Recensione A Plague Tale: Requiem

Slowly but surely

La protagonista brandisce un arco
(Image: © Focus Entertainment)

Verdetto

Un gioco caratterizzato da paesaggi e viste mozzafiato e da una storia interessante ma minato da un ritmo lento e da dialoghi forzati.

Pro

  • +

    Bellissimi paesaggi e ispirato stile artistico

  • +

    Colonna sonora che lascia il segno

Contro

  • -

    Ritmo della narrazione

  • -

    Velocità dei movimenti

  • -

    Esplorazione lineare

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Informazioni sulla recensione

Tempo impiegato per giocare: 5  ore e 1/2 

Piattaforma: PC 

Mi sono introdotta nelle catacombe profonde e buie, piene di ratti, malattie e morte. Ogni passo è incerto e lento, mentre procedo avanti, armato solo di una torcia che si sta esaurendo velocemente. Sto cercando nella cripta le medicine per il mio fratellino Hugo.  

Riesco a evitare gli sciami di topi che rosicchiano tutto (e tutti), che si muovono nell'oscurità come l'acqua, e mi faccio strada verso la superficie. Non ho molto tempo per godermi la mia vittoria perché, una volta che i miei occhi si sono adattati alla scena impressionante di un pantheon abbandonato e illuminato dalle torce, vedo cosa si nasconde tra le rovine. 

Dalla padella alla brace. I ratti sono spariti e mi ritrovo con un nemico peggiore: soldati in cotte di maglia, armati di spade e mazze, si frappongono tra me e mio fratello. Purtroppo, mentre la lentezza metodica delle catacombe era un'agonia piena di orrore, oltrepassare queste guardie è ancora più angosciante.

Combattere e superare i ratti è un processo lento, ma capire come muoversi nelle cripte piene di roditori è un puzzle gratificante. Purtroppo, però, questo ritmo lento, quasi soporifero, si applica alla maggior parte degli aspetti di A Plague Tale: Requiem. Sia che si tratti della ragionata cadenza con cui la protagonista Amicia si muove nel mondo da una scena all'altra, sia che si tratti del processo macchinoso necessario ad accendere una torcia. Il tempo, semplicemente, trascorre davvero lentamente.

A Plague Tale: Requiem prezzo e disponibilità

  •  Di che si tratta? Del sequel del gioco di avventura Asobo Studio 
  •  Data di lancio: 18 ottobre 2022  
  •  Prezzo: €59,99 
  •  Piattaforme:  PC, Playstation, Xbox    

Ritmo da lumaca

Due personaggi camminano in un mercato cittadino

(Image credit: Focus Entertainment)

 Come A Plague Tale: Innocence prima di lui, Requiem è un gioco visivamente stupendo. Fin dall'inizio, ci troviamo di fronte a splendidi prati fioriti di lavanda che si affacciano su un ruscello gorgogliante al lato di un glorioso castello abbandonato. È possibile trovare la bellezza del sublime persino nei dettagli raccapriccianti del gioco. Il primo incontro coi ratti è un tuffo nel passato: un'ondata di creature infestate dalla peste, che sciama e si rigonfia intorno alle mura fatiscenti e insanguinate del pantheon. Requiem mi ha lasciato a bocca aperta per ciò che Asobo Studios è riuscita a creare. Tuttavia, non si ha molto altro da fare se non godersi il panorama perché, al di fuori dei combattimenti, si è costretti a camminare. Ma piuttosto che apprezzare i paesaggi, in questo sequel l’esperienza che ne scaturisce è una profonda frustrazione, paragonabile a quella che si prova attraversando una palude di sublime bellezza ma talmente densa di fango da rallentarci troppo nei movimenti.

Ironia della sorte, se Asobo Studios mi avesse dato la possibilità di camminare, correre o sprintare nel mondo di Plague Tale, probabilmente avrei passato più tempo a esplorare con calma gli ambienti. Ma considerato che si perde un sacco di tempo per spostarsi da un luogo all’altro, non viene assolutamente voglia di perdere altro tempo tornando indietro ad esplorare i dettagli.  

La gestione della dinamica di gioco insieme al fratello minore di Amicia non aiuta in tal senso. In una particolare location che abbiamo attraversato (una vivace città mercantile, brulicante di gente e con un terreno denso di ciottoli), il gioco ci ha imposto di condurlo tenendolo per mano per un lungo tragitto. E così, un’esperienza che sarebbe potuta essere straordinaria si trasforma in una decisamente piatta e noiosa. 

“È come se Asobo Studio pensasse di rallentare il gioco semplicemente per inserire i dialoghi guidati dalla storia.”

(Image credit: Focus Entertainment)

I dialoghi sono i principali imputati del ritmo così basso. Nonostante una storia meravigliosa, con un ottimo doppiaggio e una sapiente sceneggiatura, ogni volta che viene avviata una conversazione tra gli eventi, non riesco a concentrarmi su nient'altro che non sia il ritmo lento. A volte mi è sembrato che Asobo Studio rallenti il gioco al solo scopo di inserire i dialoghi, cosa che risulta evidente quando capita che i dialoghi si interrompono di colpo una volta arrivati a destinazione.

Le sezioni stealth con Amicia mi hanno fatto urlare, non per lo spavento… ma per la frustrazione. Quando si accovaccia, cammina ancora più lentamente, mentre quando si fa strada nell’acqua alta o tra i branchi di topi, con la torcia in mano, quasi gattona, venendo spesso raggiunta dai nemici umani.   

La mia cara adolescente dal passo lento è stata catturata più volte mentre cercavo di distanziare i nemici. Fortunatamente, ho avuto presto accesso a uno strumento che ha reso la situazione meno frustrante, ovvero la possibilità di fabbricare munizioni per la mia fionda, con cui sono stato in grado di spegnere le torce delle sentinelle. Quindi, fin tanto che avevo munizioni a sufficienza, non mi sarei dovuto più preoccupare di questi pericoli. 

A swarm of rats outside a gate

(Image credit: Focus Entertainment)

In A Plague Tale: Requiem, si viene inseguiti per tutta la Francia dall'Inquisizione e si fugge da sciami di ratti, quindi questo ritmo soporifero è decisamente in contrasto con la storia. Nonostante i momenti di tregua nelle sequenze d'azione, ogni volta che mi ritrovo a a destreggiarmi nella principale con Amicia, mi sembra di combattere contro di lei a ogni passo che faccio. 

Labirinto per ratti 

 

Nonostante gli spazi aperti e gli stupendi panorami da ammirare, A Plague Tale: Requiem, come Innocence prima di lui, è un'esperienza lineare e claustrofobica. La sensazione che si prova giocando è esattamente quella di un topo rinchiuso sadicamente in un labirinto, con Asobo Studios che ha già tracciato un percorso a senso unico verso il formaggio. Inoltre, il formaggio è spesso un filmato traumatico, con ratti che vengono su dalle profondità della terra. 

Anche quando il gioco sembra più aperto e libero, ci si rende presto conto che la maggior parte di questa sensazione è tutta apparenza, mentre la realtà dei fatti è che lo spazio di manovra dato all’utente è molto limitato. Il gioco è in sostanza composto di una marea di eventi predefiniti, panorami mozzafiato e scene fisse. 

Se a ciò si aggiunge il fatto che Amicia si trascina piuttosto che muoversi speditamente, la mancanza di libertà e il percorso sui binari nella sua avventura può risultare decisamente fastidiosa. E non è certo d’aiuto quanto male Asobo sia riuscito a mascherare il fatto che le ambientazioni non siano di tipo open world, con blocchi invisibili dettati da ostacoli che a stento arrivano alle caviglie.

 La speranza è l’ultima a morire 

 Il gioco, tuttavia, diventa poi più veloce. Quando si susseguono le sequenze di azione, il ritmo inizia a salire, fortunatamente. Mi è piaciuto particolarmente spostarmi sui tetti di una base nemica dopo che Amicia ha scatenato tutta la sua rabbia (spoiler alert) uccidendo metà degli uomini presenti nell'accampamento. È stato bello sfogare la mia rabbia su qualcosa, per quanto possa sembrare una sensazione malsana.

Dopo essermi calmato, ho dovuto strisciare, scattare e distrarre le guardie per fuggire rapidamente. Ma, senza armi e senza la fionda, si è costretti a usare l’astuzia e concentrarsi sui movimenti delle guardie tentando un approccio furtivo. Ed è stato adrenalinico muoversi sfruttando piccole occasioni temendo che ogni secondo passato fuori dalle coperture sarebbe potuto essere l’ultimo istante in vita. 

Due personaggi procedono lungo un corridoio

(Image credit: Focus Entertainment)

 Purtroppo, le cose belle durano poco: in un attimo è ritornato il ritmo lento, ragionato e soporifero, guidato dai dialoghi, camminando e correndo verso il mio obiettivo. Non è detto che non possa risultare interessante e coinvolgente percorrere i bellissimi sentieri offerti da Requiem, ma io mi sono solamente sentito in trappola come un topo.  

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