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Windows 11 è gratuito, ma potrebbe costare molto tempo

Windows 11
(Image credit: Microsoft)

Windows 11, come confermato da Microsoft, è un aggiornamento gratuito per tutti gli utenti Windows 10. Tuttavia, ci sono alcuni cavilli da tenere in considerazione che potrebbero avere un certo costo in termini di tempo.

Prima di approfondire l'argomento, ribadiamo che durante la presentazione di Windows 11 è stato reso noto che l'aggiornamento gratuito sarà disponibile per almeno un anno.

Microsoft ha inoltre affermato quanto segue: “L'offerta di aggiornamento gratuito non ha una data di scadenza specifica per i sistemi compatibili. Tuttavia, Microsoft si riserva il diritto di interrompere il supporto per l'offerta gratuita. Questa scadenza verrà fissata a più di un anno dal lancio del sistema operativo.”

Come alcuni ricorderanno, il passaggio da Windows 7/8 a Windows 10 è stato presentato in modo simile (scadenza a 1 anno), ma Microsoft ha rimandato più volte la data e, oggi, è ancora possibile effettuare l'aggiornamento gratuito.

(Va sottolineato che gli utenti Windows 7/8 non possono passare a Windows 11 direttamente, ma devono prima aggiornare il sistema a Windows 10, almeno per ora).

L'altro dubbio sull'aggiornamento a Windows 11 riguarda il fatto che sarà necessario avere una connessione internet attiva e bisognerà effettuare l'accesso al proprio account Microsoft per installare l'OS. Sarà anche necessario avere l'ultima versione di Windows 10, e il vostro PC dovrà rispettare i requisiti minimi richiesti da Windows 11.

Requisiti minimi, troppa confusione sul TPM

Uno dei dubbi principali riguarda i requisiti minimi richiesti per l'installazione di Windows 11 indicati da Microsoft. A quanto pare infatti non basta avere 4GB di RAM e le altre specifiche hardware elencate, ma è necessario disporre del TPM. 

Questa sigla sta per Trusted Platform Module ed è associata a una funzione di sicurezza che agisce a livello hardware per prevenire la compromissione di un dispositivo. 

Non è un grande problema, dato che il TPM può essere implementato tramite un modulo hardware separato o via firmware, ma non tutti i PC ne dispongono. I dispositivi più recenti sono tutti dotati di TPM, o almeno dovrebbero, ma i computer più vecchi no.

Al momento potete usare la Microsoft’s PC Health Check app per verificare se il vostro PC soddisfa i requisiti richiesti per l'installazione di Windows 11 (TPM incluso), tenendo presente che secondo Microsoft “molti PC che hanno meno di 4 anni saranno in grado di effettuare l'aggiornamento a Windows 11”.

Tuttavia ci sono altri problemi da considerare. Uno su tutti riguarda l'app Health Check, che sembra avere qualche problema e spesso indica l'incompatibilità del PC a causa dell'assenza del TPM, anche se in effetti è presente.

Forse questo errore deriva dal fatto che, pur essendoci, il TPM non è stato abilitato dal BIOS. In questo caso, l'utente dovrà entrare nel BIOS e attivarlo manualmente, operazione facile e veloce, ma che potrebbe creare problemi ai meno avvezzi all'uso del PC. 

In altri casi c'è bisogno di aggiornare il BIOS della scheda madre per accedere alle funzionalità del TPM e, come nel caso precedente, gli utenti meno esperti potrebbero trovare difficoltà. In sostanza pur trattandosi di un aggiornamento gratuito, il passaggio a Windows 10 potrebbe avere un certo costo in termini di tempo.

Al momento ci sono molti dubbi sui requisiti TPM e per ora Microsoft non ha rilasciato dichiarazioni a riguardo, anche se ci aspettiamo di sentire qualcosa di rassicurante nei prossimi giorni.