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Google: il pagamento delle commissioni sugli acquisti in-app sarà presto obbligatorio

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(Image credit: Google)

Negli ultimi tempi, alcuni sviluppatori di app (come Netflix e Spotify) hanno cercato di aggirare il sistema di tariffazione previsto dal Google Play Store, chiedendo agli utenti di inserire i dati della propria carta di credito direttamente nell’app. 

Non si tratta dell’unico caso che coinvolge il pagamento delle commissioni imposte dai vari app store: di recente, è salito alla ribalta il caso Fortnite, che ha condotto all’espulsione della nota app di proprietà di Epic Games dagli store di Apple e Google in seguito all’introduzione di un nuovo sistema di pagamento in-game.

Dunque, vediamo insieme come il colosso di Mountain View abbia intenzione di correre ai ripari e consolidare la posizione della propria piattaforma di pagamento.

Regole uguali per tutti 

Il colosso della tecnologia ha annunciato che tutti gli sviluppatori di app non potranno più sottrarsi al pagamento della commissione del 30% previsto dall’utilizzo del proprio sistema di pagamento. Infatti, a partire da settembre 2021, gli sviluppatori avranno l’obbligo di utilizzare il sistema di pagamento di Google 

In una nota pubblicata su Android Developers, il vice presidente per la gestione dei prodotti, Sameer Samat, ci ha tenuto a precisare che le “norme si applicano allo stesso modo a tutte le app distribuite su Google Play, comprese le app di Google”.

La regola era già in vigore in precedenza, ma veniva a mancare il vincolo dell'obbligatorietà. Dopotutto, Google ha affermato di riscuotere “una commissione solo se lo sviluppatore fa pagare gli utenti per scaricare le loro app o se vendono articoli digitali in-app”. 

In questo modo, il Play Store seguirà le orme dell’App Store di Apple, che ha ricevuto un buon numero di critiche negli ultimi tempi per via delle elevate commissioni imposte agli sviluppatori per rendere disponibili le proprie app su iPhone e iPad. La scorsa settimana, Spotify e Epic Games hanno annunciato la volontà di unire le proprie forze contro la posizione assunta da Apple. 

D’altra parte, questo cambiamento non coinvolgerà direttamente la maggior parte degli sviluppatori di app disponibili sul Play Store. Infatti, Samat ha affermato che “meno del 3% degli sviluppatori con app su [Google] Play ha venduto beni digitali negli ultimi 12 mesi e di questo 3%, la stragrande maggioranza (quasi il 97%) utilizza già la fatturazione di Google Play”.