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Xbox Serie X ancora più accessibile con Lockhart

Xbox Project Scarlett
(Image credit: Microsoft)

Voci ne sono circolate molte e negli ultimi giorni Microsoft stessa ha fatto del suo meglio per rendere ancora più confuse le idee di chi sta aspettando la nuova generazione delle console X. 

Xbox Scarlett è rimasta una chimera dall’E3, quando è stata annunciata ufficialmente, fino a  qualche giorno fa, quando Microsoft ha mostrato i primi scatti ufficiali del suo “monolite nero” facendo rinascere dalle sue ceneri la rivalità con la sua parigrado di origini nipponiche (di cui comunque non si hanno ancora immagini ufficiali).

A oggi, grazie alle indiscrezioni di Jason Shreier su Kotaku, sappiamo che la famglia Project Scarlett (ora ribattezzata ufficialmente Xbox Serie X) sarà composta da due console : Anaconda e Lockhart. La prima sarà dotata di tutto quello che sognano i giocatori più appassionati, la seconda abbandonerà il lettore e altre caratteristiche per andare incontro alle esigenze del mondo dei casual-gamer, permettendo comunque il gioco dei nuovi titoli next-gen pensati per la console Microsoft. 

Project Lockhart sarà una console senza lettore di dischi e proseguirà la strada tracciata da Xbox oOne S All-Digital e sarà leggermente meno potente della sorella maggiore anche se disporrà sempre di un SSD e di una CPU più potente di qualsiasi console attualmente in commercio, che la porterannoà a calcolare qualcosa come 4 TF (teraflop) contro l’1.4 TF dell’attuale Xbox One S. Molto distante dai teorici 12 TF di Anaconda ma comunque idonei a farla definire come la soluzione attualmente più accessibile ai giochi next-gen che arriveranno a Natale 2020. Secondo quanto scritto da Windowscentral.com questa versione base di Xbox Serie X sarà in grado di riprodurre in modo eccellente gli effetti di ray-tracing su cui tanto puntano i titoli di nuova generazione. 

Processori Octa-core e SSD 

Per entrambi sono previste CPU a otto core con frequenze di circa 3.5 GHz con Anaconda in grado di ottenere qualcosa in più per core rispetto a Lockhart. Valori sicuramenti interessanti che, se da un lato non surclassano le attuali console Microsoft, dall’altro permettono di mantenere incredibilmente alti i valori dei giochi grazie alle implementazioni di cache, architettura e ottimizzazione. 

Sempre secondo Windowscentral le prestazioni di Anaconda saranno cinque volte superiori a quelle di Xbox One X e l’impiego del disco SSD renderà possibile estendere virtualmente ancora di più le eventuali richieste di RAM da parte dei giochi andando oltre i 13 GB (su16 GB complessivi) attualmente previsti: qualcosa in meno otterrà Lockhart, ma sempre sufficiente a garantire ottime performance. Anche la particolare architettura NVMe del disco proprietario contribuirà a diminuire i tempi di accesso ai dati riducendo a qualche secondo le attese in caricamento dei giocatori. 

Retrocompatibilità e xCloud 

Con tutta questa esuberante potenza a disposizione Xbox Anaconda e Lockhart consentiranno ai giocatori l’utilizzo dei titoli delle generazioni (al plurale) precedenti con un adeguamento tecnico non da poco. La gamma attuale sarà giocabile senza problemi mentre per giochi più datati Microsoft procederà all’integrazione del catalogo in futuro. Per tutti però il sistema operativo Game Core OS integrerà nuove API che permetteranno l’impiego del ray-tracing anche in quelli ormai considerati old-gen. In più per le due console X è previsto l’accesso al servizio Xbox xCloud che velocizza l’accesso al gioco permettendone l’impiego via streaming mentre la console carica in background i dati, ma non solo.

Cosa ci riserverà il futuro? Ancora non lo sappiamo, né sappiamo con certezza cosa ha in serbo Microsoft per le sue due nuove console, ma possiamo dire che nel corso dell’anno, ben prima dell’E3, ne vedremo delle belle.