Elon Musk, basta lavoro remoto

Elon Musk
(Immagine:: Getty Images / PATRICK PLEUL)

Elon Musk vuole mettere fine al lavoro in remoto, che era stato introdotto in Tesla, come in migliaia di altre aziende nel mondo, per far fronte all'emergenza pandemica.  Secondo Electrek e Bloomberg report, il fondatore e massimo dirigente di Tesla avrebbe scritto che "il lavoro remoto non è più accettabile". 

Dunque, ai lavoratori e dirigenti di Tesla si chiede nuovamente di passare almeno 40 ore alla settimana in ufficio. Musk ha poi aggiungo che "dovrebbero far finta di lavorare da un'altra parte", accondandosi così a tutti quelli secondo cui il lavoro remoto non è vero lavoro. Il messaggio implicito è che i lavoratori che vogliono continuare a lavorare da casa, possono anche licenziarsi e cercarsi un altro lavoro. 

"Se non ti fai vedere, vorrà dire che ti sei dimesso". 

Musk, comunque, sembra disposto a concedere il lavoro remoto in "circostanze eccezionali", anche se non ci sono dettagli su cosa definisce tale eccezionalità. Il dirigente ha poi aggiunto che "lavorare 40 ore in presenza è meno di quanto chiediamo ai lavoratori in fabbrica".

In un altra mail, racconta Electrek, Musk avrebbe rivendicato come il successo di Tesla sarebbe dovuto, secondo lui, al latto che all'inizio praticamente viveva in fabbrica. "Più alta la tua posizione, più visibile deve essere la tua presenza", avrebbe scritto. "Ci sono aziende che non fanno la stessa richiesta, naturalmente. Ma quando è stata l'ultima volta che hanno creato un prodotto fantastico? Non succede da un po'". 

Una di queste aziende potrebbe essere Apple, che per il momento continua a usare un modello ibrido, con i lavoratori che vanno in ufficio solo per parte della settimana. E considerando i Mac con processori M1, non è passato molto dall'ultimo prodotto fantastico marchiato Apple. 

via The Verge

Valerio Porcu è Redattore Capo e Project Manager di Techradar Italia. È da sempre ossessionato dai gadget e dagli oggetti tecnologici che cambiano la nostra vita quotidiana, e dai primi anni 2000 ha deciso di raccontarla. Oggi è un giornalista con anni di esperienza nel settore tecnologico, e ha ancora la voglia di trovare le chiavi di lettura giuste, per capire davvero in che modo la tecnologia può rendere migliore la nostra vita quotidiana.