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Ecco perché non dovreste guardare contenuti inappropriati dai dispositivi di lavoro

(Image credit: Shutterstock / wavebreakmedia)

La transizione verso lo smart working causato dalla pandemia di coronavirus ha offuscato i confini tra vita privata e professionale sotto diversi punti di vista.

Secondo l’azienda di sicurezza Kaspersky, oltre la metà (51%) di chi lavora da remoto e ammette di guardare più "contenuti inappropriati" da quando sono state introdotte le restrizioni dal Governo per combattere la pandemia, lo fa attraverso lo stesso dispositivo usato per lavorare.

Inoltre, quasi un quinto (18%) di questi ha confermato di aver avuto accesso a tali contenuti tramite dispositivi forniti dal datore di lavoro stesso.

Kaspersky non offre una definizione precisa del tipo di contenuti considerati come "inappropriati", ma è facile immaginare a cosa si riferisce. 

Minacce di lavoro a distanza 

Il "contenuto inappropriato" in sé non costituisce una minaccia alla sicurezza informatica, ma Kaspersky ritiene che l’accavallamento di attività personali e professionali potrebbe amplificare le minacce associate allo shadow IT (insieme dei metodi e tecnologie che vengono utilizzate in ambito pubblico), che comporta l’uso non autorizzato di applicazioni e informazioni personali.

Ad esempio, il 42% degli intervistati ha ammesso di usare un account di posta elettronica personale per questioni di lavoro, mettendo a rischio la sicurezza dei dati aziendali. Quasi quattro dipendenti su dieci (38%) utilizzano anche servizi di messaggistica personale che non sono stati approvati dai team IT, e il 60% di questi lo fa più spesso da quando si trova in smart working.

Secondo Kaspersky, i lavoratori leggono anche più notizie rispetto a prima. Questa può sembrare un'attività innocua, ma il 60% dei dipendenti lo fa tramite dispositivi usati per il lavoro, il che aumenta il rischio di malware se i dipendenti non fanno attenzione alle risorse a cui accedono.

Andrey Evdokimov, responsabile della sicurezza di informazioni di Kaspersky, ha affermato che “le organizzazioni non possono soddisfare tutte le richieste degli utenti, come ad esempio consentire al personale di utilizzare tutti i servizi che desiderano. È necessario trovare un equilibrio tra praticità, necessità aziendale e sicurezza".

Evdokimov ha aggiunto che“per raggiungere questo obiettivo, un'azienda dovrebbe fornire accesso a determinati servizi per garantire solo privilegi minimi e necessari, utilizzando sistemi aziendali sicuri e controllati. Questi software possono avere alcune restrizioni che ne riducono l'usabilità, ma offrono maggiori garanzie in termini di sicurezza".

Gli utenti che desiderano preservare la propria privacy mentre accedono a contenuti personali (o inappropriati) sono invitati a utilizzare dispositivi diversi da quelli impiegati per lavorare e optare per un servizio VPN affidabile.