l'IA non basta: il tocco umano fa crescere domanda per freelance

AI hallucinations
(Immagine:: Future/NPowell)

Mentre gli strumenti di intelligenza artificiale generativa continuano a dominare le prime pagine e a rivoluzionare i flussi di lavoro, la domanda di freelance creativi sembra in crescita, non in calo.

Secondo i dati del Freelancer Fast 50 Global Jobs Index, nel secondo trimestre del 2025 le offerte di lavoro per scrittori, designer e montatori video sono in costante aumento – al contrario dei ruoli legati a machine learning, blockchain e ad altri settori affini all’AI, che registrano un netto calo.

Questi cambiamenti suggeriscono che le aziende stanno tracciando un confine sempre più chiaro tra la produzione automatizzata e quella creatività umana sfumata e profonda che le macchine, almeno per ora, non riescono ancora a replicare in modo convincente.

Originalità in aumento

I dati si basano su oltre 251.000 progetti pubblicati su una delle principali piattaforme per freelance durante il secondo trimestre del 2025.

Le offerte di lavoro nell’ambito della comunicazione sono aumentate del 25,2%, rendendolo il settore in più rapida crescita. I professionisti in quest’area vengono assunti per redigere contratti, revisionare manoscritti e produrre testi emotivamente efficaci – un tipo di scrittura che gli strumenti di intelligenza artificiale faticano ancora a realizzare in modo convincente.

Questa tendenza si inserisce in un contesto che alcuni osservatori hanno definito come un’ampia diffusione di “fatica da contenuti IA”. Si tratta di un crescente rifiuto nei confronti della mole di contenuti automatici e piatti che ha invaso social media e motori di ricerca.

La fatica sembra avere radici sia estetiche che funzionali: piattaforme come Google hanno introdotto aggiornamenti degli algoritmi per penalizzare i contenuti generati automaticamente, spingendo i brand a puntare sempre più sull’originalità.

I clienti oggi sembrano più disposti a investire su professionisti qualificati, in grado di garantire che i contenuti siano visibili, autentici e in grado di suscitare emozioni. In molti casi, gli strumenti AI vengono ancora utilizzati in ruoli di supporto – per stimolare idee o accelerare le prime bozze – ma il risultato finale deve superare una soglia di autenticità che i modelli automatici non riescono ancora a raggiungere.

Anche nel settore video e nella produzione visiva il cambiamento è evidente: le offerte di lavoro legate a competenze come Adobe After Effects, creazione di contenuti per Instagram e design 3D con Unity sono tutte cresciute a doppia cifra.

I content creator non stanno semplicemente sopravvivendo accanto all’AI: prosperano in tutte quelle aree dove contano lo stile personale, la spontaneità e la connessione con il pubblico.

I freelance intervistati per il report parlano di un interesse crescente per progetti che spaziano da film a basso budget a progetti di branding personalizzato, con una domanda sempre più orientata verso professionisti in grado di offrire pensiero strategico e soluzioni su misura.

Questa crescita dell’occupazione creativa riflette anche un più ampio ripensamento del ruolo degli strumenti di intelligenza artificiale. Anziché sostituire i freelance, molte aziende si stanno orientando verso flussi di lavoro ibridi, affidando all’AI i compiti di efficienza e agli esseri umani la direzione creativa finale.

La conclusione è semplice: per il momento, la sensibilità umana continua a fare la differenza.

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Nato nel 1995 e cresciuto da due genitori nerd, non poteva che essere orientato fin dalla tenera età verso un mondo fatto di videogiochi e nuove tecnologie. Fin da piccolo ha sempre esplorato computer e gadget di ogni tipo, facendo crescere insieme a lui le sue passioni. Dopo aver completato gli studi, ha lavorato con diverse realtà editoriali, cercando sempre di trasmettere qualcosa in più oltre alla semplice informazione. Amante del cioccolato fondente, continua a esplorare nuove frontiere digitali, mantenendo sempre viva la sua curiosità e la sua dedizione al settore.