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Sony, giochi in streaming su PS5 come su Google Stadia in un brevetto

Image credit: Sony

Sony potrebbe aver reso pubblici i primi dettagli sulla PS5, ma sembra che l'azienda abbia qualche asso nella manica per quanto riguarda il futuro del gaming su PlayStation.

Secondo un recente brevetto statunitense (scoperto da Digital Trends) depositato da Sony nel 2014, l'azienda sarebbe al lavoro su un "sistema per combinare applicazioni registrate con video interattivi in streaming". 

In altre parole, un servizio di cloud gaming che potrebbe rivaleggiare con Google Stadia e potrebbe potenzialmente arrivare insieme alla PS5. 

Come potrebbe essere il cloud gaming di Sony?

Lo schema illustra il funzionamento del servizio streaming, nel brevetto di Sony (Immagine: Sony/ United States Patent and Trademark Office)

Lo schema illustra il funzionamento del servizio streaming, nel brevetto di Sony (Immagine: Sony/ United States Patent and Trademark Office)

Il brevetto descrive "un dispositivo per registrare le informazioni di un'applicazione nel tempo e contemporaneamente i dati di un'uscita video interattiva in streaming". 

In parole povere, significa che i giocatori potrebbero eseguire un gioco in streaming tramite un server. Quindi se avete un dispositivo connesso a Internet, che sia un telefono, una console o un PC, vi potete connettere a quel server e avviare il gioco che desiderate. Come Netflix, ma con i videogiochi. 

Invece di scaricare il gioco, questo viene eseguito direttamente sul dispositivo e si gioca in tempo reale, rimuovendo la necessità di eliminare altri dati per fare spazio e riducendo i requisiti hardware - per quanto tecnicamente bisognerebbe essere "proprietari" del gioco. 

Sony sottolinea anche che questo servizio di cloud gaming sarebbe vantaggioso per gli sviluppatori di giochi, perché impedirebbe la pirateria (visto che il gioco esiste solo sul server). I programmatori potrebbero anche sviluppare i giochi tenendo a mente le specifiche capacità dei server. 

Ma come si pagherebbe un servizio simile? Sony suggerisce due possibili modelli nel brevetto: il primo prevede un abbonamento periodico, con cui poi pagherebbe i diritti agli sviluppatori. Il secondo invece vede lo sviluppatore incassare direttamente dai giocatori, e poi pagare una percentuale a Sony per il servizio. In nessuno dei due casi si parla di cifre. 

Ci aspettiamo che Sony sviluppi il servizio di cloud gaming di pari passo con la Playstation 5, anche se l'azienda non ha dato finora informazioni specifiche su questo aspetto. 

Cosa significa per Google Stadia?

Google Stadia

Google Stadia (Immagine: Google)

Il servizio cloud di Sony potrebbe essere un rivale di Google Stadia (e altri). Quest'ultimo promette una grande esperienza di gioco su Chrome, con giochi che si aprono in 5 secondi e girano in 4K/60FPS. Senza installazioni. 

Inoltre Google promette che Stadia avrà una potenza equivalente a una GPU da 10,7 teraflop, cioè più della PS4 Pro e della Xbox One X messe insieme. Potenzialmente rivoluzionaria. 

Al momento però non sappiamo quanto costerà Stadia o quando sarà effettivamente disponibile. I server di Google sono probabilmente in grado di gestire videogiochi di ogni tipo, ma Sony ha dalla sua una grande esperienza quando di parla di videogiochi. 

Occhiali da vista e Realtà Virtuale?

Gli occhiali VR di Sony come compaiono in un recente brevetto (Immagine: Sony/United States Patent and Trademark Office)

Gli occhiali VR di Sony come compaiono in un recente brevetto (Immagine: Sony/United States Patent and Trademark Office)

Quello sul cloud gaming non è l'unico brevetto Sony interessante. Ce n'è infatti un altro (individuato da Upload VR) secondo cui Sony lavora anche a "lenti correttive con tracciamento dell'occhio e segnali elettro ottici verso un HMD". 

Questi occhiali da vista Sony sarebbero progettati in modo personalizzato per il proprietario e per i suoi occhi, e si potrebbero collegare con il casco VR tramite un sensore protetto. In altre parole, chi porta gli occhiali potrebbe usare la Realtà Virtuale con molti meno problemi. Non ci aspettiamo che occhiali simili siano anche economici, ma l'esistenza di questo brevetto lascia sperare che forse li vedremo con il PSVR 2.