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Apple colpita al portafogli, ma canta vittoria lo stesso

Apple App Store
(Image credit: Apple)

Un giudice ha proibito ad Apple di imporre restrizioni agli sviluppatori, riguardo ai metodi di pagamento. Allo stesso tempo però viene rigettata la richiesta di poter installare store alternativa sugli iPhone. 

La decisione fa parte del processo che vede l'azienda di Cupertino contro Epic Games.

La possibilità di usare strumenti di pagamento alternativi significa, per gli sviluppatori, l'occasione di fare transazioni senza pagare ad Apple la commissione del 30%.  

Per Apple l'ingiunzione potrebbe trasformarsi in un vero e proprio terremoto, ammesso e non concesso che eventuali appelli non la annullino. Fino a oggi, infatti, l'App Store ha rappresentato una porzione molto rilevante dei profitti di Apple, proprio grazie a quel 30% di commissione sugli acquisti.

D'altra parte, però, può dire che Apple ha preso un proiettile ma ha schivato una cannonata.

L'ingiunzione completa si può leggere qui.

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Apple non può più proibire agli sviluppatori di aggiungere un link verso una pagina esterna, dove l'utente può completare un'acquisto in-app senza passare dall'App Store. Non è però obbligata ad accettare altre forme di pagamento direttamente in-app. Né dovrà rinunciare all'esclusività del suo App Store. 

Il danno economico per l'azienda di Cupertino è potenzialmente enorme, in ogni caso. E le conseguenze a lungo termine sono imprevedibili al momento. 

Questa potrebbe essere una prima falla nel "giardino recintato" di Apple. E da una falla potrebbe entrare la volpe che ruba la gallina dalle uova d'oro. 

L'App Store ha generato centinaia di miliardi di dollari da quanto Apple lo ha introdotto, oltre dieci anni fa. E sicuramente per molto tempo è stato uno strumento utile per gli sviluppatori, molti dei quali hanno trovato giustificato il pagamento della commissione. Oggi, però, sono in molti quelli che iniziano a pensarla diversamente - comprese alcune grandi software house come Epic. 

Cosa significa per i consumatori

Per noi consumatori non cambierà nulla nell'immediato. Prima di tutto perché l'ingiunzione riguarda gli Stati Uniti, ma se anche dovesse essere applicata in Europa non sarà valida prima del 9 dicembre, a meno di altri (probabili) rinvii. 

Di sicuro Apple non dovrà ammettere di nuovo Fortnite, anche perché il giudice Gonzalez-Rogers ha dato ragione ad Apple su quel punto specifico: Epic ha violato il contratto e quindi Apple aveva il diritto di estrometterla. Anzi, secondo il giudice Epic è in debito con Apple per i pochi mesi in cui ha fatto vendite fuori da App-Store, incamerando circa 12 milioni di dolllari. 

Il CEO di Epic Tim Sweeny, poi, ha specificato che Fortnite tornerà su iOS quando potrà usare il suo sistema di pagamenti in-app invece di quello realizzato da Apple. 

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Un solo App Store

Sweeney non è particolarmente contento, in ogni caso, perché Epic vorrebbe che un giudice obbligasse Apple a permettere l'installazione di negozi alternativi su iPhone. In questo modo potrebbe avere il suo Epic Store su iPhone e tagliare del tutto la partecipazione di Apple. 

Uno scenario che, ovviamente, Apple non permetterà mai a meno di non avere davvero nessuna alternativa. Situazione che, a oggi, sembra del tutto improbabile. Per il momento il "monopolio" dell'App Store su iPhone e iPad non è in discussione. E infatti Apple descrive la sentenza come una vittoria: 

"Oggi la corte ha affermato ciò che abbiamo sempre saputo: che l'App Store non è in violazione della legge antitrust. Come la Corte ha riconosciuto, il successo non è illegale. Apple affronta una concorrenza agguerrita in ogni area dove operiamo, e crediamo che clienti e sviluppatori ci scelgano perché i nostri prodotti e i nostri servizi sono i migliori al mondo", si legge nella dichiarazione ufficiale di Apple. "Manteniamo il nostro impegno per assicurare che l'App Store sia un marketplace sicuro e affidabile, a supporto di una comunità di sviluppatori e di oltre 2,1 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti, dove le regole sono uguali per tutti". 

Arriveranno dei cambiamenti?

In alcune app potrebbe comparire un link per pagare gli acquisti in-app in un modo diverso. I prezzi saranno probabilmente identici, senza risparmi per il consumatore ma con un maggiore profitto per lo sviluppatore.

Il condizionale comunque è d'obbligo, perché uno sviluppatore che sfrutti davvero questa possibilità rischierebbe di vedersi comunque escluso dall'App Store per aver violato una delle altre regole (ce ne sono molte). Ci sarà chi vorrà rischiare e chi invece preferirà un approccio più prudente. 

Di base il meccanismo sarebbe il solito: usare il browser (Safari o un altro) per accedere a strumenti che tramite App Store non si potrebbero avere. Microsoft lo fa per Xbox Cloud Gaming, e Amazon per i libri Kindle. Ma bisognerà vedere se e come ogni sviluppatore vorrà sfruttare la nuova opzione. 

Valerio Porcu

Valerio Porcu è Redattore Capo e Project Manager di TechRadar Italia.