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Il Congresso degli Stati Uniti avverte Google: è necessario combattere “la pericolosa disinformazione sul clima”

(Image credit: Future)

La “Commissione sulla crisi climatica” statunitense ha scritto una lettera all’attuale CEO di Google, Sundar Pichai, chiedendo all’azienda di combattere le fake news sul tema climatico, ed in particolare sulla sua piattaforma di video sharing, YouTube.

“YouTube ha portato milioni di spettatori a visualizzare video di disinformazione ambientale ogni giorno, una scoperta scioccante che va in direzione opposta alle importanti missioni di Google volte a combattere la disinformazione e promuovere l’azione ambientalista.” scrive Kathy Castor, presidentessa della commissione “Lo scorso settembre, avete orgogliosamente dichiarato che ‘la sostenibilità ambientale è stata uno dei valori fondamentali di Google fin dalla sua fondazione’ e annunciato ‘il più grande acquisto aziendale di energie rinnovabili nella storia.’”

Google non ha immediatamente risposto alle richieste di commenti.

Google dovrà prendere provvedimenti

La lettera diretta a YouTube, uno dei più grandi business di Google, ripropone lo spinoso problema della divulgazione di contenuti d’odio e disinformazione sul web. Recentemente Google aveva aggiornato la sua privacy policy nel tentativo di combattere questi problemi, specialmente in vista delle ormai prossime elezioni Presidenziali americane nel 2020, anche se in ritardo rispetto alla disinformazione contenuta in alcune pubblicità a tema politico circolate negli ultimi mesi dell’anno appena passato.

Castor accusa la compagnia di incentivare la disinformazione sul clima ed offrire pubblicità gratuita a chi, ad oggi, è causa dell’inquinamento del nostro pianeta (cosa che già fece lo scorso ottobre), e porta a supporto di questa tesi ricerche scientifiche sul tema.

La lettera chiede all’azienda di fermare la monetizzazione dei video che promuovono falsità e di “prendere provvedimenti per riportare alla verità” tutti coloro i quali sono stati esposti a disinformazione.

Entro il 7 febbraio il colosso di Mountain View dovrà comunicare alla commissione le azioni che ha intenzione di intraprendere per combattere questi problemi.