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5G e coronavirus: gli esperti smentiscono qualsiasi collegamento

(Image credit: Three)

Tutti abbiamo sentito la teoria per cui la diffusione del nuovo coronavirus è collegata all’installazione delle nuove reti per il 5G.

Anche alcune celebrità hanno fatto dichiarazioni sui social relative ai presunti pericoli di questo nuovo standard di trasmissione dei dati e Facebook ha rimosso un gruppo contro il 5G in cui alcuni utenti sono stati incoraggiati a distruggere apparecchiature e ripetitori.

Alcune testate giornalistiche hanno pubblicato inoltre un video in cui dei manifestanti anti-5G hanno preso di mira un’antenna a Birmingham, dandole fuoco.

Quasi ogni nuova tecnologia di rete è stata accompagnata da teorie riguardanti i rischi per la salute e il 5G non fa eccezione: le preoccupazioni riguardano principalmente gli effetti dell’energia trasmessa dai dispositivi e dalle stazioni.

Se il 5G fosse la causa della dilagante pandemia da coronavirus, cosa potremmo dire di Iran, India e molti altri paesi in cui non si è ancora nemmeno iniziato a pensare al 5G ma, allo stesso tempo, stanno vedendo nei loro territori un sensibile aumento di casi? 

Lo spettro elettromagnetico racchiude dentro di sé tutte le possibili frequenze delle radiazioni elettromagnetiche e ad ogni larghezza di banda abbiamo dato nomi diversi: raggi gamma, raggi X, ultravioletti, spettro del visibile, infrarossi, microonde e onde radio.

Le frequenze radio sono la parte di questo spettro utilizzata per le comunicazioni, le reti dei telefoni cellulari, i canali dei nostri televisori e così via. Tra questi utilizzi ci sono anche 3G, 4G, 5G, Wi-Fi e Bluetooth.

Le radiazioni non ionizzanti, in cui sono inclusi lo spettro del visibile e le frequenze radio, hanno la caratteristica di non possedere abbastanza energia elettromagnetica da riuscire a rompere legami molecolari. Invece, le radiazioni ionizzanti (come raggi ultravioletti e raggi gamma) possiedono abbastanza energia da essere in grado di rompere legami tra molecole e atomi di ionizzazione. 

I sistemi 5G operano a frequenze basse, medie e nelle onde millimetriche (da 24.25 GHz fino a 86 GHz).

L’ onda millimetrica ha sollevato molte preoccupazioni ma queste microonde sono già utilizzate in applicazioni come scanner di sicurezza aeroportuali o radar anti-collisione per automobili ma ora che l’onda millimetrica è utilizzata per le comunicazioni cellulari da tantissimi paesi, sono pericolose per la nostra salute? 

Gli esperti hanno affermato mediante delle linee guida sviluppate da ICNIRP e IEEE-ICES che ad oggi non esistono evidenze scientifiche che confermino conseguenze per la salute a seguito dell’esposizione a questi campi elettromagnetici.

Gli esperti hanno sottolineato anche che, sulla base di numerosi esperimenti e studi, non esiste alcuna correlazione negativa tra tecnologia moderna e salute umana.

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(Image credit: Future)

Chi stabilisce i limiti d'esposizione ai campi elettromagnetici?

La Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP) e il Comitato Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica (IEEE-ICES) hanno determinato le linee guida per proteggere la popolazione dalla radiazioni non ionizzanti, incluse quelle utilizzate per la tecnologia 5G.

Solitamente i paesi adottano uno dei due standard e richiedono l’aderenza ad entrambe le linee guida nel momento dell’installazione delle infrastrutture, nonostante entrambi gli abbiano margini di sicurezza molto elevati.

Il dottor Chung Kwang Chou, presidente del Comitato Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica (IEEE), ha affermato di comprendere la paura comune che le radiazioni possano causare il cancro o altre malattie, ma gli effetti biologici dell’esposizione a radiofrequenze sono in studio da circa 70 anni e l’unico effetto negativo per la salute riguarda l’effetto termico generato dalle frequenze sopra i 100 KHz.

Jafar Keshwari, professore di ingegneria biomedica all’Università di Aalto, Helsinky, nonché gestore dei regolamenti e dei prodotti presso Intel Corporation e presidente del Comitato Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica (IEEE), ha affermato che l’esposizione a queste onde a causa dell’utilizzo di un dispositivo mobile è molto più bassa di 100 KHz.

“In presenza di radiofrequenze esistono sempre effetti biologici, ma gli effetti negativi sulla salute dipendono dal livello di esposizione. Gli effetti termici continuano ad essere la base appropriata per la protezione dagli effetti sulla salute”

Quindi, finché il prodotto è conforme al limite di esposizione, siamo tutti al sicuro.

Fattore sicurezza

Per i cellulari il limite imposto all’assorbimento d’energia elettromagnetica è 2 Watt per chilogrammo, quando sono stati osservati effetti negativi per valori superiori ai 100 Watt per chilogrammo.

“C'è un grande margine di sicurezza nei limiti di esposizione. È responsabilità del regolatore verificare che ogni prodotto immesso sul mercato, dispositivo o stazione base, sia conforme ai limiti" ha affermato Keshwari.

Le principali preoccupazioni per la sicurezza del 5G riguardano il riscaldamento della pelle e degli occhi:

“La pelle costituisce il 95% della superficie del corpo umano mentre la cornea oculare è costituita al 75% da acqua dolce con uno spessore di 0,5 mm. Le onde millimetriche sono assorbite entro circa 0,5 mm dalla superficie della pelle, mentre le frequenze più basse possono penetrare più in profondità nel tessuto ".

Indipendentemente dalla frequenza, il professor Rodney Croft, commissario dell'ICNIRP, ha affermato che la sicurezza dipende soprattutto dall'intensità del campo e dalla quantità di energia assorbita dall'organismo al secondo:

“Se abbiamo molta energia al secondo, allora ti riscaldi e il tuo corpo non può rimuovere quel calore. Il corpo può rimuovere una piccola quantità di energia per volta: il sangue assorbe quel calore, lo distribuisce per tutto il corpo e quest’ultimo lo scambia gradualmente con l’ambiente. Questo succede con tutte le frequenze e solo a frequenze molto più alte si arriva alle radiazioni ionizzanti che costituiscono il maggiore fattore di rischio".

I timori ostacolano l'implementazione del 5G

Al di sotto dei livelli di radiazione ottica (non ionizzante), Croft ha affermato che la frequenza non è importante per la salute, eccezion fatta per la profondità di penetrazione delle onde nel nostro corpo.

I segnali radio sono sempre nell’ambiente indipendentemente dall’utilizzo che possa farne il singolo e sono sempre a bassa frequenza (inferiori a 100 MHz):

“‘Poiché la lunghezza d'onda è molto più breve, questa viene assorbita nella parte superficiale del corpo. Quando si tratta di 5G, quasi tutta l'energia viene assorbita dalla pelle. Non abbiamo alcun aumento della temperatura corporea quindi, ma solo della nostra superficie” ha detto.

Anche con esposizioni frequenti e prolungate il 5G non causerà il cancro o altre malattie; e ha aggiunto che la temperatura locale (e quindi superficiale) aumenta meno di 0,5 gradi senza comportare nessun aumento rilevabile di temperatura corporea interna.

“Anche se tieni un blocco di legno o un giocattolo vicino alle orecchie per un po 'di tempo, la temperatura della pelle vicino alle orecchie aumenta: ciò non è dovuto all'esposizione a radiofrequenze, ma alla mancanza di circolazione dell'aria”.

Tuttavia, vicino alla stazione base, ha affermato che il corpo assorbirebbe più calore, ma nelle linee guida esiste una distanza di sicurezza dalla stazione base per tutelarci anche da questo fenomeno.

“Tutto dipende dalla potenza della stazione base. In realtà, anche superando i limiti da noi imposti non metteremmo a rischio la salute di nessuno, ma è meglio per noi avere un limite molto conservativo piuttosto che avvicinarci troppo a livelli pericolosi per la salute umana”.

Inoltre, ha affermato che i timori della comunità ostacolano l'implementazione del 5G e che sono necessarie linee guida per garantire inequivocabilmente la sicurezza della comunità:

"Le esposizioni al 5G saranno molto più basse di quanto consentito dalle linee guida e non vi è alcun aumento rilevabile della temperatura corporea interna o della temperatura locale da torri o telefoni."