Ecco perchè il nastro magnetico è migliore di dischi rigidi e SSD

(Immagine:: Shutterstock / kubais)

Sony e Fujifilm continuano a combattere per la supremazia del mercato dei nastri magnetici. Fujifilm infatti ha rivelato di essere al lavoro su dei supporti a nastro con una densità d’area di 224 Gbit per pollice quadrato (circa 35 Gbit per centimetro quadrato), che si traduce in una capacità reale di circa 400 TB.

L’azienda ha appena annunciato la sua prima offerta Tape-as-a-Service e ha scelto di utilizzare per realizzare i propri supporti lo Stronzio-Ferrite (SrFe), in luogo del più popolare Bario-Ferrite, che viene usato normalmente nei nastri LTO, la cui capacità massima arriva attualmente a 12 TB (non compressi) o a 30 TB (compressi utilizzando il rapporto standard di 2,5:1).

La supremazia del nastro

Con una capacità di 384 TB, un singolo nastro LTO-13 sarà probabilmente la più grande unità di archiviazione al mondo, superando di gran lunga le unità disco rigido (il cui stallo delle capacità li ha plafonati a una crescita relativamente lenta di soli 2 TB per generazione) e le unità a stato solido, che hanno raggiunto i 100TB nel 2018 per poi smettere di crescere.

Sarebbe coraggioso scommettere che LTO sarà il primo media in grado di raggiungere 1 PB (ovvero un milione di Gigabyte). Il problema più grande dei nastri consiste nella lentezza dell’accesso casuale ai dati, motivo per cui vengono relegati al mero ruolo di supporto di archiviazione. La velocità di trasferimento non dovrebbe rappresentare un problema, visto che LTO-13 probabilmente supererà i 2GB/s, ma ciò significa anche che sarà necessario, come minimo, un giorno di tempo per riempire tutta la capacità di un nastro, soprattutto se la sua lunghezza supera i 1.000 m di lunghezza.

Fonti AnandTech e Blocks and Files

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