I giovani temono l'IA, ma chi rischia davvero il posto di lavoro?
I lavoratori della Gen Z temono la perdita del posto di lavoro, secondo un report.
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- Quattro persone su cinque credono che l'IA influenzerà il proprio lavoro in un modo o nell'altro
- I lavoratori più giovani sono i più preoccupati per la perdita del posto di lavoro
- Le connessioni umane restano una necessità sul posto di lavoro, indipendentemente dall'IA
Una nuova ricerca di Randstad ha affermato che i lavoratori della Generazione Z sono i più preoccupati che l'IA possa sostituire i ruoli umani, nonostante ne siano forti utilizzatori; al contrario, i Boomer si sentono i più sicuri nell'adattarsi alle nuove tendenze del mondo del lavoro.
In generale, quattro lavoratori su cinque si aspettano che l'IA influenzi le proprie mansioni quotidiane in un modo o nell'altro, ma circa la metà (47%) ritiene che l'IA porterà benefici più ai datori di lavoro che ai dipendenti.
Uno su cinque ha inoltre dichiarato di ritenere il proprio lavoro immune dall'IA, ma la necessità di prepararsi e adattarsi è evidente.
I timori legati alla perdita del lavoro a causa dell'IA sono ancora diffusi.
I due terzi (65%) concordano sulla necessità di aggiornare le proprie competenze per non rischiare l'esclusione, ma di chi sia la responsabilità rimane un tema caldamente dibattuto. La metà (52%) ha preso in mano la propria formazione autonomamente.
Randstad ha inoltre svelato le tendenze del mercato del lavoro, con gli annunci che richiedono competenze sugli agenti IA aumentati del 1.587% nel 2025. In crescita anche la domanda di prompt engineering (+403%) e di addestratori di IA (+247%).
"I mercati del lavoro sono sottoposti a una pressione immensa, e saranno coloro che si adatteranno a riscuotere successo", ha scritto il CEO Sander van ‘t Noordende.
I dati mostrano inoltre alle aziende come attrarre e trattenere i talenti puntando su buoni stipendi e sul bilanciamento tra vita privata e professionale.
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Inoltre, il tocco umano rimane fondamentale in ogni ambiente di lavoro. Circa tre quarti degli intervistati apprendono le soft skill dai colleghi più anziani (78%) o imparano competenze tecnologiche e sull'IA dai colleghi più giovani (72%).
"Tuttavia, la connessione umana resta il nucleo delle organizzazioni, con i manager che assumono un ruolo sempre più importante nel mantenere la stabilità durante la 'Grande Trasformazione della Forza Lavoro'", ha aggiunto van ‘t Noordende.
With several years’ experience freelancing in tech and automotive circles, Craig’s specific interests lie in technology that is designed to better our lives, including AI and ML, productivity aids, and smart fitness. He is also passionate about cars and the decarbonisation of personal transportation. As an avid bargain-hunter, you can be sure that any deal Craig finds is top value!
