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Recensione TunnelBear VPN

TunnelBear è un'ottima VPN per i principianti

TunnelBear
(Image: © TunnelBear)

Il nostro verdetto

TunnelBear non ha una rete di server molto estesa, né molte applicazioni e nemmeno una lunga lista di funzionalità. In compenso, però, offre un servizio VPN semplice da usare per i neofiti e ha una valida politica su privacy e login garantita da controlli indipendenti. TunnelBear non è pensata per gli utenti più esperti e soprattutto chi vuole accostarsi alle VPN dovrebbe provarlo.

Pro

  • Una trasparente politica no-logging
  • Il piano annuale supporta i Bitcoin
  • Adatto per i meno esperti
  • Valutazione annuale sulla sicurezza

Contro

  • Solo 23 posizioni
  • Poche funzioni extra
  • Non sblocca Netflix, iPlayer o altri servizi
  • Non sono previsti resi e rimborsi

Le VPN possono sembrare programmi complicati, piene di dettagli che solo i nerd possono capire. TunnelBear è, però, un’altra storia: basta un’occhiata al sito per rendersi conto che questo servizio ha un approccio diverso.

Già nel presentarsi sul proprio sito la società canadese, controllata da McAfee, non si perde in termini e spiegazioni troppo tecniche, anzi preferisce parlare poco di protocolli e per niente di crittografia. Il sito si concentra sugli aspetti fondamentali, come spiegare chiaramente perché si dovrebbe innanzitutto usare una VPN.

Non è un approccio adatto a tutti dato che gli utenti esperti in cerca di dettagli tecnici resteranno delusi. Le pagine di supporto, per esempio, hanno un solo articolo se si cercano le parole chiave DNS e OpenVPN, mentre con MTU non si ottiene addirittura alcun risultato.

Il provider ha una rete relativamente poco estesa con posizioni in 23 paesi ma che coprono solo Nord America, Europa, Brasile, Messico, Giappone, India, Singapore, Hong Kong, Australia, Nuova Zelanda e, nuova aggiunta con l'ultimo aggiornamento, la Finlandia.

La configurazione è semplice su tutte le piattaforme principali, con applicazioni specifiche per iOS, Android, MacOS e Windows, nonché un’estensione per browser Chrome, Firefox and Opera. Come abbiamo già detto però non c'è nulla per gli utenti più esperti con alcun tipo di aiuto per far funzionare il servizio su router, console, Chromebook, Linux, OpenVPN e altro.

In ogni caso se vi vanno bene le app essenziali, TunnelBear è in grado di supportare sino a cinque connessione in contemporanea e dunque riuscirete a fare funzionare la VPN sulla maggior parte dei dispositivi che vi servono.

TunnelBear ha anche un account gratuito che offre al massimo 500 MB di traffico al mese, che serve più che altro per invogliarvi a sottoscrivere uno degli abbonamenti. Ce ne sono due, con il piano mensile che costa $9,99 dollari al mese. Oppure si può scegliere il piano annuale al prezzo di $4,99

Il piano di abbonamento triennale inoltre aggiunge al pacchetto anche il password manager RememBear che normalmente costa $2,50 al mese con l'abbonamento più lungo previsto, quello biennale.

Se pensate davvero di usare il gestore di password RememBear, allora farete davvero un affare ma se invece avete solo bisogno di una VPN ci sono molte altre opzioni più economiche. Nel momento in cui scriviamo, Private Internet Access ha un piano annuale insieme a due mesi gratuiti per $2,85 mensili, mentre il piano biennale di Surfshark costa $1,99 al mese.

Se decidete di iscrivervi a TunnelBear, tenente a mente che non è previsto alcun rimborso in caso di reso. Con il classico carattere molto piccolo è riportato: "Mentre tutte le cifre pagate non sono rimborsabili, alcuni richieste potrebbero essere valutate caso per caso". Ne possiamo dedurre, quindi ,che un rimborso è previsto nel caso di un servizio davvero poco soddisfacente ma spetta al provider decidere quando concederlo. Un atteggiamento non proprio amichevole come quello che vorrebbe ispirare l'orso che fa da mascotte a questa VPN.

C'è un piccolo extra nel supporto di TunnelBear ai Bitcoin support che è disponibile solo nel piano annuale. Inoltre il pagamento è disponibile solo attraverso carta ma non via PayPal.

Privacy

TunnelBear ha chiesto a specialisti indipendenti di eseguire audit per verificare la privacy sul sito e i servizi (Immagine: TunnelBear) 

Privacy e log dei dati

La Privacy Policy di TunnelBear è tra le più complete che abbiamo visto tra i fornitori di VPN. Ci sono informazioni dettagliata su tutti i dati raccolti, e su tutti quelli che invece vengono ignorati. I dettagli arrivano a nome, scopo e scadenza dei singoli cookie.

La politica del log dei dati è descritta con chiarezza: TunnelBear spiega che non raccoglie “gli indirizzi IP che visitano il nostro sito [...], gli indirizzi IP collegati al servizio [...], le ricerche DNS [...], informazioni sulle applicazioni, servizi o siti usati dai nostri utenti quando sono collegati al servizio”. Il risultato, secondo l’azienda, è che non può collegare un suo utente a una specifica azione su uno specifico IP. Ci sembra valido.

Il servizio registra i cosiddetti “dati operativi”, che si aggiornano quando ci si collega. Sono cose come la versione del sistema operativo e dell’app TunnelBear, l’attività dell’ultimo mese e la quantità di dati utilizzata. Non è proprio una politica “zero logging”, ma raccoglie meno dati rispetto ad altri, e soprattutto non c’è nulla che permetta di associare una specifica identità a una certa azione online.

Sembra fantastico, ma in genere non c’è modo di sapere se affermazioni del genere sono veritiere. TunnelBear, però, nel 2017 e nel 2018 si è affidata a specialisti indipendenti per verificare la solidità delle proprie affermazioni. I risultati si possono consultare liberamente.

I risultati dell’audit non sono perfetti (se lo fossero sarebbe stato sospetto), e dal report emergono diverse vulnerabilità. Niente di critico però, e TunnelBear le ha successivamente risolte.

Alla società va il nostro plauso per la grande trasparenza, che è arrivata fino al punto da concedere ad altri l’accesso ai propri sistemi. La maggior parte delle VPN non hanno mai adottato alcun tipo di audit sulla sicurezza e i provider che hanno deciso di dotarsi di questi strumenti ne realizzano una in occasioni particolari e con scopi ben più ampi. In questo caso siamo davvero soddisfatti nel vedere TunnelBear essere capofila.

Noi in prima persona abbiamo effettuato dei test sulla privacy sull'applicazione per Windows di TunnelBear e questi hanno dato risultati positivi. Non abbiamo visto leak di DNS o WebRTC che abbiano messo a rischio la nostra privacy e la kill switch VigilantBear ha immediatamente chiuso la connessione quando il collegamento al server è stato interrotto.

Prestazioni

Verifichiamo le prestazioni delle VPN con OpenSpeedTest (Immagine: OpenSpeedTest) 

Prestazioni

Per verificare le prestazioni di TunnelBear, prima di tutto accediamo a ogni server, registriamo il tempo necessario, eseguiamo un test sul ping per verificare la latenza, e usiamo un software di geolocalizzazione per verificare che il server sia nel paese dichiarato.

Abbiamo eseguito questa prova due volte, a 12 ore di distanza. Ogni volta ci siamo connessi al server senza difficoltà e senza doverci provare più di una volta. I tempi di connessione sono sempre stati molto veloci; il ping si è mostrato variabile, ma non tanto da mostrare una varianza significativa.

Successivamente abbiamo provato con alcuni siti specifici, compresi Fast di Netflix, TestMy e SpeedTest, utili a verificare la velocità di download dei vari server.

Il server più vicino si è attestato a una velocità di 66 Mbps sulla nostra linea a 75 Mbps, quindi solo un calo del 6% rispetto alla velocità normale.

Collegandosi dagli Stati Uniti la velocità si è attestata sui 200 Mbps rispetto ai 600 Mbps. Si è trattato di un buon risultato considerato che l'abbiamo ottenuto nei giorni avanzati di marzo con la maggior parte delle persone in isolamento e il traffico internet e VPN era a livelli record.

Netflix

TunnelBear non è riuscita a sbloccare Netflix l’ultima volta che ci abbiamo provato (Immagine: Netflix) 

Netflix

Uno dei vantaggi più interessanti nell’usare una VPN è la possibilità di mascherare il proprio indirizzo IP e comparire online come se ci si collegasse da un determinato paese in modo da poter accedere a contenuti bloccati territorialmente. Questo non sempre funziona, però, quindi proviamo le varie VPN per verificare se possono dare accesso ai vari siti di streaming.

Abbiamo scelto un server di TunnelBear nel Regno Unito, provando poi ad accedere a BBC iPlayer. Il sito però se n’è accorto e ci ha detto che il contenuto non era disponibile nel nostro paese.

TunnelBear ha funzionato meglio con i canali di YouTube accessibili solo negli Stati Uniti, che abbiamo potuto riprodurre senza problemi. Questo è sicuramente un punto a favore ma non uno dei principali dato che qualsiasi VPN con i server negli Stati Uniti permette di farlo.

Sbloccare la versione americana di Netflix rappresenta in generale una sfida più ardua e TunnelBear lo ha confermato. Durante i vari tentativi Netflix ha sempre finito per visualizzare un messaggio di error impedendoci di accedere al contenuto.

Stesso scenario con Amazon Prime Video. Impossibile accedere ai contenuti della versione americana e anche usando un account GB non siamo riusciti a visualizzare lo streaming dei film della versione UK.

Insomma, nel complesso, le capacità di TunnelBear di sbloccare contenuti bloccati territorialmente sono molto ridotte. Una buona soluzione potrebbe essere quella di usare il piano gratuito per capire se funziona con le piattaforme che vi interessano.

Torrent

Il sito non lo dice apertamente, ma TunnelBear offre pieno supporto al protocollo torrent (Immagine: μTorrent) 

Torrent

I provider di VPN in genere non parlano apertamente del supporto ai torrent e si può intuire il perché. Chi usa torrent probabilmente userà moltissima banda, e spesso per scaricare illegalmente contenuti; una situazione che potrebbe attirare attenzioni non del tutto gradite.

TunnelBear, come altri, sceglie un bassissimo profilo limitandosi a citare P2P e torrent una sola volta all'interno di tutto il sito e peraltro in una frase abbastanza generica. 

Abbiamo quindi fatto una domanda esplicita al servizio clienti. Un operatore ci ha risposto gentilmente e in poco tempo, spiegandoci che tutti i server supportano torrent, ma in caso di problemi ci ha anche raccomandato di usarne specificamente alcuni (quelli in Canada, US, UK, Romania, Olanda, Germania, Svezia).

Impostazioni del client

TunnelBear ha applicazioni dedicate per le piattaforme più famose e diffuse (Immagine: TunnelBear) 

Impostazioni del client  

La prima operazione da compiere con TunnelBear è creare un account, per il quale basterà un indirizzo email. Si accede alla versione gratuita e successivamente si eseguirà il pagamento per uno degli abbonamenti. A questo punto potete scegliere tra le applicazioni per Windows, Mac, iOS e Android; oppure le estensioni per Chrome, Firefox e Opera.

Se cercate qualcosa di più avanzato, TunnelBear non fa al caso vostro. Non ci sono impostazioni per router, console, televisori o altro. Non ci sono link alle guide per l’installazione o la risoluzione die problemi. Curiosamente, la pagina non indica nemmeno i file di configurazione OpenVPN, per aiutare in una configurazione manuale. Esistono, ma vanno cercati col classico lanternino: li abbiamo trovati esaminando un file di supporto per Linux.

Se le applicazioni di TunnelBear soddisfano le vostre esigenze, difficilmente troverete dei problemi. E, se non altro, è più facile navigare un sito che dà spazio solo alle piattaforme più importanti. Considerato che TunnelBear offre anche alcune informazioni utili per la configurazione di Linux, OpenVPN e altro, crediamo però che il sito potrebbe essere più chiaro.

Client Windows

Il client Windows di TunnelBear è chiaro e semplice (Immagine: TunnelBear) 

Client Windows 

L’applicazione Windows di TunnelBear si apre con una mappa centrata sulla posizione attuale, e con i vari server disponibili evidenziati.

Le interfacce basate su una mappa possono risultare piacevoli alla vista ma non sono molto comode da usare, e questa non fa eccezione. Ad esempio non c’è la possibilità di usare lo zoom per avere una visione più dettagliata o una panoramica. 

È possibile trascinare la mappa con il mouse, ma non è molto utile: se state guardando la California, per esempio, non è possibile scorrere direttamente fino all’Asia. Bisogna passare da Stati Uniti, Atlantico ed Europa.

Lista a tendina per Windows

Se non vi piace la mappa, potete usare la lista dei server di TunnelBear (Immagine: TunnelBear) 

È anche possibile scegliere il server in modo più tradizionale, cliccando la posizione nella parte alta dello schermo, e poi scegliendo da una lista una posizione diversa. Questo è probabilmente il modo più semplice dato che TunnelBear sembra avere risposto alle nostre richieste dando la possibilità di ordinare i vari paesi per nome.

Una volta scelto il server, basta cliccare “On” per collegarsi. L’interfaccia mostra una linea, sulla mappa, dalla posizione attuale a quella selezionata. 

TunnelBear usa le notifiche di Windows per informarci dell’avvenuta connessione o disconnessione, il che è sicuramente utile perché il software può tenerci al corrente sullo stato del collegamento anche quando è ridotto a icona o coperto da un’altra finestra.

Mappa su Windows

TunnelBear ha pochi server in Nord America (Immagine: TunnelBear)

Passare da un server all'altro è diventato ancora più facile senza un'ulteriore richiesta per cambiare posizione. Compiendo questa operazione dalla mappa, però, il client perderà ulteriore tempo con animazioni superflue. Fortunatamente questo si può evitare scegliendo un server direttamente dal menu a tendina.

Il client non ha molte impostazioni, ma quelle poche sono utili. È possibile avviarlo insieme a Windows, per esempio, e poi attivare automaticamente la VPN quando ci si collega a una rete Wi-Fi non inclusa nella lista di quelle affidabile (diciamo tutte le reti a parte quella di casa e dell’ufficio). 

L’impostazione VigilantBear è essenzialmente un kill switch che blocca il traffico Internet nel caso la VPN si scolleghi o smetta di funzionare, per evitare che la vostra identità venga rivelata accidentalmente. 

GhostBear è invece un sistema Obfsproxy che cerca di camuffare le vostre attività affinché sembrino azioni ordinarie; è utile, potenzialmente, per accedere in paesi che bloccano le VPN, come la Cina. 

Il client Windows di TunnelBear non offre opzioni per cambiare protocollo (dal codice sembri che sia supportato IKEv2, ma l’interfaccia è solo OpenVPN). Si può scegliere di usare TCP invece di UDP, forse per ottenere una maggiore affidabilità. 

In generale l’applicazione Windows non è male, se avete bisogni semplici, e funziona più o meno come qualsiasi altro programma simile. Ma c’è anche molto spazio per migliorare, e senza dubbio interfaccia e funzioni potrebbero non essere abbastanza per gli utenti più esperti. 

New iOS app

 Questa è l’interfaccia di TunnelBear per iOS (Immagine: TunnelBear) (Image credit: TunnelBear)

 App per smartphone

Le app di TunnelBear per iOS e Android hanno un aspetto simile a quello di Windows. C’è una mappa con i server disponibili, e una lista delle posizioni in alternativa, alcune utili opzioni e poco più. 

La mappa funziona un po’ meglio rispetto all'applicazione desktop dato che la si può navigare come ci si aspetterebbe, per esempio, scorrendo nelle varie direzioni. Manca lo zoom, ma almeno con la versione Android si può passare dalla modalità ritratto a quella landscape. 

Anche la selezione del server funziona in modo simile: si può scegliere dalla mappa oppure dalla lista. A differenza della versione desktop qui in entrambi i casi servirà una conferma prima della connessione, quindi con un passaggio in più.

New Android app

L’applicazione Android di TunnelBear ha un aspetto simile a quella iOS (Immagine: TunnelBear)  (Image credit: TunnelBear)

Le impostazioni dell'app Android hanno un paio di opzioni insolite, inclusa la possibilità di attivare o disattivare Bear Sounds, o di mostrare le nuove sulla mappa. Non proprio aggiunte indispensabile ma almeno ci hanno fatto sorridere.

In ogni caso, come sempre l'applicazione desktop permette di esprimere al massimo le potenzialità di TunnelBear come connessione automatica quando si accede una rete non sicura, la kill switch VigilantBears e GhostBear per cercare di evitare il blocco della VPN.

C’è anche un bonus: SplitBear (cioè la Split Tunneling), che permette di selezionare app che potranno usare sempre la connessione normale, e altre che invece saranno sempre reindirizzate tramite TunnelBear. Magari non userete mai questa opzione, ma se la VPN dovesse interferire con qualche app in particolare, si rivelerà utile.

I recenti miglioramenti dell'app Android riguardano aspetti non immediatamente visibili. L'azienda sostiene che "la velocità è stata aumentata, le connessioni sono più affidabili e nel complesso la stabilità è migliorata". Questo funziona per noi e certamente non abbiamo notato alcun problema all'affidabilità o alla stabilità, anche se si tratta di aspetti difficili da valutare in una prova così breve come quella necessaria per la recensione.

Su iOS le opzioni sono più basilari, come sempre. Non c’è lo split tunnelling, né la kill switch, né l’offuscamento di GhostBear ma è possibile collegarsi automaticamente alle reti sicure e un’opzione per attivare o disattivare Bear Sounds. Meglio di niente.

Nell’insieme le applicazioni smartphone di TunnelBear sono nel complesso equivalenti ai client desktop. Fanno il lavoro che ci si aspetta e sono facili da usare, ma ci sono comunque opzioni più complete e potenti tra i concorrenti.

Estensioni per browser

TunnelBear ha anche un’estensione per i browser più diffusi (Immagine: TunnelBear) 

Estensioni per browser  

Le estensioni per browser di TunnelBear rendono tutto un po’ più semplice, perché permettono direttamente dal browser di scegliere una posizione e di collegarsi. Funzionano come proxy e quindi proteggono solo il traffico web con il browser stesso, ma se è tutto ciò che vi serve basteranno. 

L’estensione per Chrome aggiunge un’icona alla barra degli indirizzi. Cliccandoci si vede la posizione attuale e una minuscola mappa. Si può scegliere un nuovo server da una lista (per fortuna in ordine alfabetico, stavolta), e basta premere un pulsante per collegarsi o scollegarsi immediatamente.

Non ci sono funzioni extra, come il blocco di WebRTC, dei tracker o altro. L’estensione però ha delle scorciatoie da tastiera che la rendono più facile da usare. Se non volete mettere mano al mouse, per esempio, basterà premere Ctrl+Shift+U per collegarsi alla VPN, mentre una seconda pressione metterà fine al collegamento.  (La scorciatoia Alt+Shift+N permette invece di attivare e disattivare la VPN in modalità anonima).

L’estensione per Firefox è identica a quella per Chrome, ed entrambe hanno un approccio simile a quello delle app per smartphone. Poche funzioni e molta semplicità, adatte per gli utenti meno esperti.

Le estensioni per browser hanno una struttura molto simile a quella delle app: non solo hanno un numero ristretto di funzionalità ma sono relativamente semplici e adatte a un pubblico poco esperto.

Supporto

Gli articoli di supporto di TunnelBear offrono molte informazioni (Immagine: TunnelBear) 

Supporto

Il supporto di TunnelBear comincia dalle pagine dedicate sul sito che però sono solo in inglese. È organizzato in modo chiaro, con icone che rimandano alle categorie principali (Primi Passi, Risoluzione Problemi, Pagamenti), e ci sono articoli essenziali per affrontare le questioni più comuni, come "perché dovrei fidarmi di TunnelBear?" o "su quali dispositivi funziona TunnelBear?" o ancora "da dove a dove posso collegarmi?".

Eseguendo una ricerca più specifica si scopre che non ci sono molti contenuti, ma quelli che ci sono sono ben presentati e hanno molte informazioni. La pagina dedicata ai problemi di connessione, per esempio, non si limita a consigliare una nuova installazione, in caso di problemi. Linka all’account Twitter di TunnelBear, dove si può verificare se il servizio ha problemi tecnici proprio in quel momento, o suggerisce di provare su una rete diversa, e rimanda a modificare impostazioni che potrebbero essere di aiuto. 

TunnelBear è progettata per i principianti ma nonostante ciò offre alcuni suggerimenti adatti anche agli esperti, per esempio raccomandando modifiche alle porte.

Non c'è un'assistenza via chat ma se non riuscite a trovare la soluzione con gli articoli, la pagina di contatto permette di mandare un messaggio agli operatori. Qui dovrete descrivere il problema, i server coinvolti, il sistema operativo e così via; un buon modo per assicurarsi che anche i principianti inseriscano tutte le informazioni importanti. 

Abbiamo posto una domanda molto semplice e avuto una risposta amichevole, utile e precisa nell'arco di tre ore e mezza. Certo avremmo preferito una risposta quasi istantanea grazie a una live chat perché se il problema è ben più complesso sono richiesti contatti continui con domande e risposte: questo può richiedere molto più tempo per arrivare a una soluzione con il supporto via email anche se il supporto di TunnelBear non è così male.

 Verdetto 

TunnelBear non è il servizio VPN più grande, né il più veloce né il più potente. Ma è molto semplice da usare, e ha aperto i propri sistemi a verifiche indipendenti, il che è di per sé è un gran pregio. Merita un’occhiata, a meno che non siate utenti esperti e particolarmente esigenti.