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Recensione Watch Dogs: Legion

Gli hacker mettono insieme una legione per salvare Londra

Watch Dogs: Legion
(Image: © Ubisoft)

Il nostro verdetto

Watch Dogs: Legion offre un'esperienza discreta, ma non eccezionale. Il sequel di Watch Dogs 2 è basato sull’intrigante promessa di poter impersonare qualunque NPC, tuttavia i personaggi sono privi di “un’anima”, non lasciano il segno.

Pro

  • Reclute qualificate quasi infinite
  • Molteplici approcci alle missioni
  • Episodi “techno-horror”

Contro

  • I personaggi (buoni e cattivi) mancano di personalità
  • Una storia poco accattivante
Test

Durata test: 40 ore

Piattaforma: PS4

La tecnologia è ovunque intorno a noi, ma non è una novità: era ovunque anche nel lontano 2014, quando fu commercializzato il primo Watch Dogs ed è ancora più presente nell’ultimo versione della nota IP (proprietà intellettuale) di Ubisoft. Watch Dogs: Legion, come i suoi predecessori, poggia ancora una volta sull’idea che la tecnologia venga usata contro di noi da organizzazioni criminali che puntano al controllo della società.

Il gioco è sviluppato su un’idea brillante, ma non sfruttata a dovere: è possibile arruolare pressoché qualunque NPC al fine di combattere la compagnia paramilitare (Albion) che ha preso il posto della polizia. Il gioco è ambientato a Londra nel 2026, in una capitale sotto il rigido controllo di Albion che usa droni, milizie e informazioni private per tenere sotto scacco i cittadini. La trama della serie Watch Dogs è stata sempre caratterizzata dalla lotta contro un sistema totalitario, ma in Legion si va oltre: non sono più i soliti hacker a tentare di liberare la società, adesso ogni NPC può trasformarsi in un alleato con cui combattere il regime.

Il problema è che tali NPC non hanno una vera e propria personalità, sono un esercito senza volto. Ogni personaggio ha il proprio stile, ma in Legion diventano degli strumenti necessari a completare le missioni, il giocatore non si affeziona a loro. Il gioco permette di completare una missione in diversi modi a seconda delle abilità del personaggio usato.

Come i due titoli precedenti, Watch Dogs Legion offre un'esperienza discreta, ma non eccezionale: è divertente sperimentare diversi approcci per conquistare una roccaforte o salvare un ostaggio, ma gli NPC portano a un’avventura priva di coinvolgimento emotivo.

Disponibilità e prezzo

  • Che cos'è? Il terzo capitolo del franchise Watch Dogs 
  • Data di uscita? 29 ottobre 2020 (10 novembre per Xbox Series X / S e 12 novembre per PS5)
  • Su quali piattaforme sarà disponibile? PC, PS4, Xbox One, Amazon Luna, Google Stadia, PS5 e Xbox Series X
  • Prezzo? L'edizione standard costa circa 60 euro

Assemblare una legione

Watch Dogs: Legion

(Image credit: Ubisoft)
  • Assemblare la legione è divertente 
  • È interessante scoprire i punti di forza e debolezza dei personaggi
  • Gameplay vario

Watch Dogs ha sempre proposto il tema della lotta alle corporazioni malvagie che intendono controllare la popolazione tramite tecnologia all'avanguardia. Marcus Holloway ha combattuto l’FBI e le mega corporazioni della Silicon Valley assieme ai suoi amici, mentre Aiden Pierce era una sorta di Rambo digitale. In Watch Dogs: Legion, come suggerisce il nome, dovrete guidare una legione composta dai londinesi per liberare la capitale dall’organizzazione paramilitare Albion.

Non esiste un vero protagonista in Watch Dogs: Legion, infatti dovrete costantemente passare da un membro della legione all’altro per portare a termine il compito assegnato. Che si tratti di un operaio edile con un grande drone da cantiere o di una spia professionista con una pistola silenziata e un'elegante macchina corazzata, spetterà a voi decidere come affrontare le missioni.

Watch Dogs 2 è per lo più un gioco d’azione, mentre Legion è un titolo d'azione stealth: se doveste entrare in una stazione di polizia, potreste reclutare un poliziotto e completare la missione senza alcuna difficoltà. La buona notizia è che sta a voi decidere come completare la missione; in questo aspetto, Legion offre una notevole rigiocabilità.

Strumenti del mestiere

Watch Dogs: Legion

(Image credit: Ubisoft)
  • I membri della legione sono privi di personalità
  • L'interazione umana di base è inesistente 

Assemblare una milizia è molto semplice: basta scansionare un passante con lo smartphone per scoprirne le informazioni personali, il lavoro, le armi e le abilità.

In Watch Dogs: Legion, scoprirete che ogni londinese può diventare uno strumento e che potete reclutare chiunque, infatti la tagline del gioco è “anyone can be your weapon”, ossia “chiunque può essere la vostra arma”. Il reclutamento di un individuo richiede il completamento di una missione secondaria. Finirete con il reclutare gli NPC in base alle loro capacità, piuttosto che per la loro personalità. Ogni alleato è lì per servire uno scopo, è un piccolo ingranaggio necessario per sconfiggere Albion, la malvagia società tecnologica che ha preso il controllo di Londra.

Abbiamo giocato più personaggi di quanti ne potessimo contare e non ricordiamo né i loro nomi, né le loro informazioni personali né le loro abitudini.

Techno-horror

Watch Dogs: Legion

(Image credit: Ubisoft)
  • Episodi “techno-horror” raccapriccianti
  • La tecnologia prevale sulla vita umana
  • L’antagonista manca di profondità

Watch Dogs Legion presenta alcune scene davvero raccapriccianti: in una missione, abbiamo scoperto una banda di strada che metteva all'asta degli schiavi come donatori di organi, in un’altra, abbiamo scoperto che un miliardario aveva caricato la coscienza della madre su un server.

Questi momenti sono stati scioccanti e rappresentano un’iperbole della tecnologia che invade le nostre vite. Watch Dogs: Legion ha una trama poco accattivante: come i predecessori, stiamo combattendo dei criminali tecnologici per rivendicare i nostri diritti, la nostra libertà.  Questa volta, l’antagonista è un criminale di guerra di nome Nigel Cass, capo della milizia privata Albion.

Il signore della guerra è crudele, folle e mentalmente instabile, ma manca di profondità e non ha catturato la nostra attenzione. A parte qualche episodio techno-horror, la trama e le missioni secondarie non ci hanno colpito.

Conclusioni

Watch Dogs: Legion

(Image credit: Ubisoft)

La caratteristica principale di Watch Dogs: Legion è la legione stessa: cittadini che si alleano per riconquistare la libertà perduta, ciascuno con le proprie armi e abilità. È divertente scoprire quali abilità funzionano meglio per contrastare un’avversità, che si tratti di un lanciagranate, un drone a torretta, trappole esplosive o semplicemente infiltrarsi in una base nemica sotto mentite spoglie.

Sfortunatamente, la legione è sia il punto di forza del titolo che il suo principale difetto. È possibile reclutare e sostituire chiunque; in Watch Dogs: Legion, gli NPC sono solo un mezzo per raggiungere un fine, piuttosto che i coprotagonisti del titolo.

Quella sensazione di dimenticanza è piuttosto emblematica di Watch Dogs: Legion. Scoprire le abilità delle reclute e i diversi approcci per completare le missioni è accattivante, ma alla lunga ciò diventa ripetitivo e noioso. La serie Watch Dogs non è mai riuscita a sfruttare appieno il tema della tecnologia nello sviluppo del titolo e Watch Dogs: Legion non fa eccezione.