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Nintendo, il numero di account hackerati sale a quota 300.000

luigi
(Image credit: Nintendo)

Dopo la dichiarazione da parte di Nintendo di aver subito una violazione di un blocco di 160.000 account, l’azienda nipponica ha recentemente ammesso che ulteriori 140.000 profili sono stato hackerati. 

Di certo la notizia non verrà accolta a braccia aperte da tutti coloro che sono già abbastanza preoccupati per la sicurezza del proprio account Nintendo e Nintendo Switch. A sua discolpa, l’azienda ha sottolineato che soltanto una percentuale inferiore all’1%, considerando il totale degli utenti di Nintendo Network ID (NNID), è stata oggetto di violazione. 

L’attacco informatico è stato eseguito da un gruppo di utenti che, privi di autorizzazioni, hanno sfruttato le vulnerabilità dei vari account utilizzando informazioni NNID ottenute illegalmente (gli identificativi NNID sono necessari per effettuare acquisti su Wii U e Nintendo 3DS). 

Come se non bastasse, alcuni hacker sono riusciti a risalire agli estremi dei conti PayPal degli utenti al fine di acquistare varie valute di gioco, come i VBucks di Fortnite

In seguito all’attacco, Nintendo ha provveduto a ripristinare tutti gli NNID e le password degli account violati. Inoltre, è stata disabilitata la possibilità di accedere al proprio profilo Nintendo tramite NNID. Nel momento in cui stiamo scrivendo, il login tramite NNID è ancora non disponibile. 

Abilitare la verifica in due passaggi 

Nintendo consiglia a tutti gli utenti che non l’abbiano ancora fatto di abilitare la verifica in due passaggi, in modo da incrementare il grado di sicurezza. Se non sapete come fare, potete seguire i passaggi riportati nella pagina web del Centro Assistenza Nintendo

Se avete dubbi sul fatto che anche il vostro account sia stato violato, potete verificare l’eventuale presenza di accessi non autorizzati. Per farlo, vi basterà effettuare il login al vostro account Nintendo sul sito ufficiale, accedere al menu "Impostazioni di accesso e sicurezza" e selezionare "Vedi" accanto alla vostra “Cronologia di accesso”. 

Fonte: Eurogamer