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Con iOS 14.5 la sicurezza di Safari non passerà più dai server Google

iphone
(Image credit: StockSnap/Pixabay)

Apple ha deciso che con il prossimo aggiornamento iOS 14.5 il traffico della "Navigazione Sicura" del browser Safari passerà direttamente dai suoi server, escludendo di fatto Google. Lo scopo principale di questa scelta è evitare che Google raccolga i dati degli utenti che passano per i suoi server.

In precedenza, l'azienda di Cupertino ha utilizzato i database Google Safe per proteggere i dati dei suoi utenti dai siti web potenzialmente dannosi e tenerli al sicuro da phishing e malware. Tuttavia, questo passaggio dava a Google la possibilità di accedere all'indirizzo IP degli utenti che passavano per i suoi server senza alcun permesso (ma non di conoscere con precisione l'indirizzo del sito web visitato). 

Maciej Stachowiak di Apple ha confermato in un post Twitterr che la decisione è stata presa "per limitare il rischio di furto dei dati personali."

La privacy prima di tutto

La mossa di Apple è l'ultima di una lunga serie di scelte messe in campo dall'azienda con iOS 14 mirate a porre la privacy dei suoi utenti in primo piano. Tra le più importanti c'è senza dubbio l'introduzione del tracciamento delle app che richiede la conferma dell'utente ogni qualvolta un sito web o un applicazione cerca di acquisire i cookie e i dati di navigazione.

L'app in questione non è piaciuta a diverse grandi firme del web, Facebook in primis, in quanto ha causato una diminuzione degli introiti per i siti che utilizzano la raccolta dati come fonte di guadagno.

Tuttavia, Apple non è l'unica ad avere a cuore la privacy dei suoi utenti. Anche Google sta lavorando a un sistema per bloccare i cookie di terze parti. Al momento, la proposta è in attesa di approvazione presso le autorità competenti, in quanto potrebbe dare a Google un netto vantaggio sulla concorrenza in ambito pubblicitario.

Di certo il fatto che firme del calibro di Apple e Google stiano puntando molto sulla privacy è un bene per gli utenti finali, ma potrebbe al contempo modificare in modo radicale il sistema con il quale vengono generati i profitti sul web.

Fonte: Engadget