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Recensione TunnelBear VPN

TunnelBear, una VPN semplice con una buona offerta gratuita

TunnelBear
Immagine: TunnelBear
(Image: © Image Credit: TunnelBear)

Il nostro verdetto

TunnelBear non ha una rete molto grande, né molte applicazioni, né una lunga lista di funzioni. Ma in compenso offre un servizio VPN semplice da usare anche per neofiti, ha una valida politica riguardo a privacy e log dei dati, garantita da controlli indipendenti. Non è per esperti, ma chi vuole provare una VPN dovrebbe provarlo.

Pro

  • Chiara politica no-logging
  • Adatta ai neofiti
  • Verifiche indipendenti
  • Versione gratuita interessante

Contro

  • Solo 22 posizioni
  • Compatibile solo con le piattaforme principali
  • Poche funzioni extra
  • Non sblocca Netflix

Le VPN possono sembrare una cosa complicata, piene di dettagli che solo o più esperti possono capire. Ma TunnelBear è un’altra storia: basta un’occhiata al loro sito per sapere che questo servizio ha un approccio diverso. 

Questa società canadese, controllata da McAfee, non si lascia andare al gergo ultratecnico. Si parla poco di protocolli e per niente di tipi di crittografia, e ci sono pochissimi termini tecnici. Il sito si concentra sulle cose fondamentali, come spiegare chiaramente perché dovreste usare una VPN. 

Non è un approccio adatto a tutti. Gli utenti esperti vorranno di certo i dettagli tecnici, per esempio, e resteranno delusi. Le pagine di supporto, per esempio, hanno un solo articolo se si cerca con le keyword “DNS”, uno per “OpenVPN” e nessuno per “MTU”.   

La configurazione è semplice su tutte le piattaforme principali, con applicazioni specifiche per iOS, Android, MacOS e Windows, nonché un’estensione per browser. Ma se volete configurare manualmente router, console da gioco, Chromebook, sistemi Linux o altro che non sia prettamente ordinario, non ci sono articoli che vi possano aiutare. 

Se però vi basano le normali applicazioni, TunnelBear offre fino a cinque connessioni simultanee, quindi potrete collegare tutti i dispositivi che usate, o almeno la maggior parte. 

Piani e prezzi

L’account gratuito di TunnelBear offre al massimo 500MB di traffico al mese, che serve più che altro per invogliarvi a sottoscrivere uno degli abbonamenti. Ce ne sono due, con il piano mensile che costa $9,99 dollari al mese. Oppure si può scegliere il piano annuale, che praticamente dimezza il prezzo, ma va pagato in un'unica soluzione. 

Alcuni concorrenti sono più costosi, come ExpressVPN, mentre altri costano molto meno, come per esempio NordVPN, ma in generale TunnelBear ha un prezzo in linea con ciò che ci aspettiamo da una VPN di qualità. 

L’unico aspetto deludente sono i pochi strumenti di pagamento. Non si può pagare in Bitcoin, e nemmeno con PayPal. Accetta solo carte di credito. 

In ogni caso, se decidete di prendere un abbonamento, avrete trenta giorni di garanzia “Soddisfatti o rimborsati”. 

Privacy

TunnelBear ha chiesto a specialisti indipendenti di eseguire audit per verificare la privacy sul sito e i servizi (Immagine: TunnelBear) 

Privacy e log dei dati

La Privacy Policy di TunnelBear è tra le più complete che abbiamo visto tra i fornitori di VPN. Ci sono informazioni dettagliata su tutti i dati raccolti, e su tutti quelli che invece vengono ignorati. I dettagli arrivano a nome, scopo e scadenza dei singoli cookie. 

La politica del log dei dati è descritta con chiarezza: TunnelBear spiega che non raccoglie “gli indirizzi IP che visitano il nostro sito [...], gli indirizzi IP collegati al servizio [...], le ricerche DNS [...], informazioni sulle applicazioni, servizi o siti usati dai nostri utenti quando sono collegati al servizio”. Il risultato, secondo l’azienda, è che non può collegare un suo utente a una specifica azione su uno specifico IP. Ci sembra valido. 

Il servizio registra i cosiddetti “dati operativi”, che si aggiornano quando ci si collega. Sono cose come la versione del sistema operativo e dell’app TunnelBear, l’attività dell’ultimo mese e la quantità di dati utilizzata. Non è proprio una politica “zero logging”, ma raccoglie meno dati rispetto ad altri, e soprattutto non c’è nulla che permetta di associare una specifica identità a una certa azione online. 

Sembra fantastico, ma in genere non c’è modo di sapere se affermazioni del genere sono veritiere. TunnelBear, però, nel 2017 e nel 2018 si è affidata a specialisti indipendenti per verificare la solidità delle proprie affermazioni. I risultati si possono consultare liberamente

I risultati dell’audit non sono perfetti (se lo fossero sarebbe stato sospetto), e dal report emergono diverse vulnerabilità. Niente di critico però, e TunnelBear le ha successivamente risolte. Alla società va il nostro plauso per la grande trasparenza, che è arrivata fino al punto da concedere ad altri l’accesso ai propri sistemi. 

Abbiamo fatto qualche semplice test con l’applicazione Windows di TunnelBear, ottenendo risultati positivi. Non ci sono stati leak dai DNS o da WebRTC, che avrebbero potuto svelare la nostra identità. E il kill switch, VigilantBear, si attiva immediatamente, bloccando l’accesso a Internet, se la VPN viene chiusa o smette di funzionare. 

Prestazioni

Verifichiamo le prestazioni delle VPN con OpenSpeedTest (Immagine: OpenSpeedTest) 

Prestazioni

Per verificare le prestazioni di TunnelBear, prima di tutto accediamo a ogni server, registriamo il tempo necessario, eseguiamo un test sul ping per verificare la latenza, e usiamo un software di geolocalizzazione per verificare che il server sia nel paese dichiarato. 

Abbiamo eseguito questa prova due volte, a 12 ore di distanza. Ogni volta ci siamo connessi al server senza difficoltà e senza doverci provare più di una volta. I tempi di connessione sono sempre stati molto veloci; il ping si è mostrato variabile, ma non tanto da mostrare una varianza significativa. 

Successivamente abbiamo provato con alcuni siti specifici, compresi Fast di Netflix, TestMy e SpeedTest, utili a verificare la velocità di download dei vari server. 

Il server UK ha restituito i risultati migliori, cosa che ci aspettavamo visto che era il più vicino, con 65-68 Mbps. È quanto ci aspettavamo, partendo da una linea a banda larga capace di arrivare a 75 Mbps; se avete una linea migliore, potrebbero essere migliori anche le prestazioni della VPN.  

I paesi europei più vicini ci hanno restituito mediamente 55-65 Mbps, anche in questo caso in linea con le aspettative. Curiosamente l’Irlanda era molto lenta, 10-30 Mbps, che è comunque abbastanza per la maggior parte delle attività. 

Gli Stati Uniti hanno fatto segnare 35-55 Mbps. È una forbice molto più ampia del solito, probabilmente perché c’è una sola posizione possibile, che probabilmente riunisce server in tutto il Paese. Abbiamo infatti rilevato posizioni da San Francisco a New York. 

Aumentando le distanze la velocità si riduce, e a volte diventa instabile. Australia e Nuova Zelanda passano da 5 a 35 Mbps, Singapore in media ha fatto 25-30 Mbps, India 40 MBPS. Abbiamo visto servizio più veloci (Hotspot Shield ha superato i 60 Mbps praticamente ovunque), ma queste velocità sono migliori rispetto a molti altri, e a meno che non dobbiate scaricare terabyte di dati, andranno bene. 

Netflix

TunnelBear non è riuscita a sbloccare Netflix l’ultima volta che ci abbiamo provato (Immagine: Netflix) 

Netflix

Uno dei vantaggi più interessanti nell’usare una VPN è la possibilità di mascherare il proprio indirizzo IP, e comparire online come se ci si trovasse in un altro paese. Ciò è utile per accedere a servizi specifici che impediscono l’accesso o cambiano i contenuti a seconda della provenienza dell’utente. Non funziona sempre però, quindi testiamo le VPN con BBC iPlayer, e le versioni USA di YouTube e Netflix. 

Abbiamo scelto un server di TunnelBear nel Regno Unito, provando poi ad accedere a BBC iPlayer. Il sito però se n’è accorto e ci ha detto che il contenuto non era disponibile nel nostro paese. 

Ha funzionato meglio con i canali di YouTube accessibili solo negli Stati Uniti, che abbiamo potuto riprodurre senza problemi. 

Netflix in generale rappresenta una sfida più ardua, e TunnelBear non è riuscito a superare il blocco (ma ci era riuscito la prima volta che l’avevamo testato). Nonostante i nostri tentativi, Netflix mostrava sempre l’avviso di errore e ci impediva di accedere al contenuto. 

Torrent

Il sito non lo dice apertamente, ma TunnelBear offre pieno supporto al protocollo torrent (Immagine: μTorrent) 

Torrent

I fornitori di VPN in genere non parlano apertamente di supporto allo scambio file via torrent, e si può intuire il perché. Chi usa torrent probabilmente userà moltissima banda, e spesso per scaricare materiale illegale; una situazione che potrebbe attirare attenzioni non del tutto gradite. 

TunnelBear, come altri, sceglie quindi un approccio discreto. Sul sito si menzionano P2P e torrent una sola volta, in una frase generica che non dice niente di specifico sul supporto. 

Abbiamo quindi fatto una domanda esplicita al servizio clienti. Un operatore ci ha risposto gentilmente e in poco tempo, spiegandoci che tutti i server supportano torrent, ma ci ha anche raccomandato di usarne specificamente alcune (Canada, US, UK, Romania, Olanda, Germania, Svezia) in caso di problemi.

Impostazioni del client

TunnelBear ha applicazioni dedicate per le piattaforme più famose e diffuse (Immagine: TunnelBear) 

Impostazioni del client  

La prima cosa da fare con TunnelBear è creare un account, per il quale basterà un indirizzo email. Si accede alla versione gratuita, e successivamente si esegue il pagamento per uno degli abbonamenti. A questo punto potete scegliere tra le applicazioni per Windows, Mac, iOS e Android; oppure le estensioni per Chrome, Firefox e Opera. 

Se cercate qualcosa di più avanzato, TunnelBear non fa al caso vostro. Non ci sono impostazioni per router, console, televisori o altro. Non ci sono link alle guide per l’installazione o la risoluzione die problemi. Curiosamente, la pagina non indica nemmeno i file di configurazione OpenVPN, per aiutare in una configurazione manuale. Esistono, ma vanno cercati col classico lanternino: li abbiamo trovati esaminando un file di supporto per Linux. 

Se le applicazioni di TunnelBear soddisfano le vostre esigenze, difficilmente troverete dei problemi. E, se non altro, è più facile navigare un sito che dà spazio solo alle piattaforme più importanti. Considerato che TunnelBear offre anche alcune informazioni utili per la configurazione di Linux, OpenVPN e altro, crediamo però che il sito potrebbe essere più chiaro. 

Client Windows

Il client Windows di TunnelBear è chiaro e semplice (Immagine: TunnelBear) 

Client Windows 

L’applicazione Windows di TunnelBear si apre con una mappa del mondo, in grigio, centrata sulla posizione attuale, e con i vari server disponibili evidenziati. 

Le interfacce basate su una mappa possono risultare piacevoli alla vista ma non sono molto comode da usare, e questa non fa eccezione. Non c’è la possibilità di usare lo zoom per avere una visione più dettagliata o una panoramica, per esempio. È possibile trascinare la mappa con il mouse, ma non è molto utile: se state guardando la California, per esempio, non è possibile scorrere direttamente fino all’Asia. Bisogna passare da Stati Uniti, Atlantico ed Europa.

Lista a tendina per Windows

Se non vi piace la mappa, potete usare la lista dei server di TunnelBear (Immagine: TunnelBear) 

È anche possibile scegliere il server in modo più tradizionale, cliccando la posizione nella parte alta dello schermo, e poi scegliendo una posizione diversa da una lista. È un metodo più semplice, ma sarebbe ancora meglio su TunnelBear presentasse la lista delle posizioni in ordine alfabetico; al momento ha sequenza di paesi più o meno disordinate. Dato che TunnelBear offre poche posizioni, comunque, ci vuole molto poco a scorrere l’intera lista. 

Una volta scelto il server, basta cliccare “On” per collegarsi. L’interfaccia mostra una linea, sulla mappa, dalla posizione attuale a quella selezionata. TunnelBear usa le notifiche di Windows per informatici sull’avvenuta connessione o disconnessione, il che è sicuramente utile perché le notifiche sono visibili anche se l’applicazione è ridotta a icona o  coperta da un’altra finestra. 

Mappa su Windows

TunnelBear ha pochi server in Nord America (Immagine: TunnelBear)

Cambiare posizione è facile se lo si fa dalla lista, basta scegliere un Paese e TunnelBear chiude la connessione esistente per por poi aprirne una nuova; ma è più macchinoso se lo si fa tramite la mappa, perché il software chiede conferma tramite un pop-up, poi riproduce un’animazione per illustrare il cambiamento geografico, e poi cambia connessione. 

Il client non ha molte impostazioni, ma quelle poche sono utili. È possibile avviarlo insieme a Windows, per esempio, e poi attivare automaticamente la VPN quando ci si collega a una rete Wi-Fi non inclusa nella lista di quelle affidabile (diciamo tutte le reti a parte quella di casa e dell’ufficio). 

L’impostazione VigilantBear è essenzialmente un kill switch che blocca il traffico Internet nel caso la VPN si scolleghi o smetta di funzionare, per evitare che la vostra identità venga rivelata accidentalmente. 

GhostBear è invece un sistema Obfsproxy che cerca di camuffare le vostre attività affinché sembrino azioni ordinarie; è utile, potenzialmente, per accedere in paesi che bloccano le VPN, come la Cina. 

Il client Windows di TunnelBear non offre opzioni per cambiare protocollo (dal codice sembri che sia supportato IKEv2, ma l’interfaccia è solo OpenVPN). Si può scegliere di usare TCP invece di UDP, forse per ottenere una maggiore affidabilità. 

In generale l’applicazione Windows non è male, se avete bisogni semplici, e funziona più o meno come qualsiasi altro programma simile. Ma c’è anche molto spazio per migliorare, e senza dubbio interfaccia e funzioni potrebbero non essere abbastanza per gli utenti più esperti. 

App iOS

 Questa è l’interfaccia di TunnelBear per iOS (Immagine: TunnelBear)

 Applicazioni mobile 

Le applicazioni di TunnelBear per iOS e Android hanno un aspetto simile a quella per Windows. C’è una mappa con i server disponibili, e una lista delle posizioni in alternativa (non in ordine alfabetico), alcune utili opzioni e poco più. 

La mappa funziona un po’ meglio che sulla versione desktop. La si può navigare come ci si aspetterebbe, per esempio, scorrendo nelle varie direzioni. Manca lo zoom, ma almeno con la versione Android si può passare dalla modalità ritratto a quella landscape. 

Anche la selezione del server funziona in modo simile: si può scegliere dalla mappa oppure dalla lista. Con le app per smartphone, però, bisogna dare un’ulteriore conferma prima di collegarsi. 

App Android

L’applicazione Android di TunnelBear ha un aspetto simile a quella iOS (Immagine: TunnelBear) 

Avrete in ogni caso quasi tutti i vantaggi dell’applicazione desktop. Connessione automatica quando ci si collega a una rete affidabile, il kill switch VigilantBear, e GhostBear che tenta di mascherare la vostra attività. 

C’è anche un bonus: SplitBear (cioè la Split Tunneling), che permette di selezionare app che potranno usare sempre la connessione normale, e altre che invece saranno sempre reindirizzate tramite TunnelBear. Magari non userete mai questa opzione, ma se la VPN dovesse interferire con qualche app in particolare, si rivelerà utile. 

Su iOS le opzioni sono più basilari, come sempre. Non c’è lo split tunnelling, né il kill switch né l’offuscamento di GhostBear. Ma c’è la possibilità di collegarsi automaticamente alle reti affidabili, e un’opzione per attivare o disattivare Bear Sounds. Meglio di niente. 

Nell’insieme le applicazioni mobile di TunnelBear sono grossomodo equivalenti ai client desktop. Fanno il lavoro che ci si aspetta e sono facili da usare, ma ci sono comunque opzioni più complete e potente tra i concorrenti. 

Estensioni per browser

TunnelBear ha anche un’estensione per i browser più diffusi (Immagine: TunnelBear) 

Estensioni per browser  

Le estensioni per browser di TunnelBear rendono tutto un po’ più semplice, perché permettono di scegliere una posizione e di collegarsi direttamente dal browser. Funzionano come proxy e quindi proteggono solo il traffico web fatto con il browser stesso, ma se è tutto ciò che vi serve basteranno. 

L’estensione per Chrome aggiunge un’icona alla barra degli indirizzi. Cliccandoci si vede la posizione attuale, e una minuscola mappa. Si può scegliere un nuovo server da una lista (per fortuna in ordine alfabetico, stavolta), e basta premere un pulsante per collegarsi o scollegarsi immediatamente. 

Non ci sono funzioni extra, come il blocco di WebRTC, dei tracker o altro. L’estensione però ha delle scorciatoie da tastiera che la rendono più facile da usare. Se non volete mettere mano al mouse, per esempio, basterà premere Ctrl+Shift+U per collegarsi alla VPN, mentre una seconda pressione metterà fine al collegamento. 

L’estensione per Firefox è identica a quella per Chrome, ed entrambe hanno un approccio simile a quello delle app per smartphone. Poche funzioni e molta semplicità, adatte per gli utenti meno esperti. 

Supporto

Gli articoli di supporto di TunnelBear offrono molte informazioni (Immagine: TunnelBear) 

Supporto

Il supporto di TunnelBear comincia dalle pagine dedicate sul sito. È organizzato in modo chiaro, con icone che rimandano alle categorie principali (Primi Passi, Risoluzione Problemi, Pagamenti), e ci sono articoli essenziali per affrontare le questioni più comuni, come perché dovrei fidarmi di TunnelBear? o su quali dispositivi funziona TunnelBear? o ancora Da dove a dove posso collegarmi?  

Nota: tutto il materiale è in inglese

Eseguendo una ricerca più specifica si scopre che non ci sono molti contenuti, ma quelli che ci sono sono ben presentati e hanno molte informazioni. La pagina dedicata ai problemi di connessione, per esempio, non si limita a consigliare una nuova installazione, in caso di problemi. Linka all’account Twitter di TunnelBear, dove si può verificare se il servizio ha problemi tecnici proprio in quel momento, o suggerisce di provare su una rete diversa, e rimanda a modificare impostazioni che potrebbero essere di aiuto. 

TunnelBear è progettata per i principianti, ma ciò nonostante offre alcuni suggerimenti adatti anche agli esperti, per esempio raccomandando modifiche alle porte.

Se non riuscite a trovare la soluzione con gli articoli, la pagina di contatto permette di mandare un messaggio agli operatori. Qui dovrete descrivere il problema, i server coinvolti, il sistema operativo e così via; un buon modo per assicurarsi che anche i principianti inseriscano tutte le informazioni importanti. 

Abbiamo fatto una domanda semplice, e dopo averla inviata abbiamo ricevuto una risposta automatica TunnelBear, con impegno a “fare il massimo per rispondere entro 48 ore”. Due giorni di attesa non sono certo una prospettiva entusiasmante, soprattutto quando ci sono concorrenti, come ExpressVPN o altri, con una chat in tempo reale che risponde entro un paio di minuti. 

Sembra comunque il caso peggiore, e infatti abbiamo ricevuto una risposta dettagliata dopo sei ore. Nei test precedenti il tempo era stato anche minore (70 minuti), quindi c’è una certa variabilità - o almeno così pare. Preferiremmo comunque una chat, ma anche così non è male. 

 Verdetto 

TunnelBear non è il servizio VPN più grande, né il più veloce né il più potente. Ma è molto semplice da usare, e ha aperto i propri sistemi a verifiche indipendenti, il che è di per sé è un gran pregio. Merita un’occhiata, a meno che non siate utenti esperti e particolarmente esigenti.