenza francese riguardo il controllo del territorio è che in Francia mancherebbe l’acqua a causa delle piogge. Questo è vero, nel paese transalpino a giugno sono caduti in media solo 9,7 mm di pioggia, il dato minimo dal 1961.

A causa di questa carenza, durante l’estate si è causata la siccità peggiore di sempre, che ha lasciato non meno di 100 comuni senz’acqua, soprattutto nelle località a nord ovest e sud est del paese e costringendo a porre il divieto di irrigazione su tutti i territori interessati.

Se da una parte l’uso indiscriminato dell'acqua deve essere sanzionato con qualsiasi mezzo, visto il crescente problema di siccità, la giustificazione sembra poco plausibile se pensiamo che oltre alle piscine lo stato ha deciso di stanare anche altri tipi di abusi.

Una storia che abbiamo già sentito più volte anche nel nostro paese. Fingere di muoversi per motivi ecologici e poi mettere le mani (pur legittimamente) nelle tasche dei cittadini non aiuterà certamente la causa ecologica.

Fonte: BBC (opens in new tab)