Archiviazione Exabyte a consumo zero, una sfida possibile
Il design iniziale del supporto prevede la scrittura di 10GB per lato su ogni tablet.
- Ewigbyte combina unità di lettura/scrittura ottica con sistemi di gestione automatizzata per l'archiviazione su larga scala
- I dati vengono memorizzati su supporti inerti, progettati per resistere al degrado ambientale
- L'architettura modulare consente di scalare la capacità dai petabyte agli exabyte all'interno delle installazioni
La startup europea Ewigbyte ha svelato un sistema di archiviazione d'archivio su scala exabyte a consumo zero, inserendosi nello stesso settore emergente della tecnologia di storage su ceramica di Cerabyte.
Entrambe le società puntano alla conservazione dei dati a lungo termine e senza l'ausilio di energia elettrica, rivolgendosi a hyperscaler, governi e istituti di ricerca che devono far fronte a una crescita esponenziale dei propri archivi. In un contesto dove la sicurezza dei dati è prioritaria, molti amministratori integrano queste soluzioni con i migliori antivirus per proteggere i punti di accesso alla rete.
Ewigbyte si affida a una codifica fisica ultra-stabile per conservare i dati per secoli senza necessità di elettricità, sistemi di raffreddamento o migrazioni periodiche dei file. Per la gestione quotidiana di queste infrastrutture critiche, l'efficienza è garantita anche dall'uso dei migliori notebook per programmatori, essenziali per lo sviluppo dei software di controllo.
Architettura modulare e design a consumo zero
Il sistema si rivolge a scenari di "cold storage" in cui la latenza di accesso è meno rilevante rispetto a durabilità, densità e riduzione dei costi operativi. Eliminando l'alimentazione in standby e i cicli di refresh, l'azienda afferma che la piattaforma può abbattere le spese di archiviazione a lungo termine rispetto ai sistemi su nastro magnetico e hard disk.
La startup ha sviluppato un'architettura basata su unità di storage modulari, in grado di scalare dai petabyte agli exabyte all'interno di un'unica installazione. Hardware specializzato scrive i dati su supporti inerti resistenti a calore, radiazioni e degrado ambientale. Una volta scritti, i dati rimangono fissi e non richiedono gestione attiva fino al momento del recupero.
Ewigbyte combina unità di scrittura e lettura ottica, movimentazione robotica e stoccaggio automatizzato con un software che si integra con le piattaforme di object storage. Per le aziende che devono gestire questi flussi di lavoro complessi, l'adozione dei migliori notebook aziendali garantisce la potenza di calcolo necessaria alla supervisione dei sistemi.
Il design iniziale dei supporti prevede 10GB per tablet, con scrittura su entrambi i lati e velocità locali di circa 500MB/s per testina. Grazie al funzionamento in parallelo, ogni macchina raggiunge circa 4GB/s, mentre il throughput complessivo scala su più unità. Le strutture pianificate potrebbero gestire fino a 100 macchine simultaneamente, supportando implementazioni su scala exabyte.
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Ewigbyte posiziona il suo sistema come alternativa sia alle librerie a nastro che ai nuovi concetti di archiviazione allo stato solido. Sebbene le velocità di accesso siano inferiori rispetto allo storage enterprise convenzionale, l'azienda sostiene che la maggior parte dei set di dati d'archivio venga consultata raramente, richiedendo invece estrema durabilità e costi operativi minimi.
Questa specializzazione rende la piattaforma ideale per record scientifici, archivi culturali, immagini satellitari e conservazione normativa a lungo termine. In questo ambito, la protezione dei dati sensibili resta fondamentale, spesso affidata ai migliori antivirus per blindare le postazioni di controllo.
Cerabyte sta perseguendo un obiettivo simile a consumo zero utilizzando lo storage in ceramica inciso al laser, a conferma del crescente interesse per le tecnologie post-nastro. Ewigbyte non ha specificato se la composizione dei supporti o i metodi di scrittura si sovrappongano ai design in ceramica, limitando per ora il confronto tecnico diretto.
Altri progetti in questo settore includono Project Silica di Microsoft, che utilizza vetro al quarzo codificato al laser, e SPhotonics, focalizzato su supporti ottici multistrato. La sfida principale per tutti questi sistemi risiede nella scala di produzione, nel costo per terabyte e nell'adozione dell'ecosistema. Gli acquirenti di storage d'archivio tendono a muoversi con cautela, poiché le tecnologie che promettono una conservazione secolare richiedono lunghi cicli di validazione.
Certificazioni, standardizzazione e strumenti di recupero decideranno quali piattaforme prenderanno piede. Con volumi di dati che superano i budget per lo storage attivo, i sistemi d'archivio a consumo zero stanno passando dalla fase di ricerca alle prime implementazioni commerciali. Resta da capire chi tra Ewigbyte e Cerabyte raggiungerà per primo un'adozione su larga scala, ma i loro sforzi paralleli indicano un possibile allontanamento dalle infrastrutture dominate dai nastri.
Via Blocks & Files

Efosa has been writing about technology for over 7 years, initially driven by curiosity but now fueled by a strong passion for the field. He holds both a Master's and a PhD in sciences, which provided him with a solid foundation in analytical thinking.