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Apple Face Mask, la mascherina anti Covid prodotta a Cupertino

Immagine originale pubblicata su 9to5mac
(Image credit: 9to5mac)

Da sempre Apple fa dell’innovazione un punto cardine e, anche in tempi di pandemia, l'azienda di Cupertino sembra intenzionata a dare il suo contributo con un prodotto che, prima d’oggi, pochi avrebbero associato al brand. 

Secondo un report di Bloomberg, il colosso tecnologico californiano avrebbe concepito e prodotto la Apple Face Mask, una mascherina medica composta da tre strati di materiali studiati per filtrare le particelle che andrà ad affiancare la già brevettata ClearMask, la prima mascherina chirurgica completamente trasparente.

Grazie a questa caratteristica, ClearMask permette ai non udenti di leggere il labiale dell’interlocutore anche se questo indossa la mascherina. Stando a quanto sostiene il report, la Face Mask è stata disegnata e prodotta interamente dal team interno di Apple, mentre ClearMask è un prodotto acquistato esternamente.

Design e materiali innovativi

Dall'inizio della pandemia l'atteggiamento di Apple è stato sempre votato alla massima attenzione e alla preservazione della salute di dipendenti e clienti. A tale scopo in tutti gli Apple store è stato tassativamente imposto l'utilizzo della mascherina, distribuita gratuitamente ai clienti in caso non ne possedessero una.

Per evitare di sottrarre risorse necessarie alla realizzazione dell’equipaggiamento sanitario utilizzato in ambito ospedaliero, l’azienda ha scelto di utilizzare dei materiali alternativi. A quanto pare, Apple inizierà a distribuire le mascherine ai suoi dipendenti aziendali e rivenditori nelle prossime settimane. 

Come da tradizione Apple, il design risulta piuttosto singolare ed è caratterizzato da un unico blocco che copre completamente il volto partendo dal naso e arrivando al mento. La Face Mask è dotata di stringhe regolabili per adattarsi alla forma del viso di chi la indossa.

Non è ancora chiaro se l’azienda abbia intenzione di vendere queste maschere esternamente, ma auspichiamo si tratti di un modo per contribuire a frenare la diffusione del contagio, più che di una mossa commerciale.