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Huawei si prepara a un crollo delle vendite e dei ricavi nel settore smartphone

(Image credit: Shutterstock.com)
(Image credit: Shutterstock)

Il fondatore di Huawei, Ren Zhengfei, ha indicato che i ricavi potrebbero scendere sotto i 100 miliardi di dollari e allo stesso tempo si potrebbe avere un crollo delle vendite degli smartphone.

L'azienda cinese oggi in disgrazia, realizza infrastrutture di rete e dispositivi mobili e la domanda per il 5G aveva fino ad oggi portato a un aumento del 21 per cento nei ricavi per un totale di 108.5 miliardi di dollari.

Nel frattempo Huawei aveva raggiunto la seconda posizione mondiale come produttore di smartphone con l'ambizione di raggiungere la prima a breve.

Le vendite degli smartphone Huawei  

Questo risultato è arrivato nonostante Huawei non potesse vendere propri dispositivi negli USA per ragioni di sicurezza. Ora però il governo americano sta insistendo sui suoi alleati affinché seguano la sua politica e ha vietato a tutte le aziende USA di intrattenere rapporti commerciali con Huawei.

Questo limita l'acquisto di componenti importanti per i dispositivi da parte di Huawei e allo stesso tempo impedisce di avere aggiornamenti del sistema Android.

Anche se Huawei sta preparando un suo sistema operativo e proprie componenti (realizza già i processori Kirin), la mancanza di servizi fondamentali come Google Maps e del Play Store rappresenta un duro colpo per le vendite in Occidente. Inoltre mettere a punto la produzione di componenti come i modem è lunga e costosa. 

Secondo Bloomberg l'azienda si aspetta una diminuzione delle vendite dal 40 al 60 per cento a giugno e potrebbe anche togliere dalle vendite Honor 20.

Nonostante l'ipotesi che i ricavi scendano sotto i 100 miliardi nel 2019 e nel 2020, Huawei ha confermato i propri investimenti nella ricerca e conta di recuperare il terreno perso entro il 2021. La forte domanda per infrastrutture di rete 5G e uno sforzo maggiore nel mercato cinese potrebbero fare recuperare posizioni.

Naturalmente ci potrebbe essere una tregua. I fornitori USA non sono contenti della situazione che si è venuta a creare e produttori di chip come Intel e Qualcomm hanno già chiesto a Trump di addolcire le sanzioni.

Via Bloomberg / Reuters