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Google Chrome, un aggiornamento pone la parola fine alla fame di memoria

Google Chrome
(Image credit: Shutterstock)

È innegabile che nell’ultimo decennio i browser hanno assunto un’importanza sempre maggiore nell’ambito del desktop computing, tanto che esistono di fatto dei computer che mettono a disposizione solo applicazioni online, come i Chromebook.

Google Chrome è stato lanciato dal colosso di Mountain View il 2 settembre 2008, quando Microsoft dominava la scena con il suo Internet Explorer 9. Allora Google promise agli utenti che sceglievano il nuovo browser, un prodotto più leggero e una velocità mai vista prima di allora. Negli anni Chrome è riuscito a conquistare letteralmente il pubblico, accaparrandosi oltre il 60% della quota del mercato dei browser, ma quello che usiamo oggi non è certamente lo stesso software di 10 anni fa.

Uno dei difetti più gravi che vengono contestati a Chrome da qualche anno a questa parte, riguarda l’utilizzo eccessivo di RAM, che lo rende molto più esoso della concorrenza in termini di consumo di risorse.

Nonostante questo problema, il browser mantiene solida la sua quota di mercato, mentre gli utenti aspettano finalmente una soluzione definitiva del problema, che sembrerebbe essere arrivata in questi giorni.

Secondo una relazione di Windows Latest, il gigante della ricerca ha lavorato sul supporto del browser a "PartitionAlloc-everywhere" per migliorarne il funzionamento su Windows 10, Android, Linux e altre piattaforme.

Una volta che PartitionAlloc-everywhere verrà aggiunto al codice sorgente di Chrome, gli consentirà di avviarsi più rapidamente, di caricare le pagine in tempi più brevi e offrirà una migliore gestione delle risorse, in particolar modo nell’utilizzo della RAM di sistema.

PartitionAlloc

Google aveva iniziato ad aggiungere il supporto PartitionAlloc a Chrome l'anno scorso e ora lo ha reso disponibile per gli utenti beta del browser nelle versioni Android e Windows. Tuttavia, la società sta portando la funzionalità anche su Linux, ma l'implementazione si sta dimostrando più difficile del previsto.

In un post sul sito dedicato ai “bugs di Chromium”, un ingegnere di Google ha fornito ulteriori dettagli sui progressi dell'azienda riguardo PartitionAlloc su Windows, Android e Linux, dicendo:

“Stiamo passando a PartitionAlloc su Linux. Questa impostazione è già la predefinita su Windows e Android ed è ora in versione beta su entrambe le piattaforme. Tuttavia, su Linux restano ancora dei problemi da risolvere”.

Google ha anche condotto un altro esperimento con l'obiettivo di ridurre l'utilizzo della memoria in Chrome, unendo gli allocatori di memoria nel browser per vedere se avrebbe portato a prestazioni migliori.

Oltre alle versioni desktop del browser, l'azienda sta attualmente testando PartitionAlloc-everywhere anche su Android. Finora questi test hanno portato a un migliore sfruttamento della memoria, oltre che maggiori prestazioni e stabilità quando si utilizza Chrome in versione mobile, e anche il carico medio della GPU ha visto un piccolo calo.

Gli utenti del canale beta Android e Windows Chrome possono testare PartitionAlloc per verificare con i propri occhi se la funzione aiuta realmente a ridurre la quantità di RAM utilizzata dal browser.

Fonte: Windows Latest