Microsoft blocca il mining di criptovalute

Crypto mining
(Immagine:: Shutterstock / Yevhen Vitte)

Microsoft ha ufficialmente bloccato il mining di criptovalute nei servizi Azure, in modo non troppo appariscente.

Infatti, l'azienda ha aggiornato (Si apre in una nuova scheda) i termini di licenza universali dei servizi cloud, principalmente validi per la propria piattaforma cloud, indicando che il "mining di criptovalute è proibito senza la previa approvazione da parte di Microsoft".

Nel post, viene spiegato che occorre un'autorizzazione scritta per sfruttare i servizi del Colosso di Redmond per l'attività di crypto-mining, chiarendo che "né i clienti, né i soggetti che hanno accesso al servizio online tramite i clienti stessi" sono autorizzati a sfruttarli a tale scopo.

I pericoli del mining

La modifica alla normativa è stata pubblicata (Si apre in una nuova scheda) anche nella sezione dedicata ad Azure della pagina web dedicata alla community dei partner Microsoft, sotto la dicitura "Azioni importanti da intraprendere per proteggere l'ecosistema dei partner".

Qui troviamo la novità sul blocco del mining, insieme ad altre modifiche mirate a "ridurre i potenziali danni da frode agli abbonamenti dei clienti". Ancora una volta viene evidenziato il requisito dell'autorizzazione scritta da parte di Microsoft come requisito obbligatorio per tale pratica.

Microsoft teme i possibili pericoli determinati dal mining a danno della propria infrastruttura. Rispondendo a The Register (Si apre in una nuova scheda), il colosso tecnologico ha commentato che il mining di criptovalute può "provocare il danneggiamento o l'interruzione dei servizi online" con possibili danni anche agli utenti. L'azienda aggiunge che il mining "può essere spesso correlato a frodi informatiche e attacchi come accessi non autorizzati e uso abusivo delle risorse dei clienti".

In ogni caso, Microsoft precisa anche che il mining "potrebbe essere preso in considerazione a scopo di test e ricerca in ambito di sicurezza".

L'azienda non è l'unica a imporre restrizioni al mining sulle proprie piattaforme cloud.

Google Cloud, Oracle e OHVcloud hanno già escluso questa pratica dai propri servizi, mentre Amazon Web Services la consente solo nell'ambito delle sottoscrizioni a pagamento.

Microsoft aveva già vietato il mining sui piani gratuiti, dunque ha semplicemente esteso la restrizione anche a quelli a pagamento.

Marco Doria
Senior editor

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