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Zoom: cresce il numero di aziende ed enti che lo vietano per timori sulla sicurezza

Zoom
(Image credit: Shutterstock)

Zoom, nota applicazione per la videoconferenza, è diventata popolare negli ultimi mesi, quando la pandemia di Covid-19 ha obbligato le persone a non uscire di casa, quindi per restare in contatto con i propri amici e familiari, molte persone si sono affidate alla tecnologia. Tuttavia, come abbiamo riportato in precedenti occasioni, Zoom è stata protagonista di diversi attacchi informatici e un numero sempre maggiore di aziende sta dicendo al proprio personale di evitare di utilizzare questa applicazione proprio per motivi di sicurezza.

Siemens, colosso industriale tedesco, rientra tra le ultime aziende a evitare l'uso di Zoom, dal momento che ha inviato una circolare interna per sollecitare i suoi dipendenti a non utilizzare questa applicazione per le proprie videoconferenze. Anche Standard Chartered Bank, società finanziaria internazionale con sede a Londra, ha emesso una nota analoga al suo personale. 

Oltre a evitare Zoom, Standard Chartered Bank ha comunicato ai propri dipendenti di non utilizzare nemmeno Google Hangouts, anch’essa diventata popolare nelle ultime settimane per lo stesso motivo riportato all’inizio dell’articolo.

Problemi di sicurezza 

Questo è stato il periodo migliore in assoluto di Zoom ma nello stesso tempo anche il peggiore. A marzo, l’azienda ha rivelato di aver superato 200 milioni di partecipanti giornalieri (inclusa sia la versione gratuita che a pagamento) rispetto ai 10 milioni di utenti fatti registrare a dicembre.

Nel momento in cui il numero di utenti è aumentato in modo esponenziale, gli esperti di sicurezza informatica hanno scoperto seri problemi con i protocolli di sicurezza di Zoom e Google Hangouts rispetto ad altre applicazioni aziendali come Microsoft Teams, Webex e Bluejeans.

Zoom è stata particolarmente vulnerabile agli attacchi degli hacker, che sono riusciti a introdursi nelle video chat di altre persone, rilasciando messaggi volgari e insulti razziali.

Zoom ha registrato un aumentato anche nelle scuole, ma i recenti attacchi da parte di intrusi hanno sollevato forte preoccupazione tra gli utenti. Per questo motivo anche le scuole di Stati Uniti e Singapore hanno deciso di vietare l’uso della piattaforma.

Inoltre, è emerso che la ricerca e sviluppo di Zoom proviene dalla Cina e questo ha spinto anche Taiwan e Germania a vietare l’uso dell’applicazione per le proprie comunicazioni ufficiali.

Inoltre, anche dei funzionari dell'intelligence statunitense hanno espresso la loro preoccupazione per un eventuale spionaggio cinese sfruttando le vulnerabilità che sono emerse di recente.

Fonte: Reuters