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Bonus PC e Internet. Un pasticcio all’Italiana?

Pixabay
(Image credit: Pixabay)

Già da tempo si parla dell’ormai famoso “Bonus Internet e PC”, che fa parte del piano per la banda ultra larga. In breve, si tratta di un progetto voluto dal governo nazionale e che è stato varato con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale nell’estate scorsa, per tentare di aiutare le famiglie colpite dalle conseguenze economiche della pandemia da Coronavirus e sempre più coinvolte nella didattica a distanza e nel lavoro in remoto. Il primo passaggio prevede l’assegnazione di un bonus, erogato sotto forma di sconto su beni e servizi, che può essere utilizzato per attivare una connessione a banda larga e per acquistare un tablet o un PC.

Detto così, potrebbe sembrare fantastico: 500 euro da spendere per le proprie esigenze tecnologiche non sono certamente da disdegnare. Sicuramente c’è chi ha bisogno di aggiornare la propria connessione ad una più veloce, chi di aggiungere un hard disk per avere più spazio sul proprio computer oppure chi necessita di sostituire un sistema operativo obsoleto e poco sicuro, o infine di acquistare un monitor perché non riesce a lavorare 8 ore sul modesto schermo di un notebook.

Purtroppo nulla di ciò verrà considerato degno di nota per ottenere l’agognato bonus. Infatti, nel determinare le certamente sacrosante regole per l’assegnazione, sono stati posti molti paletti piuttosto restrittivi e altri ancora più assurdi e difficilmente attuabili.

Cosa è necessario fare per ottenere il bonus

Innanzitutto è necessario far calcolare il proprio reddito Isee, che deve essere sotto i 20.000€, in autonomia o da un ente apposito, come ad esempio un CAF. Sembra una cosa da poco, ma quando ho chiamato il mio ufficio di riferimento per capire com’era la situazione, mi hanno prospettato una tempistica di attesa di 2 mesi. In ogni caso, ottenuto l’agognato documento si deve verificare la disponibilità di banda della propria zona di appartenenza. Se non esiste almeno una connessione a 30 Mbit disponibile, scordatevi il bonus. Si può ricevere poi solo su nuova attivazione, non sarà possibile ottenerlo per fare un aggiornamento magari da 7 a 20 Mbit.

La linea da attivare deve essere inoltre dotata di alcune caratteristiche, che sembrano banali se abitate in città e siete connessi a 1 Gbps, meno se abitate in qualche paesino dell’Abruzzo o della Liguria, dove si considera la presenza di una vecchia ADSL da 640 Kbps una fortuna non da poco.

La nuova connessione deve avere come detto, 30 Mbps in download e 15 in upload, inoltre la banda garantita deve essere di 15 e 7,5 Mbps. Questa richiesta esclude praticamente tutte le connessioni ADSL con velocità di punta inferiori a 30 Mbps, ma anche molte connessioni miste (vDSL) , che offrono “solo” fino a 10 Mbps in upload. Inoltre la velocità minima garantita di 7,5 Mbps esclude anche quelle linee da 100/20 Mbps e 200/20 Mbps, che hanno una banda minima garantita di soli 4 Mbps. Abbiamo usato Tim come operatore di riferimento, ma è possibile fare una verifica con qualsiasi provider. In pratica, secondo il listino dell'operatore solo la connessione Fibra Ottica 1 Gbs/100 Mbps garantirebbe le prestazioni richieste.

La cosa peggiore però è che anche in presenza di più tipologie di connessione, non sarà possibile attivare quella più conveniente o quella preferita, ma andrà scelta inderogabilmente la migliore, la quale prevedibilmente sarà anche essere la più costosa.

A questo punto compilando l’apposita domanda è possibile effettuare la richiesta del bonus. Tale domanda peraltro verrà fatta in regime di autocertificazione, perciò non facciamo fatica a pensare il caos che potrebbe scatenarsi una volta che gli appositi incaricati di Infratel e INPS inizieranno ad effettuare controlli “a campione” su coloro che hanno visto accettare la propria richiesta.

Abbiamo notato peraltro che alcuni operatori scrivono sul proprio sito che il bonus è valido per passare da una “...ADSL 20 Mbit a una connessione Fibra…”, ma questo non sembra corretto in quanto, nella domanda sopraccitata , è necessario dichiarare per iscritto che non si è in possesso di alcun tipo di connessione, quindi potranno trarre beneficio in pratica solo le case neo-abitate, le nuove costruzioni e poco altro. Immagino non siano moltissime le zone rurali dove in assenza totale di connessioni vengano attivate all’improvviso delle linee totalmente in fibra ottica con prestazioni simili a quelle che si trovano nei cuori delle grandi città.

Per finire, la ciliegina sulla torta di un piano così diabolico vede gli abitanti di alcune regioni, come Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria e Toscana, impossibilitati ad effettuare la domanda, a meno che non risiedano in determinati comuni per la quale fanno riferimento alcune tabelle (qui ne trovate una del Lazio come esempio). Un ulteriore filtro alla banda larga “per molti, ma non per tutti”, come recitava la pubblicità di un noto vino, anni addietro.

Wind/Tre

(Image credit: Wind/Tre)

Bonus PC, un altro pasticcio

Il decreto è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale il primo di ottobre, mentre il manuale operativo è stato messo online il giorno successivo.

Le condizioni pratiche di erogazione del bonus PC e tablet prevedono che il bonus possa venire suddiviso in questa maniera:

Da 200 a 400 euro di sconto per i servizi di connettività (come sopra), con contratto minimo di 12 mesi sostituibile con altro in caso di disservizio. Nessuna durata massima.

Da 100 a 300 euro di sconto sulla fornitura di un PC o tablet. Inizialmente questi rimarranno di proprietà del fornitore, ma diventeranno dell’utente solo dopo 12 mesi di usufrutto.

Il totale non può superare in ogni caso i 500 euro. Il PC dovrà essere fornito dall’operatore Internet, quindi non ci si potrà servire del negozio sotto casa, del proprio store online preferito e nemmeno di quello del produttore (come ad esempio Lenovo o Dell), ma sarà necessario farsi piacere uno dei modelli messi a disposizione dai provider abilitati, che per il momento non sembrano ancora aver messo a disposizione alcuna offerta ma solamente messo a disposizione alcuni moduli "vi contatteremo noi".

Sarebbe più logico ricevere il bonus direttamente per via telematica e poterlo spendere dove si desidera per acquistare ciò che si ritiene più opportuno (magari con alcune limitazioni già preimpostate nei negozi virtuali, per evitare confusione), ma invece la procedura è stata messa nelle mani degli ISP. A tutto ciò si aggiungono una serie di specifiche tecniche minime che riporto qui sotto per semplicità, ma che si possono trovare a questo link:

TABLET

  • CPU: 4 core; 2 GHz o superiori
  • RAM: 4 GB o superiori
  • Dimensioni schermo: maggiore di 10 pollici
  • Risoluzione schermo: Full-HD (risoluzione minima del lato corto: 1080 pixel) o superiori
  • Memoria interna: 64 GB o superiori
  • Connettività: Wi-Fi, Bluetooth, USB
  • Fotocamera: 8 Mpx ƒ/1.9
  • Batteria: 6000 mAh o superiore

PERSONAL COMPUTER

  • CPU: 4 core; 2 GHz o superiori
  • RAM: 8 GB o superiori
  • Dimensione Schermo: maggiore di 14 pollici
  • Risoluzione Schermo: HD (1366x768) o superiori
  • Memoria interna (disco o SSD): 256 GB o superiori
  • Connettività: Wi-Fi, Bluetooth, USB
  • Fotocamera: 8 Mpx ƒ/1.9
  • Autonomia: 8 ore o superiore
  • Audio integrato

Per quanto riguarda i tablet, guardando tali specifiche ci viene subito in mente Samsung Galaxy S6 Lite, un modello relativamente economico, uscito nell’aprile 2020. Rispetta tutte le caratteristiche, anche se rimane il dubbio sull'apertura “ƒ/1.9” della fotocamera principale. Se fosse ƒ/2.0 non andrebbe bene?

Per il PC i requisiti sono piuttosto generici, ma rimane anche qui il dubbio della fotocamera da 8 Mpx ƒ/1.9.  Da un lato viene specificato un parametro come “8 ore di autonomia” che rende evidente si parli di un dispositivo mobile come un notebook, dall'altro è risaputo che i tali dispositivi montano normalmente videocamere da 720p (1 Mpx), ben lontano da quanto viene richiesto nel documento delle specifiche.

Questo rende perciò piuttosto difficile (se non impossibile) trovare un modello adatto a rispettare contemporaneamente entrambe le caratteristiche. Sembra quasi che siano stati presi in considerazione due modelli di riferimento senza epurarne alcune caratteristiche secondarie, come se fosse stato fatto un lavoro di ricerca piuttosto sbrigativo. E non riesco ad immaginare quanti occhi siano passati su quel documento prima che fosse pubblicato.

Conclusioni

Per tirare le debite conclusioni su questa prima parte dell’operazione “Bonus Internet e PC”, sembra che sia riuscito a scontentare tutti gli attori in scena. Infatti, anche gli operatori e i commercianti di prodotti tecnologici non si sono certamente detti felici, con i primi costretti a gestire un’operazione non troppo chiara e ai limiti della fattibilità mentre gli altri sono stati stati tagliati fuori dalla catena di distribuzione del bonus, e per tale ragione non potranno sfruttarlo per sostenere le proprie vendite.

Tutto questo in un momento per il quale un aumento del fatturato sarebbe stato visto come una manna dal cielo sia dalle aziende che dall’economia in generale. In questo marasma rimane pertanto un forte dubbio che il rumore generato dall’operazione sarà molto più elevato del beneficio finale per “gli utenti meno abbienti”, così come li chiama il documento ufficiale per la richiesta del bonus.