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Ban USA per Xiaomi, possibili connessioni con l'esercito cinese

Xiaomi Mi 10i
(Image credit: Srivatsa Ramesh)

L'amministrazione Trump si è distinta per la severità nei confronti delle aziende tecnologiche cinesi. E, sebbene Huawei abbia subito i provvedimenti più pesanti da parte del presidente uscente degli Stati Uniti, altre aziende cinesi sono state interessate dal ban, come Xiaomi e altre 8 inserite in blacklist.

Le aziende coinvolte includono il produttore statale di aeroplani Commercial Aircraft Corp. of China (Comac), China National Offshore Oil Corp. (CNOOC), Skyrizon e, appunto, il terzo produttore di smartphone al mondo, Xiaomi. Queste e altre imprese stanno subendo l'ira dell'amministrazione Trump per dei presunti collegamenti con l'esercito cinese, secondo quanto riportato da Reuters.

L'inserimento di queste aziende nel cosiddetto "military list" implica che gli investitori negli USA non potranno acquisire i loro titoli, mentre gli investitori esistenti dovranno ritirare i propri investimenti entro novembre.

Dal momento che Trump rimarrà al potere per altri 5 giorni, queste decisioni resteranno valide, a meno che la successiva amministrazione Biden non decida di annullarle.

Xiaomi rigetta le accuse

Tramite una dichiarazione ufficiale, Xiaomi ha negato qualsiasi collegamento con l'esercito cinese e ha annunciato che "intraprenderà le opportune azioni per proteggere gli interessi dell'azienda e dei suoi investitori".

Secondo CNBC, Xiaomi ha dichiarato inoltre: "L'azienda ribadisce di fornire prodotti e servizi per l'utilizzo civile e commerciale. L'azienda conferma di non essere proprietà dell'esercito cinese, né di essere da questa controllata o a essa affiliata e di non essere un'azienda militare cinese comunista, come definito da NDAA".

L'impatto su Xiaomi 

La blacklist è diversa alla Entity list che include aziende come Huawei, SMIC e DJI e impone limiti di investimento solo agli investitori degli Stati Uniti. Il Dipartimento della Difesa ha dichiarato di essere "determinato a evidenziare e contrastare la strategia di sviluppo della Repubblica Popolare Cinese, basata sull'unione di entità militari e civili."

L'amministrazione Trump non è stata in grado di fornire prove di possibili condotte illecite da parte di Xiaomi, né ha potuto stabilire di fatto la connessione con l'esercito cinese.

Tuttavia, abbiamo già visto l'impatto di azioni simili nei confronti di Huawei, che ha compromesso la posizione di quella che era un'azienda leader del mercato, privandola di risorse e tecnologie.

E sebbene ci siano oltre 60 aziende cinesi nelle blacklist del governo statunitense, Xiaomi può ancora importare e utilizzare tecnologie USA, come il sistema operativo Android di Google o i chipset di Qualcomm, a differenza di Huawei.

Detto questo, Xiaomi potrebbe anche non subire conseguenze immediate, tuttavia se la decisione non viene revocata dalla nuova amministrazione, l'azienda potrebbe perdere ingenti capitali.