USA, la Commissione Parlamentare contro il monopolio di Apple, Amazon, Facebook e Google

(Immagine:: Future)

Apple, Facebook, Google e Amazon sono state indagate dal Comitato Giudiziario della Camera, ovvero l'autorità antitrust statunitense. Le grandi società tecnologiche della Silicon Valley sono finite nel mirino dei deputati a causa del tipo di monopolio che esercitano, assimilabile a quello che a suo tempo era stato visto con il petrolio, le ferrovie e il telefono.

Come delineato dalla CNBC (Si apre in una nuova scheda), dopo 15 mesi di indagini la subcommissione ha presentato un report di 450 pagine (Si apre in una nuova scheda) che evidenzia gli esiti di più udienze, sottolineando che le aziende indagate hanno abusato della loro posizione di potere ed esercitato una forma di monopolio, dettando le regole e i prezzi nel loro settore operativo.

Il report include anche interviste e più di 1.3 milioni di documenti, oltre a indicazioni per nuove normative antitrust che si concentrano su una concorrenza leale nel mondo dei mercati digitali, leggi rafforzate per quanto riguarda fusioni e monopolizzazioni, e la ristabilizzazione di una politica di sorveglianza e controllo rinforzata sull'attuazione delle normative varate.

Il comitato richiede che il Congresso predisponga i requisiti per offrire pari condizioni, prodotti e servizi, impedendo ai big della Silicon Valley di imporre i propri servizi dominanti come default e incoraggiando anzi le grandi società a renderli compatibili con i competitor.

Apple nello specifico è stata accusata di detenere il monopolio quando si parla delle app distribuite sui dispositivi iOS. Il comitato ha citato vari colloqui con gli sviluppatori dell'App Store, anche coloro che di recente sono stati protagonisti di alcuni attriti con Apple per quanto riguarda il pagamento delle commissioni.

Apple non si è dichiarata d'accordo con le constatazioni del report, negando di monopolizzare la quota principale di mercato nelle varie categorie di app e affermando che in futuro indicherà nel dettaglio i motivi della contestazione.

Anche le altre società hanno reagito in maniera similare, difendendo il proprio ruolo di rilievo nel progresso e nella crescita economica degli USA.

Google è finita nel mirino per il monopolio nel mondo dei motori di ricerca e nella raccolta pubblicitaria, e viene accusata di adottare pratiche anti-concorrenziali per migliorare gli esiti delle ricerche. Amazon, invece, domina nel mondo del commercio, promuovendo i propri prodotti a scapito di altri.

Amazon afferma che le normative indicate nel report rischierebbero di danneggiare le aziende più piccole, e la concorrenza non sarebbe facilitata, mentre Facebook difende ancora le acquisizioni di WhatsApp e Instagram, a loro tempo approvate e ora sotto accusa di aver sbaragliato la concorrenza di altri potenziali servizi.

Giulia Di Venere è Editor Senior per TechRadar Italia e lavora con orgoglio al progetto da quando è nato.

Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.

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