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Recensione Eizo Flexscan EV3895-BK

Flexscan EV3895 è il primo monitor curvo di Eizo, un modello concreto da 38 pollici adatto ai professionisti.

Flexscan EV3895
(Image: © Paolo D'Angelo)

Il nostro verdetto

Il Flexscan EV3895 è un monitor piacevole per l’utilizzo desktop/grafica e ci è piaciuto utilizzarlo durante il periodo di prova. Abbiamo apprezzato molto la qualità costruttiva, il design e il suo pannello, anche se alcune caratteristiche non lo hanno fatto brillare come avrebbe potuto. La copertura degli spazi colore è molto buona, ma avremmo voluto fosse ancora migliore su DCI-P3, che si ferma solo al 94%, un valore comunque più che buono. I controlli frontali sono poco pratici da utilizzare e le opzioni di controllo un po’ asciutte, ma la pecca più rilevante è forse la mancanza di funzionalità HDR che la concorrenza offre per lo stesso prezzo. Per queste ragioni promuoviamo l’Eizo Flexscan EV3895, ma non a pieni voti.

Pro

  • Design di rilievo e costruzione robusta
  • Ottima copertura degli spazi colore
  • Fantastiche possibilità di connessione
  • Probabilmente uno dei migliori ultrawide sul mercato

Contro

  • Costoso
  • Niente HDR
  • Non adatto al gaming
  • Controlli migliorabili
  • Il pannello dovrebbe essere migliore a questo prezzo

Negli ultimi dieci anni c’è stato letteralmente un boom di monitor dedicati al gaming con funzionalità studiate appositamente per il gioco, come refresh elevatissimi, sistemi di sincronizzazione tra schermo e scheda video come Freesync e G-Sync, circuiti a bassissima latenza, LED RGB configurabili via software e OSD dotati di ausili di gioco, ma Eizo preferisce evitare un settore affollato come quello del gaming e per il momento non sembra intenzionata a lanciarsi nella mischia insieme ad altri produttori.

L’azienda ci ha inviato in prova il modello Eizo Flexscan EV3895, un gigante da 37,5 pollici di diagonale con una risoluzione di 3840 x 1600 pixel in formato Ultra Wide 24:10. L’EV3895 è il primo monitor curvo dell’azienda e monta un pannello IPS curvo R2300 prodotto da LG. Lanciato nell’autunno dello scorso anno, è il primo monitor curvo realizzato da Eizo, e pertanto una novità in questo senso.

Il monitor si presenta in uno scatolone gigantesco e pesante, persino per un monitor da 38 pollici. Una volta estratto dal polistirolo si scopre che, a differenza di tutti gli altri monitor che ci è capitato di installare, lo schermo arriva già montato sul suo supporto. L’unico pezzo da montare è il pannello copricavi da applicare nella parte posteriore. Lo schermo può essere comunque smontato dalla base premendo un tasto dietro lo schermo, per l’eventuale montaggio a muro tramite l’attacco Vesa 10x10.

La base del Flexscan EV3895 ha la forma di un grosso anello ed è di plastica, da li si innalza il pesante stand che sostiene lo schermo e gli permette una regolazione in altezza di oltre 190 mm. Nel complesso si tratta di una realizzazione piuttosto robusta, utile a contrastare le oscillazioni dovute al tocco accidentale con la scrivania.

Il monitor può anche essere inclinato in avanti di 5° e all’indietro di 35°, ruotato a destra e sinistra intorno all’asse verticale di 70° e anche a quello orizzontale, per poterlo mantenere perfettamente in piano. Le sue dimensioni sono notevoli: è largo 89,5 cm e c’è bisogno davvero di molto spazio sulla scrivania per farlo ruotare più di qualche grado.

È possibile però abbassarlo fino a toccare la base e in tal caso l’altezza è di soli 41,5 cm. In pratica è capace di adattarsi molto bene alle postazioni di lavoro, nonostante le dimensioni non esattamente ridotte.

Paolo D'Angelo

(Image credit: Paolo D'Angelo)

CONNETTIVITÀ

Il Flexscan EV3895 è dotato di un buon numero ingressi e uscite, che lo rendono un perfetto animale da lavoro. Per quanto riguarda gli ingressi video, possiede una porta DisplayPort (HDCP 1.3), 2 HDMI (HDCP 2.2/1.4) e una USB Type-C (DP HDCP 1.3), alla quale si aggiungono 2 porte USB in downstream e altre due di tipo B per l’upstream, per un totale di 7 connessioni USB e anche un’uscita audio, tutte situate sul posteriore.

La porta USB Type-C ha anche la peculiarità di poter alimentare un dispositivo fino a 85W, in pratica qualsiasi smartphone o anche dei notebook, se non troppo avidi di energia. È presente anche un connettore LAN autoconfigurante per la gestione remota del monitor. Sembra una sciocchezza se si ragiona in termini di utente, ma immaginiamo un contesto di produzione contenuti 3D industriali dove possono esserci decine di monitor da gestire e in questi termini la sua presenza ha davvero tutt’altro senso.

A questi connettori si aggiungono anche uno switch KVM integrato per controllare fino a 3 PC con un mouse e una tastiera USB, connessi direttamente allo schermo e anche la funzione picture-by-picture può venire utilizzata per mostrare due o anche tre ingressi contemporaneamente, suddividendo lo schermo in parti eguali.

Da questo punto di vista siamo rimasti soddisfatti, forse avremmo gradito un’altra porta DisplayPort, ma ci sembra che sotto questo aspetto Eizo abbia fatto un buon lavoro mettendo a disposizione dell’utente una serie di opzioni completa e sensata per il tipo di utente a cui è destinato il dispositivo.

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Paolo D'Angelo

Eizo Flexscan EV3895 (Image credit: Paolo D'Angelo)
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Paolo D'Angelo

La base circolare (Image credit: Paolo D'Angelo)

DISPLAY e ANALISI

  • Diagonale: 37,5 pollici, 3840 x 1600 pixel, 24:10 
  • Curvatura : R2300
  • Area visualizzata: 880 mm x 366 mm
  • Dot Pitch: 0,229 mm, quadrato
  • Frequenza di refresh: 60 Hz

Il pannello ci è piaciuto fin dalla prima accensione, ha un’ottima profondità di colore, è sufficientemente luminoso e non mancano né lo spazio, né i pixel. Le sue caratteristiche sono di rilievo: 3840 x 1600 pixel sono molti e la disposizione orizzontale dello schermo lo rende perfetto per per gestire fino a 4 finestre affiancate senza problemi, con una buona quantità di spazio disponibile anche in altezza.

La curvatura di R2300 non è molto elevata e pertanto l’utilizzo dello schermo è migliore quanto più lo si spinge lontano da sé, rispetto a monitor più piccoli. Abbiamo trovato la visualizzazione migliore posizionando il monitor a circa 70 cm dall’occhio, in modo da mantenere i caratteri facilmente leggibili e contemporaneamente non dover ruotare troppo la testa spostando lo sguardo da un capo all’altro dello schermo, anche se l’angolo di visione da 178° in verticale e in orizzontale mette al riparo l’utente dal problema dei falsi colori.

Abbiamo voluto provarlo anche con i giochi, pur sapendo che non è certo progettato per questo. Offre un’esperienza visuale fantastica a causa delle sue dimensioni. Ovviamente mancano tutte le funzionalità dedicate al gioco, e pertanto non può competere con i modelli specializzati, che montano pannelli ad alta frequenza di refresh o tecnologie di sincronismo.

Paolo D'Angelo

(Image credit: Paolo D'Angelo)

Ogni tanto abbiamo potuto notare apparire del tearing spostando l’inquadratura in prima persona, mentre le immagini in movimento tendono ad essere poco definite per via della frequenza di refresh modesta. In ogni caso se giocate a strategici e manageriali, potrete ancora godere della fantastica visione del suo pannello, che possiamo definire come “una finestra aperta su un paesaggio luminoso e multicolore”, per darvi una sensazione soggettiva di utilizzo. Lo schermo dichiara un input lag di 5ms, ma non abbiamo indagato troppo in questo senso perché, come abbiamo detto, siamo ampiamente fuori dal suo ambito di utilizzo ideale.

Per quanto riguarda la visione di film, il monitor può sfruttare l’ottima profondità di colore, soprattutto impostando il profilo “movie” dal contrasto più elevato e dei colori più saturi, rispetto a quelli ottimali, però le proporzioni particolarmente allungate causano bande nere ai lati con la maggior parte di titoli recenti che abbiamo provato a guardare, mentre la mancanza di HDR si fa sentire rispetto ad altri modelli più economici. Black Mirror Bandersnatch ci ha liquidati con una serie di: “I’m sorry” proprio per l’assenza di HDR.

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Paolo D'Angelo

Analisi del gamut colore dopo la regolazione delle impostazioni e la taratura (Image credit: Paolo D'Angelo)
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Con il contrasto a 50 il gamma di 2.2 preimpostato viene seguito perfettametne (Image credit: Paolo D'Angelo)
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Nei valori di luminosità intermedi non ci sono problemi con la temperatura colore (Image credit: Paolo D'Angelo)
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La luminosità massima supera quella dichiarata, ma la curva sale in maniera molto repentina (Image credit: Paolo D'Angelo)
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Valori registrati al massimo della luminosità (Image credit: Paolo D'Angelo)
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Paolo D'Angelo

Valori registrati usando una luminosità di 200 nits (Image credit: Paolo D'Angelo)

Per avere riscontri oggettivi, comunque, abbiamo testato il pannello usando il colorimetro Datacolor SpyderX Pro. Prima di iniziare le misurazioni abbiamo cercato le impostazioni migliori possibili per ottenere la massima resa, scegliendo il profilo personalizzato USER1.

Innanzitutto abbiamo scoperto che la curva del gamma viene rispettata perfettamente solo lasciando il contrasto a 50/100, perciò l’abbiamo lasciata così. Abbiamo poi impostato la luminosità al massimo livello (100) e selezionato la temperatura colore a 6500K, cambiandola poi con 6000K per arrivare al nostro obiettivo di 6500K reali. Abbiamo effettuato la calibrazione e poi lanciato lo strumento di analisi del pannello.

L’analisi ci ha confermato una copertura dello spazio colore DCI-P3 del 94%, in linea con quanto dichiarato dall’azienda. Lo spazio colore DCI-P3 è quello di riferimento oggi destinato a sostituire nel tempo sRGB, ormai diventato troppo vecchio. Per questa ragione ci sarebbe piaciuto vedere una copertura pressoché totale, ma non è stato possibile strappare nemmeno un punto percentuale al valore promesso, nonostante le varie prove effettuate.

In aggiunta, il monitor è stato capace di coprire al 100% lo spazio sRGB all’86% AdobeRGB, oltre che l’84% dello spazio NTSC. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, il pannello fa uso di una LUT a 14 bit, ma la rappresentazione finale del colore è a 8 bit e questo potrebbe limitare il numero di colori potenzialmente visualizzabili a schermo.

Il Flexscan EV3895 non è realizzato specificatamente per la grafica, ma è in grado di fare comunque un buon lavoro in questo ambito. Il triangolo di copertura è piuttosto ampio, ma sembra tendere fin troppo verso il rosso e viola, e questo gli fa perdere punti percentuali utili per coprire gli spazi colore più vasti.

Osservando lo schermo abbiamo avuto l’impressione di un’ottima profondità di colore e le nostre prove ci hanno dimostrato che la nostra sensazione era corretta. Affiancando un monitor standard, come il Dell U2412M, un’altro IPS da 60 Hz che 10 anni fa avremmo considerato una buona scelta, questo risulta sbiadito nei colori gli schermi dopo aver visualizzato la stessa immagine su entrambi.

Paolo D'Angelo

Doppio ingresso PC e notebook visualizzati in contemporanea (Image credit: Paolo D'Angelo)

I colori prodotti del Flexscan sono più profondi e più decisi, nonostante la luminosità più elevata. La luminosità massima da noi raggiunta è stata di 340 Nits con un contrasto statico di 800:1, un valore più che discreto. In termini di temperatura di colore, è conveniente rimanere a livelli di luminosità compresi tra 40 e 85, per evitare di discostarsi troppo dai 6500K. Modifiche a contrasto e gamma si riflettono immediatamente sulla temperatura di colore, pertanto una volta trovata l’impostazione ideale è bene evitare di giocare troppo con le impostazioni.

Successivamente abbiamo ripetuto l’analisi a 200 Nits di luminosità, un valore più adeguato all’uso quotidiano e la sostanza non è cambiata molto, anche se abbiamo notato la curva della luminosità salire in maniera iperbolica. A 100 ci sono 340 Nits e per scendere a 200 nits basta portare il controllo a 87. Se fosse stato maggiormente lineare ci saremmo aspettati questa luminosità a circa 70 punti, ma in ogni caso non crea nessun problema, è solo un comportamento peculiare.

Avendo potuto usare lo schermo per diversi giorni prima della prova, abbiamo constatato che il pannello ha una luminosità abbastanza uniforme, priva di macchie, scolorimenti, pixel bruciati e perdite luminose ai bordi. Generalmente i monitor di grandi dimensioni dotati di pannelli IPS mostrano perlomeno qualche piccolo difetto congenito, ma in questo caso l’esemplare di prova si è dimostrato perfetto.

CONTROLLI, IMPOSTAZIONI e SOFTWARE

Il Flexscan EV3895 si accende tramite un interruttore fisico posto nella parte posteriore. Ci piace l’idea di poterlo spegnere elettricamente, ma il controllo è nascosto e pertanto poco pratico da usare. Lo schermo ha una serie di tasti anteriori a sfioramento nella parte bassa, con un tasto di accensione centrale “nero su nero” con solo un simbolo a contrassegnarlo e alcuni tasti laterali altrettanto neri sulla sinistra per navigare nell’OSD.

Non abbiamo nulla contro questo tipo di controlli hi-tech, ma all’uso pratico risultano letteralmente invisibili. In una stanza poco illuminata sono letteralmente introvabili e vanno premuti a caso, avrebbero potuto almeno essere contrassegnati da un LED a bassa intensità per una maggiore praticità.

Il menu OSD offre una serie di controlli di base, ma non molto altro. C’è tutto il necessario per gestire il colore, gli ingressi e le connessioni USB, ma senza spazio per funzionalità esotiche. Il monitor presenta 6 profili colore e non sembra esserci la possibilità di aggiungerne a piacimento. Sono disponibili USER1 e USER2, configurabili a piacere dagli utenti, sRGB, un profilo standard di riferimento, Paper che ingiallisce lo schermo e probabilmente è più confortevole per una lettura prolungata, Movie, e DICOM, un profilo adatto all’uso con dispositivi medicali.

L'interfaccia del software Screen Instyle di Eizo

L'interfaccia del software Screen Instyle di Eizo (Image credit: Paolo D'Angelo)

Per gestire il monitor da Windows abbiamo scaricato il software “Screen Instyle” dal sito di Eizo: allarga il set di funzionalità, come la sincronia multi-monitor, se al computer ce n’è collegato più d'uno, la luminosità in base alle fasce orarie, la gestione remota e altro ancora.

In generale il set di controlli è più che soddisfacente, anche se non lascia troppo spazio alla fantasia. È interessante notare sul sito di Eizo la disponibilità di un ampio set di test grafici utili alla taratura degli schermi.

GIUDIZIO FINALE

Un monitor come l’Eizo Flexscan EV3895 non capita di provarlo tutti i giorni, pertanto non è facile paragonarlo con modelli di altra caratura. Proviamo a farlo partendo dal suo prezzo di listino che al momento in cui scriviamo è di €1793 IVA inclusa sul sito del produttore, mentre cercando online lo si può trovare su alcuni shop affidabili a partire da €1550. Il suo street price lo pone, ad ogni modo, circa a metà strada tra i modelli più economici e quelli più costosi.

Possiamo affermare che il Flexscan EV3895 è un monitor molto piacevole per l’utilizzo desktop/grafica e ci è piaciuto molto, anche se quando si parla di cifre così importanti è lecito aspettarsi il massimo possibile. All’atto pratico abbiamo apprezzato molto la qualità costruttiva, il design e il suo pannello, anche se alcune caratteristiche non lo hanno fatto brillare come avrebbe potuto.

Innanzitutto la copertura degli spazi colore è molto buona, ma ultimamente ci è capitato di provare alcuni schermi Quantum Dot più piccoli, ma anche molto più economici, capaci di coprire il 98% dello spazio colore DCI-P3, mentre in questo caso ci si ferma solo al 94%.

Abbiamo trovato i controlli frontali poco pratici da utilizzare e le opzioni di controllo un po’ asciutte, forse si poteva fare meglio.

Troviamo una pecca rilevante la mancanza di funzionalità HDR che la concorrenza offre per lo stesso prezzo, anche se è probabile che la tipologia di cliente al quale si rivolge il Flexscan potrebbe non sentirne affatto la mancanza.

Per concludere, se il monitor avesse avuto un prezzo più accessibile non avremmo avuto troppo da ridire, ma dato il costo fuori dalla portata di gran parte degli utenti, ci sentiamo di comunque promuovere l’Eizo Flexscan EV3895 per via delle sue doti, ma non a pieni voti.