Skip to main content

Una nuova tecnologia potrebbe aumentare l'autonomia di smartphone e notebook

(Image credit: Shutterstock / McLittle Stock)

Quando si pensa ai componenti dei nostri dispositivi elettronici che consumano più energia, il display e il processore di solito sono i primi che ci vengono in mente. Tuttavia il trasferimento di dati, sia all'interno del dispositivo che verso i provider di archiviazione cloud, consuma sempre più energia.

I ricercatori della National University di Singapore (NUS) hanno messo a punto una tecnica innovativa che promette di ridurre fino all'80% la quantità di energia consumata durante i processi di memorizzazione ad alta intensità. Parliamo di un miglioramento in efficienza cinque volte superiore rispetto alle soluzioni attuali del trasferimento di bit su silicio.

Infatti é stato ideato un nuovo tipo di network-on-chip in cui, riducendo leggermente la qualità del flusso dati, verrebbe ridotto in modo significativo anche il consumo di energia. Ciò si otterrebbe regolando dinamicamente l'ampiezza del segnale trasmesso, utilizzando valori convenzionali per lavori ad alta priorità per garantire la massima precisione e valori inferiori per una riduzione della potenza.

Più intelligente del solito

L'esempio fornito dal team è stato quello di una diminuzione impercettibile della qualità video quando la qualità piena non è necessaria, ad esempio quando l'utente non sta guardando lo schermo, la luce ambientale è bassa o quando la batteria residua è poca.

Situazioni simili si applicano anche a piattaforme più potenti, con alti consumi di corrente, come PC desktop, NAS, portatili o persino server, ma l'opportunità chiave è quella di abilitare un sistema di visione computerizzata completo, in grado di replicare il sistema di visione umana per gestire meglio le risorse di energia.

L'obiettivo dichiarato della ricerca è quello di costruire "una nuova generazione di telecamere intelligenti a bassa potenza che potrebbero funzionare quasi perpetuamente con una bassissima richiesta di energia che verrebbe recuperata dall'ambiente, ad esempio tramite celle solari di piccole dimensioni".

Non è chiaro quando la tecnologia verrà implementata per casi d'uso più pratici. TSMC, che produce chip per AMD, Nvidia e Qualcomm, supporta questo tipo di progetti e non saremmo sorpresi se venisse implementata prima del previsto.