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Supercomputer, il più potente è in prima linea contro il Covid-19

Fugaku supercomputer
(Image credit: RIKEN)

Il supercomputer più veloce del mondo è al lavoro per supportare i ricercatori nel tentativo di identificare nuovi trattamenti contro il Covid-19.

Un team dell'Università di Tokyo sta guidando il progetto di ricerca che utilizza Fugaku, il supercomputer più veloce del mondo, ​​per simulare massicci calcoli sulle interazioni molecolari con l'obiettivo di identificare i composti utilizzabili per combattere le infezioni da Covid-19.

Sviluppato congiuntamente da Fujitsu e dal RIKEN Institute, Fugaku viene utilizzato anche per "chiarificare il meccanismo molecolare con cui vengono inibite le infezioni da Covid-19", un passaggio che potrebbe aiutare a ottimizzare la struttura molecolare di nuovi farmaci, migliorandone così l'efficacia.

Fukagu supercomputer

Realizzato con processori Fujitsu A64FX basati su Arm, Fugaku ha scalato la classifica dei supercomputer Top 500 nel giugno 2020, raggiungendo 415,5 petaFLOPS nel benchmark High Performance Linpack (HPL), quasi il triplo del punteggio di IBM Summit, il precedente detentore del record.

Fugaku è anche in cima alle classifiche nel calcolo intensivo in Graph 500, HPL-AI e HPCH; un'impresa mai raggiunta prima nel mondo dei calcolatori ad alte prestazioni (HPC).

Da allora l'introduzione di ulteriori 330.000 core, che ha portando il totale a 7.630.848, ne ha aumentato ulteriormente le prestazioni, permettendogli di raggiungere 442 petaFLOPS.

In altre parole, non esiste attualmente nessun'altro cluster sul pianeta in grado di avvicinarsi alle prestazioni raggiunte da Fugaku, e ciò lo rende il baluardo per eccellenza nel settore della ricerca e nella scienza farmacologica.

"Utilizzando Fugaku, si accelerano le simulazioni molecolari per le proteine ​​virali, chiarendo la complessità degli stati di legame e delle interazioni tra proteine ​​virali e composti inibitori, con l'obiettivo di identificare quelli che possono aiutare a sviluppare farmaci terapeutici nella fase iniziale del contagio", ha spiegato Fujitsu .

Il supercomputer verrà utilizzato anche per prevedere il comportamento e le proprietà delle mutazioni di Covid-19, che se in grado di aggirare la protezione offerta dagli attuali vaccini, potrebbero rappresentare una seria minaccia all'eradicazione della pandemia.

Identificando potenziali modelli di mutazione, i ricercatori potrebbero mettersi in posizione di vantaggio, iniziando a progettare i farmaci necessari ancor prima che un nuovo ceppo inizi a diffondersi.

Le ricerche, già iniziate, proseguiranno almeno fino a marzo 2022.