OpenAI, 700 miliardi di dollari per produrre chip e competere con Nvidia

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(Image credit: Pixabay) (Immagine:: Pixabay)

Non c'è dubbio che Nvidia sia stata l'azienda che ha tratto i maggiori vantaggi dalla recente rivoluzione dell'intelligenza artificiale: di recente è diventata la terza azienda di maggior valore del pianeta, davanti ad Alphabet e Amazon, e per un certo periodo, a giugno, ha addirittura conquistato il primo posto, superando Microsoft e Apple.

Tutti i grandi operatori tecnologici vogliono essere coinvolti nell'IA, ma pochi vogliono dipendere da Nvidia e per questo motivo molti stanno cercando alternative, ove possibile. Microsoft e OpenAI starebbero pianificando un progetto di data center che includerebbe un supercomputer di IA potenzialmente alimentato da AMD e denominato "Stargate".

Più grande di AMD e Intel

Broadcom è nota per la progettazione, lo sviluppo e la fornitura di un'ampia gamma di semiconduttori e soluzioni software per infrastrutture, con prodotti utilizzati nelle reti dei centri dati, nella connettività domestica, nell'accesso a banda larga, nelle apparecchiature di telecomunicazione, negli smartphone e nelle stazioni base.

Attualmente è classificata come la 13a azienda di maggior valore al mondo, il che la pone al di sopra di colossi tecnologici più noti come Samsung, AMD, Intel, Arm, IBM e Qualcomm.

Se la conversazione di OpenAI con Broadcom e altri pretendenti si riferisca a Stargate non è ancora noto, ma The Information suggerisce che, qualunque sia il risultato finale, è improbabile che possa competere con qualsiasi cosa Nvidia stia producendo in questo momento, dati gli anni di ricerca e sviluppo - e il denaro - che sarebbero necessari.

OpenAI, tuttavia, avrebbe assunto ex membri di Google con esperienza nello sviluppo di processori Tensor; questo dimostra quanto l'azienda sia seriamente intenzionata ad avere un proprio hardware.

Valerio Porcu

Valerio Porcu è Redattore Capo e Project Manager di Techradar Italia. È da sempre ossessionato dai gadget e dagli oggetti tecnologici che cambiano la nostra vita quotidiana, e dai primi anni 2000 ha deciso di raccontarla. Oggi è un giornalista con anni di esperienza nel settore tecnologico, e ha ancora la voglia di trovare le chiavi di lettura giuste, per capire davvero in che modo la tecnologia può rendere migliore la nostra vita quotidiana.