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L’intelligenza artificiale può davvero far concorrenza agli artisti?

IA
(Image credit: Frank V. @Unsplash)

Sempre più spesso in rete si parla di immagini create dall’intelligenza artificiale basandosi su delle semplici descrizioni testuali.

Si tratta di opere originali ed esenti da copyright, realizzate utilizzando dei generatori di immagini che fanno utilizzo di algoritmi AI. Tra questi troviamo software come DALL-E, Imagen, Jasper, Starryai, Wombo, Midjourney, NightCafe e Stable Diffusion. 

In sostanza, basta scrivere una frase che descrive il soggetto come ad esempio: "Bambino che gioca a palla in spiaggia" e lasciar fare al software. 

Per ottenere dei risultati soddisfacenti, questi utilizzano dei database contenenti migliaia di immagini che vengono mischiate e modificate a tal punto da rendere irriconoscibili i soggetti iniziali, esattamente come in una torta, non è possibile scorgere tutti i singoli ingredienti, ma soltanto alcuni, nel migliore dei casi.

La qualità delle immagini generate con questo sistema è eccellente, e ancora più eccezionale è il tempo impiegato per produrle. Si parla di pochi secondi per delle opere che richiederebbero giorni, settimane o mesi, a seconda della complessità.

Riviste titolate come Cosmopolitan si sono già servite di immagini generate artificialmente per le proprie copertine, evitando di dover ingaggiare un disegnatore. 

Qualcosa che certamente metterà agitazione tra gli artisti, dato che se ciò dovesse riuscire a prendere piede, potrebbe rendere le loro opere sempre meno richieste in ambito pubblicitario ed editoriale.

I software basati su algoritmi AI possono produrre disegni e illustrazioni, ma anche elaborazioni fotografiche. Del resto, almeno per quanto riguarda quest’ultima tipologia, i motori AI sembrano ancora parecchio indietro.

Seppur in grado di realizzare foto di qualità pseudo realistica, che ad un primo sguardo sembrano essere abbastanza credibili, ad un esame più attento, si scopre che alcuni dettagli non esattamente irrilevanti come i visi degli esseri umani, risultano completamente irriconoscibili o distorti. 

Il software sarebbe in grado di crearli, ma per ora il prodotto finale tende a rimanere di una qualità inadatta a sostituire le foto "vere".

Rimane comunque possibile creare immagini modificate, replicare forme d’arte note su soggetti usati da altri artisti per creare dei complessi mashup, e molto altro ancora, con l'unico limite della fantasia.

Esiste però un punto di domanda sull’utilizzo che è possibile fare di queste immagini create dal nulla. Se per alcuni potrebbero essere una fonte di informazione o divertimento, non è escluso che determinati soggetti potrebbero usarle per scopi fraudolenti o illegali. Inoltre, la linea tra ciò che è considerato accettabile e ciò che non lo è potrebbe diventare molto sottile a un certo punto, poichè si va ben oltre la tecnica del fotoritocco.

Ad ogni modo, per il momento i generatori d’immagine non sono ancora estremamente diffusi e richiedono sistemi complessi o abbonamenti costosi per poter essere usati. Tuttavia l'idea che qualcuno possa utilizzare questo software per attaccare persone, istituzioni e attività, lascia intravedere un’ombra abbastanza oscura su eventuali usi futuri della tecnologia. Ci sarà da preoccuparsi?

Fonte: Paolo Attivissimo (opens in new tab)