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Recensione Canon EOS 90D

Canon dimostra che le reflex digitali possono ancora trovare spazio, in un’era dominata dalle mirrorless

(Image: © Future)

Costruzione e impugnatura

  • Corpo in lega di alluminio e policarbonato
  • Joystick AF a 8 vie
  • Impugnatura ergonomica

La EOS 90D misura appena 14,1 (L) x 10,5 (A) x 7,7 (S) cm, , è appena più larga della EOS 80D, ma anche più corta e sottile. La nuova fotocamera è anche di poco più leggera, ma di appena 30 grammi (da 730g a 700g). In pratica, non c’è nessuna differenza degna di nota in termini di dimensioni.

Il corpo della fotocamera non è resistente a tutte le intemperie, ma è protetto da acqua e  polvere. La costruzione in lega di alluminio e policarbonato (oltre alla fibra di vetro, presente in alcuni elementi) la rendono robusta ed estremamente comoda da impugnare, anche per lunghi periodi. Questo anche grazie alla forma dell’impugnatura, ridisegnata per essere più profonda e leggermente più sottile di quella dei modelli antecedenti. 

La EOS 90D è facile da maneggiare anche se si hanno mani di taglia non troppo grande. Abbiamo scattato usando gli obiettivi EF 24-70mm f/4L IS USM, 17-40mm f/4L USM e EF 70-200mm f/2.8L IS III USM e anche con l’ultima versione dell’ottimo teleobiettivo bianco con la striscetta rossa (serie L), la fotocamera si lasciava impugnare comodamente, rimanendo sempre ben bilanciata durante l’utilizzo con due mani.

(Image credit: Future)

Se vi è mai capitato di utilizzare una reflex digitale Canon prima, che si tratti della EOS 80D, della 7D Mark II o persino della EOS 6D Mark II, avvertirete un senso di familiarità con questo nuovo modello. Il nuovo joystick a 8 direzioni sul retro della fotocamera è una gradita aggiunta e consente di scegliere facilmente i punti AF. 

L'opzione predefinita sulla fotocamera per attivare la selezione del punto AF è attivabile premendo il pulsante dedicato sul lato della EOS 90D, tuttavia tramite il menu di personalizzazione è possibile spostare questa funzione sul joystick.

L'aggiunta del joystick ha determinato il leggero spostamento di alcuni pulsanti. Infatti, esso prende il posto precedentemente occupato dal pulsante Q, mentre sulla EOS 90D il pulsante Q è stato spostato dove prima si trovava il tasto play, appena sopra la ghiera di controllo. 

Il pulsante di riproduzione è stato spostato a sua volta nella posizione occupata in precedenza dal pulsante “cestino”, che ora si trova vicino alla levetta di blocco. Nonostante questa leggera mescolanza di controlli, l'uso della EOS 90D è sempre piuttosto istintivo per chi ha familiarità con le altre DSLR di Canon.

La EOS 90D condivide il mirino ottico del suo predecessore che offre un ingrandimento di circa 0,95x, andando a coprire quasi il 100% dell'inquadratura, pertanto ciò che viene visualizzato nei bordi dell'immagine viene impresso nelle foto. 

Essendo un mirino ottico, non è possibile vedere gli effetti delle impostazioni della fotocamera (come esposizione e bilanciamento del bianco) sulla scena, anche se si può selezionare ulteriori informazioni da visualizzare, come punto AF attivo, velocità dell'otturatore, apertura e valore ISO. La fotocamera vi avviserà anche in presenza di sfarfallio, quando verrà inquadrata una luce che potrebbe influire negativamente sul risultato della foto (il cosiddetto flickering).

La EOS 90D mantiene lo schermo posteriore articolato da 3 pollici e 1.040.000 punti dell’EOS  80D. 

È un display abilitato al tocco e molto reattivo, basta toccarlo per mettere a fuoco e scattare, nonché per far scorrere le immagini visualizzate, ingrandirle o ridurle.

(Image credit: Future)

Autofocus

  • Sistema di messa a fuoco automatica a doppio pixel CMOS AF
  • Impressionante funzione di inseguimento del volto
  • 5.481 punti AF selezionabili

Essendo una reflex digitale, ci sono due sistemi di messa a fuoco automatica sulla EOS 90D: la modalità reflex entra in funzione quando si scatta attraverso il mirino, mentre il collaudato sistema Canon a doppio pixel AF, entra in funzione quando si utilizza il Live View. 

Il primo è lo stesso sistema a 45 punti che abbiamo visto nella EOS 80D. Rispetto alle moderne fotocamere mirrorless con punti AF che si estendono fino ai bordi dell'inquadratura, i punti AF della EOS 90D sono raggruppati in gran parte al centro, anche se considerato il sensore APS-C, la copertura è piuttosto soddisfacente.

La EOS 90D è dotata di un sistema di micro-regolazione AF che consente di tarare finemente i punti AF per 40 obiettivi diversi. Ciò può essere necessario in quanto la modalità reflex utilizza un sensore dedicato, non il sensore di immagine. Questa discrepanza introduce piccole imprecisioni con alcuni obiettivi a causa delle tolleranze di fabbricazione. Le regolazioni possono essere fatte per singolo obiettivo, oppure essere impostate per mantenere gli stessi valori con tutti gli obiettivi. In questa maniera è possibile eseguire la micro taratura delle lenti, senza doverle necessariamente inviare in assistenza.

La EOS 90D fa un ottimo lavoro nel tracciare soggetti in movimento | EOS 90D con EF 70-200mm f / 2.8L IS II USM, 1/320 sec af / 3.2, ISO 160 (Image credit: Future)

Vi sono 11 modalità di selezione del punto AF: AF spot, AF a 1 punto, AF a zona, AF a zona grande, AF con priorità sui volti, messa a fuoco automatica, One Shot, AI Servo, AF Servo filmato, AF continuo e AF con rilevamento degli occhi. Ciò consente al fotografo di impostare il punto AF iniziale e, quando si scatta in modalità continua, dire alla fotocamera come tenere traccia del soggetto in movimento.

Il rilevamento del viso funziona molto bene, bloccando l’AF sul viso e sulle spalle di un soggetto anche se la persona si muove rapidamente, mentre il rilevamento degli occhi impiega un po’ di più per recuperare il fuoco. La messa a fuoco su soggetti statici, tuttavia, è veloce e precisa, mentre il sistema è in grado di bloccare il fuoco su un soggetto in movimento in buone condizioni di illuminazione. 

Peraltro in condizioni di scarsa illuminazione o quando il soggetto si muove rapidamente, fatica a tenere il passo, come abbiamo scoperto quando abbiamo tentato di inseguire un uccello in volo sotto un cielo grigio durante il nostro test. 

In particolar modo questo accade quando si utilizza il mirino, infatti mantenere la messa a fuoco mentre si utilizza Live View, risulta essere un’operazione più semplice.