Sony rinnova il suo giradischi Bluetooth cult con due nuovi modelli economici: ma c'è un "però"
L'aggiornamento più significativo potrebbe non figurare nella scheda tecnica...
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- Sony ha svelato due nuovi giradischi Bluetooth: PS-LX3BT e PS-LX5BT
- Il nuovo PS-LX3BT è un sostituto diretto del PS-LX310BT
- ...anche se il prezzo potrebbe farti pensare altrimenti
I lettori abituali – e chiunque sia alla ricerca di uno dei migliori giradischi sul mercato – conosceranno bene il pedigree di Sony nel settore dei vinili entry-level. In parole povere, il Sony PS-LX310BT è, fin dal suo debutto nel 2019, uno dei migliori giradischi Bluetooth nella sua fascia di prezzo.
Dopo una lunga attesa, Sony ha finalmente presentato un modello per aggiornarlo, insieme a un'opzione di fascia superiore dedicata a chi cerca un salto di qualità o vuole sostituire un vecchio sistema vintage.
I modelli da tenere d'occhio sono il PS-LX3BT e il PS-LX5BT: entrambi sono giradischi con trazione a cinghia che offrono una riproduzione completamente automatica tramite un singolo tasto (sono presenti i comandi "start", "stop" e "up/down", così da non dover mai toccare il delicato braccio meccanico).
La dotazione include anche il Bluetooth con supporto ai codec aptX e aptX Adaptive, ideale per l'ascolto tramite speaker Bluetooth o cuffie wireless anziché con i classici diffusori cablati. Sony segnala inoltre una "testina a magnete mobile di alta qualità" già preinstallata, controllo del guadagno a tre livelli, piatto in alluminio e coperchio antipolvere trasparente. Entrambi i modelli supportano dischi a 33⅓ e 45 giri (formati da 7 e 12 pollici).
Sony PS-LX3BT e PS-LX5BT: le specifiche chiave (…e un prezzo a sorpresa)
Il PS-LX3BT (il modello a destra nell'immagine principale in alto) viene presentato come l'erede diretto del collaudato PS-LX310BT. È dotato di un cavo audio integrato e di un preamplificatore phono incorporato, permettendo così il collegamento a un amplificatore o a diffusori attivi per chi preferisce un setup tradizionale.
La pressione della testina dichiarata è di 3,5g ± 0,5g, mentre il piatto in alluminio pressofuso dovrebbe garantire solidità e affidabilità, rendendolo un giradischi ideale per chi si approccia per la prima volta al collezionismo di vinili.
Il PS-LX5BT introduce invece alcuni raffinamenti premium per migliorare le prestazioni sonore, tra cui una pressione dello stilo più precisa (2,0g ± 0,5g), un tappetino in gomma di qualità superiore e un design del circuito leggermente rivisto che, secondo Sony, è stato meticolosamente progettato per sopprimere le vibrazioni indesiderate.
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Questo modello aggiunge inoltre un'uscita audio dedicata con jack placcato oro (caratteristica assente sul vecchio PS-LX310BT) con cavo incluso nella confezione, oltre a una finitura "all-black" più sofisticata.
Sembra tutto ottimo, no? Eppure c'è un motivo se esito a mostrare pieno entusiasmo. Il PS-LX3BT è disponibile da oggi (22 gennaio; metà febbraio in Australia) al prezzo consigliato di 299 € / 299 £ / 469 AU$ (circa 401 $), mentre il PS-LX5BT sarà venduto a 399 € / 399 £ / 599 AU$ (circa 536 $). Si tratta di cifre solo leggermente inferiori a quelle dell'eccellente Pro-Ject Debut Carbon Evo, lanciato inizialmente a 499 $/ 499 £ ma spesso rintracciabile a circa 449$ / 439 £.
E proprio quel Pro-Ject è il modello che consigliamo come il migliore per la maggior parte degli utenti: non solo per i neofiti del vinile o per chi cerca un'opzione Bluetooth economica, ma in generale come miglior scelta assoluta.
Per chiarezza, il vecchio Sony PS-LX310BT si trova regolarmente a 179 £ / 199 $ / 395 AU$. Pur comprendendo i miglioramenti incrementali dichiarati da Sony, non sono certo che un prodotto cult della fascia economica possa essere rimpiazzato con successo da un "successore diretto" che costa così tanto di più — per non parlare del modello superiore, ancora più caro, che si trova a competere con i leader della categoria presenti da tempo sul mercato.
Ho adorato l'originale PS-LX310BT quando ho collaborato ai test (per What Hi-Fi?, testata sorella di TechRadar, nel 2019 poco dopo il lancio), ma il suo punto di forza era l'unicità in quel segmento di prezzo.
Quanto risulteranno uniche ed accessibili queste nuove versioni nel 2026? I nuovi collezionisti accetteranno di pagare questo sovrapprezzo invece di dare la caccia alle ultime scorte del vecchio modello? Resta tutto da vedere. Quello che posso dirvi è che non vedo l'ora di provarli.

Becky became Audio Editor at TechRadar in 2024, but joined the team in 2022 as Senior Staff Writer, focusing on all things hi-fi. Before this, she spent three years at What Hi-Fi? testing and reviewing everything from wallet-friendly wireless earbuds to huge high-end sound systems. Prior to gaining her MA in Journalism in 2018, Becky freelanced as an arts critic alongside a 22-year career as a professional dancer and aerialist – any love of dance starts with a love of music. Becky has previously contributed to Stuff, FourFourTwo and The Stage. When not writing, she can still be found throwing shapes in a dance studio, these days with varying degrees of success.