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Per Apple il calo delle vendite dei Mac è dovuto alla scarsità di processori Intel

MacBook Pro
Image credit: TechRadar

Secondo Apple, la colpa per il recente calo delle vendite dei Mac, è da ascriversi a Intel: insomma, il gigante di Cupertino ha lanciato parecchie frecciate al produttore di processori. 

Come notato da Forbes, nelle note dell'ultima relazione trimestrale di Apple (relativa al secondo trimestre, che si conclude alla fine di marzo), Luca Maestri il Chief Financial Officer afferma: "Adesso vorrei parlare dei Mac. I ricavi sono stati di 5,5 miliardi rispetto ai 5,8 miliardi di un anno fa. Il calo è dovuto soprattutto a limitazioni legate ai processori su alcuni tra i modelli più in voga." 

Il CEO Tim Cook ha aggiunto: “Per quanto riguarda il settore dei Mac, nel secondo trimestre ci siamo trovati di fronte a dei limiti nella disponibilità dei processori e questo ha portato a una riduzione del 5% dei ricavi relativi ai Mac rispetto allo scorso anno. Crediamo però che, senza questi limiti di disponibilità, i ricavi riguardanti i Mac sarebbero stati superiori rispetto all'anno scorso e non riteniamo che questo problema avrà un impatto significativo sui risultati finanziari del terzo trimestre". 

Si pensa che questi problemi di fornitura dei microchip possano essere legati, in qualche modo, al fatto che non abbiamo ancora sentito nulla riguardo ai nuovi modelli della gamma MacBook per quest'anno e i potenziali ritardi nella fornitura di hardware è possibile siano dovuti, in qualche misura, a questo aspetto.

Si tratta di un'ipotesi credibile, soprattutto visto che il collega John Gruber di Daring Fireball si è anche lui occupato di questo problema e, dopo aver contattato una persona che lavora ad Apple, chiedendogli perché Apple ci avesse messo cosi tanto a presentare i nuovi MacBook Air lo scorso anno, gli è stato semplicemente risposto: "Intel". 

Il fattore Intel

È chiaro che i problemi di produzione e di mancanza di scorte di magazzino avuti da Intel relativamente all'attuale generazione di processori hanno avuto un forte impatto su tutto il settore dei computer anche per i grossi rivenditori di PC (e le imprese più piccole hanno avuto ancora più difficoltà e in alcuni casi hanno dovuto usare CPU Intel più vecchie nei loro prodotti oppure rivolgersi ad AMD).  

Intel ha deciso di concentrarsi sui processori di fascia più alta vista la capacità produttiva di cui dispone al momento. Dato che questo tipo di processori assicura il margine più elevato possibile, dal punto di vista finanziario è una scelta comprensibile, ma significa trascurare le CPU di fascia più bassa. Sfortunatamente le cose non sono destinate a migliorare, visto che Intel ha dichiarato che è probabile che questa situazione si protragga fino al terzo trimestre.

Tuttavia Tim Cook, come abbiamo riportato sopra, non crede che questi limiti nella fornitura di processori avranno ripercussioni sull'attuale trimestre per Apple e quindi, mentre stiamo entrando nel terzo trimestre del 2019, la situazione dovrebbe migliorare se Intel ha ragione e riesce a risolvere i problemi produttivi legati alle proprie CPU. 

Tutto ciò potrebbe essere anche un riferimento ai possibili aggiornamenti della gamma MacBook, che Apple ha pianificato per il 2019, e che potrebbero arrivare più avanti nel corso dell'anno, quando i processori Intel saranno disponibili in numero maggiore. Probabilmente la gamma esistente dovrebbe ricevere un aggiornamento di tutto rispetto a livello hardware, anche se magari non vedremo il nuovo MacBook pro del quale si è vociferato e che potrebbe essere stato spostato al 2020 (se non addirittura all'anno successivo). 

Al di là delle ipotesi su ciò che succede dietro le quinte, tutta questa situazione rende evidente la dipendenza di Apple nei confronti di Intel per la fornitura di processori nel caso dei Mac. 

Nonostante le recenti rassicurazioni avute da Intel sul fatto che si adopererà al meglio per far sì che l'attuale mancanza di scorte di processori non si ripeta in futuro, Apple si trova davanti a un altro valido motivo per passare ai processori ARM per i Mac. Da questo punto di vista, ci sono già voci che confermano questa scelta, visto che, secondo indiscrezioni provenienti da dipendenti e sviluppatori Intel, Apple adotterà processori su misura basati su architettura ARM nel 2020.

Sviluppare i propri processori ARM sarebbe un cambiamento notevole, e di certo non di facile attuazione, ma darebbe ad Apple una serie di vantaggi soprattutto in ottica futura. Ad esempio la multinazionale di Cupertino avrebbe il controllo su questa parte della filiera, ma anche gli utili derivanti dalla vendita dei Mac aumenterebbero, visto che non dovrebbe più pagare Intel. 

Altri vantaggi deriverebbero sicuramente dal fatto di avere tutti i propri dispositivi con CPU simili basate sulla stessa architettura, e ciò renderebbe lo sviluppo delle applicazioni più semplice per tutta la gamma di prodotti. 

A quanto pare, quindi, è solo una questione di tempo prima che si consumi il divorzio tra Apple e Intel e questo potrebbe spiegare come mai Apple si lancia, senza alcun problema, in frecciatine piuttosto pesanti per sottolineare le carenze di Intel a livello di fornitura.