Skip to main content

I primi MacBook con CPU ARM potrebbero arrivare prima del previsto

MacBook Pro
(Image credit: Future)

Secondo il recente report pubblicato da Digitimes Apple lancerà due MacBook con processore ARM entro la fine dell’anno.

Apple ha già confermato che almeno un Mac con processore ARM sarà disponibile entro la fine del 2020, e secondo Digitimes insieme ad esso arriveranno un MacBook Pro 13 e un MacBook Air equipaggiati con CPU Apple Silicon. 

Il report afferma che: "Dato che Apple si prepara a lanciare un ‌MacBook Pro‌ 13” e un ‌MacBook Air‌, entrambi basati su Apple Silicon, entro la fine dell’anno, le spedizioni totali per la gamma MacBook dovrebbero raggiungere i 16-17 milioni di unità nel 2020 a fronte dei 14.5-15.5 milioni dello scorso anno,”. 

Nel documento si parla anche di un inizio delle spedizioni dai centri di produzione di Taiwan entro il Q3 del 2020, il che darebbe all’azienda tempo a sufficienza per iniziare la produzione di massa. 

Quanto previsto da Digitimes è in linea con le stime del noto analista Ming Chi-Kuo. In una nota pubblicata di recente, Kuo ha infatti affermato che si aspetta di vedere un MacBook Pro da 13” con CPU ARM entro la fine del 2020.

Del resto Kuo, che prevede anche l’arrivo di due modelli di MacBook Pro da 14 e 16 pollici con procesori ARM, ha aggiunto che il MacBook Air potrebbe ritardare rispetto al resto della gamma, con un ipotetico arrivo nel Q1 2021.  

DigiTimes segnala anche il lancio di un iPad da 10.8 pollici nella seconda metà del 2020. Kuo aveva già parlato di questa possibilità, dichiarando che il nuovo "più conveniente" iPad implementerà un chip A12, un bel passo in avanti rispetto al precedente A10 presente sui modelli attuali.

Oltre alle date ipotetiche, non sappiamo ancora molto sui futuri MacBook Pro basati su processori ARM, anche se un recente rumor afferma che potrebbero costare meno dei loro predecessori con processori Intel.

TrendForce dichiara che i SoC Apple Silicon avranno un prezzo inferiore ai $100 e consentiranno a Apple di ridurre il costo complessivo per i materiali di produzione (BOM). Si tratta di un risparmio consistente se si pensa che l'azienda di Cupertino deve sborsare tra $200 e i $300 per un processore Intel, e ci auguriamo che questo tagli sui costi si rifletta anche sul prezzo finale per la gioia dei consumatori.