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Chrome potrebbe iniziare ad etichettare i siti web più lenti

Google Chrome
(Image credit: Shutterstock)

Google Chrome presto potrebbe applicare un’etichetta sui siti web che risultano più lenti nel caricamento, per incoraggiare i proprietari ad occuparsi del problema e velocizzare il sito.

In un post di un blog, gli sviluppatori del team di Chrome Addy Osmani, Ben Greenstein e Bryan McQuade sostengono che “il web può fare di meglio”, spiegando poi come potrebbe funzionare il sistema di “etichettamento” dei siti web.

“In futuro, Chrome potrebbe utilizzare un sistema di etichette per identificare i siti che caricano le pagine velocemente o lentamente, in base all’esperienza dei vari utenti”, dicono gli sviluppatori. “Questa funzione potrebbe venire implementata in diverse forme, stiamo pianificando di attuare delle sperimentazioni dirette con diverse opzioni, per determinare quale sarà quella che effettivamente fornisce maggior valore all’esperienza degli utenti.”

Il browser cercherà automaticamente i siti con un’architettura non ottimizzata, in futuro potrebbe anche tenere in considerazione il tempo previsto per il caricamento basandosi sulle condizioni della rete e del dispositivo - in questo modo le pagine non ottimizzate per i dispositivi mobili potrebbero venire etichettate, per esempio.

Troppo lento?

Questo procedimento potrebbe assumere diverse aspetti, come per esempio un avviso a schermo intero mentre una pagina di un sito web particolarmente lento si sta caricando, una barra di caricamento verde per i siti più veloci e un menu informativo contestuale a comparsa, grazie ad un click.

Se possedete un sito web etichettato come lento, Google consiglia di utilizzare PageSpeed Insights per controllare la performance del sito e Lighthouse, uno strumento open source, per eseguire una diagnostica che permette di identificare i problemi legati alla velocità del sito e che suggerisce i vari modi per risolverli.

“Saremmo entusiasti di ripagare il duro lavoro e concedere più trasparenza agli utenti, sotto forma di dati legati alla performance dei siti, “ dicono Osmani, Greenstein e McQuade. “Speriamo che questo sistema possa incoraggiare più siti web a fornire ai propri utenti la migliore esperienza possibile.”

Via TechCrunch