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SPID, presto non potrete più vivere senza

(Image credit: Agenda Digiale)

SPID, l’identità digitale per accedere alla Pubblica Amministrazione, presto sarà virtualmente obbligatoria. “Virtualmente” perché non c’è una norma che lo dica esplicitamente, ma dal primo ottobre 2020 SPID sarà l’unico modo per accedere ai servizi telematici di INPS. Il classico sistema con PIN, infatti, va in pensione (gioco di parole non voluto). 

Il portale INPS registra circa un milione di accessi al mese. Molti di questi sono persone che hanno già SPID, ma tutti gli altri presto dovranno abbandonare le vecchie abitudini e sottoscrivere una nuova Identità Digitale. 

Quella di INPS non è una scelta isolata. C’è un decreto dello scorso luglio, infatti, che obbliga tutte le pubbliche amministrazioni a rendere i propri servizi accessibili tramite SPID. Una novità che, da sola, ha portato oltre dieci milioni di persone ad attivare il servizio. Comprensibilmente, ha contribuito anche il fatto che SPID è necessaria per accedere al bonus vacanze e altre agevolazioni. 

Le varie PA non sono obbligate a usare esclusivamente SPID, ma è ragionevole pensare che a un certo punto il sistema sarà abbastanza diffuso e consolidato da diventare l’unico de facto.  

SPID è una buona idea 

Molti potrebbero viverlo come una seccatura, e senza dubbio ci saranno persone che avranno difficoltà ad attivare SPID per la prima volta. Ma è la cosa giusta da fare. 

SPID concettualmente non è diversa dal fare l’accesso con l’account Facebook, Google o Apple. La differenza è che dietro a quell’account ci sono dati personali verificati, quindi ogni azione fatta con SPID (prenotazioni, pagamenti, richieste di servizi, etc…) si associa a una persona in carne e ossa (o uno suo familiare). 

Arrivati a un sito della PA basta cliccare su Accedi, selezionare “entra con SPID” e poi inserire i dati di accesso. Username, password e token 2FA. Quest’ultimo forse è un dettaglio che si potrebbe gestire meglio: molti provider hanno una loro app per generare il token, quando sarebbe molto più facile (e probabilmente più sicuro) usare un servizio generico interoperabile. Valga come esempio l’applicazione Google Authenticator. 

Superate le (piccole) difficoltà iniziali SPID è un sistema comodo e soprattutto sicuro per interagire con la pubblica amministrazione. Funziona, è veloce, e permette di fare moltissime cose (quasi tutte in effetti) comodamente da casa propria. Anzi in alcuni casi potrebbe bastare lo smartphone. 

Quindi no, il fatto INPS abbandoni il tradizionale PIN in favore di SPID non è una cattiva notizia. Anzi è molto probabilmente l’esatto contrario.