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NordVPN fornirà dati se richiesti dalle autorità

NordVPN su un MacBook
(Immagine:: Unsplash, Petter Lagson)

NordVPN (Si apre in una nuova scheda) ha chiarito la propria posizione circa le richieste di dati da parte delle forze dell'ordine internazionali. 

Come segnalato (Si apre in una nuova scheda) da PCMag, il provider di servizi VPN (Si apre in una nuova scheda) ha dichiarato alla testata che "soddisferà le richieste legittime, a condizione che rispettino tutte le normative e i regolamenti di pertinenza". NordVPN ha anche sottolineato di essere un'azienda che protegge la sicurezza e la privacy dei propri clienti, ma anche che "opera secondo la legge".

Questo chiarimento arriva a seguito di una recente operazione congiunta condotta dall'Europol in cui le forze dell'ordine di 10 diversi Paesi hanno confiscato 15 server (Si apre in una nuova scheda) di un altro provider VPN . A differenza di NordVPN, che offre i propri servizi di VPN a privati e aziende, l'ormai defunta VPNLab (Si apre in una nuova scheda) si rivolgeva principalmente ai criminali informatici. 

Nell'annuncio circa la chiusura di VPNLab, l'Europol ha lasciato intendere che è stato il rifiuto di cooperare con le autorità da parte del provider di VPN ad aver originato il sequestro.

Gestione delle richieste di dati da parte delle forze dell'ordine

La nuova dichiarazione di NordVPN circa il rispetto delle richieste di dati da parte delle forze dell'ordine si distingue notevolmente da quanto scritto dall'azienda sul proprio blog nel lontano 2017, che recitava così: "NordVPN opera sotto la giurisdizione di Panama e non darà seguito alle richieste da parte di forze dell'ordine e governi starnieri".

Adesso, però il post sul blog originale (Si apre in una nuova scheda) è stato modificato così: "NordVPN opera sotto la giurisdizione di Panama e soddisferà solo le richieste da parte di forze dell'ordine e governi stranieri se tali richieste vengono presentate secondo la legge". 

Il post sul blog modificato (Si apre in una nuova scheda), inoltre, cita anche la policy di zero-log di NordVPN, spiegando che l'azienda registrerà le attività correlate alla VPN di un utente se ciò viene imposto dal tribunale: "Osserviamo al 100% la nostra policy di zero-log, per garantire la massima privacy e sicurezza degli utenti, non registriamo mai le attività a meno che ciò non sia richiesto da un tribunale in modo appropriato e legale". Nel frattempo, l'azienda ha aggiornato la propria dichiarazione sulla privacy (Si apre in una nuova scheda) a luglio nell'anno scorso, aggiungendo una nuova sezione con ulteriori dettagli sulle richieste di dati.

Un rappresentante di NordVPN ha spiegato via e-mail a TechRadar Pro che l'unico motivo dietro alla modifica del post sul blog è stato, in primo luogo, il voler dissociare l'azienda dagli operatori che agiscono in modo discutibile o illegale, a seguito dell'articolo originale (Si apre in una nuova scheda) di PCMag sull'argomento. I clienti che vogliono saperne di più sul modo in cui NordVPN protegge la loro privacy possono consultare questo nuovo post sul blog (Si apre in una nuova scheda) per maggiori dettagli.

Sebbene adesso NordVPN dichiari di voler soddisfare le richieste di dati da parte delle forze dell'ordine e a seguito di ordinanze di tribunale, l'azienda sostiene di non aver mai ricevuto notifiche, ordinanze o mandati da parte di enti governativi allo scopo di ottenere dati sugli utenti. In ogni caso, dal momento che l'azienda segue  una severa policy di no-log, i dati da poter condividere con le forze dell'ordine saranno sempre scarsi (e non è detto che ci siano del tutto).

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Fonte: PCMag (Si apre in una nuova scheda)

After working with the TechRadar Pro team for the last several years, Anthony is now the security and networking editor at Tom’s Guide where he covers everything from data breaches and ransomware gangs to the best way to cover your whole home or business with Wi-Fi. When not writing, you can find him tinkering with PCs and game consoles, managing cables and upgrading his smart home.