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I 10 migliori film Originali Netflix e 5 tra i peggiori

Laura Dern e Scarlett Johansson in Storia di un matrimonio. (Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Netflix è entrato nel mercato come servizio di noleggio di DVD per corrispondenza e realizzare film non era certamente nel suo programma. D’altra parte, perché avrebbe dovuto esserlo? All'inizio del 21° secolo, finire direttamente in videocassetta (Home Video) era sufficiente per definire un film come di basso costo e bassa qualità e certamente poche star di Hollywood si sarebbero volontariamente allontanate dal grande schermo per chiudere la loro carriera recitando in qualche produzione “da videoregistratore”.

Tuttavia, i tempi sono cambiati e in questi giorni non c'è niente da vergognarsi nel fare film per una piattaforma di streaming, inoltre è un’attività che anche i grandi di Hollywood hanno abbracciato largamente. Netflix attira alcuni dei più grandi nomi del cinema mettendo a disposizione enormi budget per girare le pellicole chiamate “Produzioni originali Netflix”. Per questa ragione non si fa mancare grandi nomi tra gli interpreti, come quelli di Robert De Niro, Al Pacino, Scarlett Johansson e Adam Driver, che hanno prodotto film sotto la propria egida. Ora che The Irishman, Roma e Storia di un matrimonio sono tra i più chiacchierati nella stagione dei premi, Netflix si trova seduta a pieno titolo al tavolo di Hollywood. Sebbene questa sia una storia di grande successo, tuttavia, i suoi film non sempre sono riusciti perfettamente...

Abbiamo quindi realizzato un elenco dei 10 dei migliori film “Originali Netflix” che è possibile guardare in questo momento e, per contropartita, abbiamo anche scelto 5 dei peggiori che potreste voler evitare. Li troverete verso la fine di questo articolo.

I migliori 10 di Film Originali di Netflix...

The Irishman

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

La tecnologia CG utilizzata per trasformare Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci in uomini più giovani è certamente un punto di svolta, ma se questo è tutto ciò che notate in The Irishman, probabilmente non avete colto il punto del discorso. The Irishman vede il ritorno di Martin Scorsese a quei film gangster che gli hanno permesso di diventare chi è oggi, ma senza dubbio privo dell'energia di Quei bravi ragazzi e di Casinò, veri precursori del genere e di ben tre ore e mezza di durata che rischiano di renderlo tutt’altro che bentornato. Tuttavia, lo scorrere tranquillo della trama sembra appropriato in un film che riguarda tanto l'invecchiamento, quanto la necessità di infierire sui propri rivali. In ogni caso, The Irishman è la prova che alcuni dei film più importanti di Hollywood adesso sono realizzati da Netflix. 

Storia di un matrimonio

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Storia di un matrimonio è stato scartato insieme a The Irishman alla corsa ai premi di quest'anno, ma con Laura Dern che ha vinto un Oscar come migliore attrice non protagonista, è riuscito a raggiungere un successo ancora più grande. Noah Baumbach, sceneggiatore e regista de Il calamaro e la balena e Frances Ha, crea la perfetta storia romantica, anzi, di un anti-romanticismo che segue il doloroso divorzio di una coppia newyorkese. A tratti diventa lancinante da guardare, ma Baumbach decide di aggrapparsi all'umanità dei suoi personaggi per mostrare la tenerezza della loro storia, con le star Scarlett Johansson e Adam Driver entrambe in forma smagliante.

Roma

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

I pluripremiati registi messicani Alejandro Iñárritu (Birdman, Revenant - Redivivo), Guillermo del Toro (La forma dell'acqua) e lo stesso Alfonso Cuarón (Gravity), avevano già lasciato il segno con l’Oscar per il miglior regista, quando Cuarón ha girato il brillante film “Roma”. Con questa storia semi-autobiografica sul tema dell’adolescenza a Città del Messico negli anni '70, è riuscito a spianare la strada a uno dei primi successi agli Oscar per un film di Netflix. Girato in uno splendido bianco e nero, è un capolavoro sincero e sobrio che sarebbe stato un più meritevole destinatario del premio, rispetto al vincitore Green Book

La Ballata di Buster Scruggs

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Nonostante una carriera eclettica che li ha visti dilettarsi nel film noir, nella commedia sofisticata e nel “Dude” de Il grande Lebowski, il punto più vicino al piccolo schermo a cui i fratelli Coen siano mai arrivati è stato il superlativo spin-off TV di Fargo (che però non hanno realizzato). Netflix li ha convinti a interrompere il loro modus operandi, tuttavia, allettando Joel ed Ethan con il genere western che in passato li ha serviti molto bene in Il grinta e Non è un paese per vecchi. Questa antologia vanta sei racconti del vecchio West tipicamente idiosincratici, realizzati da un cast stellare tra cui troviamo i nomi di James Franco e Liam Neeson, mentre Tim Blake Nelson, il veterano di Fratello, dove sei?, torna in sella con i Coen nei panni dell'omonimo cowboy canterino.

Okja

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Prima di realizzare una satira bruciante su ricchezza, classe e società moderna con il superlativo Parasite, il regista Bong Joon-Ho ha messo nel mirino i diritti degli animali e gli allevamenti intensivi. Scritto in collaborazione con Jon Ronson, autore di L’uomo che fissa le capre, la storia di Bong inizia come il racconto sorprendentemente commovente di una ragazza e il suo migliore amico Okja, un super maiale geneticamente modificato e nel contempo, un fantastico trionfo di CG. Le cose prendono una brutta piega successivamente, quando i cattivi guidati da una Tilda Swinton meravigliosamente al top, cercheranno di riportare il maiale nell’azienda in cui è stato creato geneticamente. Una collaborazione unica nel suo genere, tra narratori di storie orientali e occidentali, che è riuscita a creare un racconto tanto toccante, quanto profondo. 

I Due Papi 

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Non appena Papa Francesco è stato eletto capo della Chiesa cattolica nel 2013, la gente ha iniziato a chiedere quando Jonathan Pryce, che condivide una notevole somiglianza con il Pontefice, avrebbe potuto interpretarlo sullo schermo. Alla fine Netflix riuscì a realizzare questa richiesta quando il regista di Città di Dio e The constant gardener Fernando Meirelles ha potuto visitare Città del Vaticano. Non sapremo mai quanto la riproduzione degli incontri di Francesco con Benedetto XVI, il suo predecessore più conservatore (interpretato da Anthony Hopkins) siano accurati, ma è il fantastico racconto di una strana coppia, soprattutto quando il duo si è slegato dall’autorevolezza propria del ruolo, per lasciarsi andare alla visione TV della finale di Coppa del Mondo 2014 giocata tra le loro squadre di origine.

High Flying Bird

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Netflix invoglia molti registi di fama mondiale provenienti da Hollywood a realizzare film per la propria piattaforma, ma pochi ci sono riusciti così bene come Steven Soderbergh. Infatti, mentre Netflix è spesso e volentieri sinonimo di enormi budget, il regista di Out of Sight ed Erin Brockovich ha scelto una strada molto più semplice, girando i suoi ultimi film con degli smartphone al posto delle videocamere. C'è molto di più in questo dramma sportivo rispetto ai soliti popcorn movie, tuttavia, dato che André Holland (protagonista della nuova serie di Netflix, The Eddy) interpreta un agente che inizia a lavorare nel mondo del basket. Si tratta di una storia piuttosto avvincente e con molte cose da dire sui problemi delle competizioni sportive e con il talentuoso Soderbergh dietro la telecamera (o dietro il telefono?) è anche raccontata magistralmente. 

Dolemite is my Name

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Ogni tanto un nuovo film di Eddie Murphy viene accolto come un ritorno agli inizi. Dolemite is my name è l'ultimo titolo a seguire le orme di Shrek e Dreamgirls nella resurrezione della carriera dell’attore, e non c'è dubbio che la performance della star giustifichi l’attenzione ricevuta dal titolo. Murphy torna negli anni '70 per interpretare l'attore, il comico e cantante Rudy Ray Moore, famoso per i film di “blaxploitation” (sfruttamento in produzioni fin troppo low-cost della cultura afro americana) che ha realizzato con il suo personaggio Dolemite. Mentre l'ascesa di Moore dai club al grande schermo è presa pari passo dalla sua biografia, questo film è una meravigliosa ricreazione dell’atmosfera dell'epoca, contestualizzata dall’intrigante personaggio interpretato da Eddie Murphy. 

Dov’è il mio corpo?

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Non pensavate che Netflix avrebbe permesso a Disney, Pixar e DreamWorks di fare tutto a modo loro, vero? Settimane dopo l'uscita di Klaus - I segreti del Natale il primo lungometraggio animato del servizio di streaming, l’animazione ritorna con questa storia più strana e più adulta. Nonostante il notevole spirito creativo dimostrato negli anni, Pixar non ha mai osato affrontare un film che parla di un arto, dato che il film ha letteralmente come protagonista una mano recisa che si fa strada attraverso la Francia per riuscire a ritrovare il suo proprietario. In parte horror, in parte storia d'amore, Dov’è il mio corpo? è un racconto animato magnificamente ed è ottimo un antidoto contro la ripetitività di un cinema ormai dominato dalla computer grafica. 

Atlantics

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Giusto per dimostrare che Netflix non punta solo ai grandi registi di Hollywood, sappiate che la società ha permesso di fare il proprio debutto anche all'attrice francese, ora anche regista, Mati Diop. Con Atlantics è diventata la prima donna di colore a dirigere un film in lizza per la Palma d'Oro a Cannes. Ambientato nella città senegalese di Dakar, Atlantics si concentra su un gruppo di operai edili che si perdono in mare quando tentano di cercare altrove una vita migliore, lasciandosi alle spalle dolorosamente anche le persone che amano. È un mix avvincente e non convenzionale di romanticismo, dramma violento (i problemi che affrontano i migranti sono inevitabilmente reali) e di soprannaturale, il tutto legato insieme dalla straordinaria abilità della Diop. 

E questi sono cinque dei peggiori...

Non tutto quello che Netflix produce finisce per essere memorabile

IO

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Nonostante il successo che le serie di genere (tutto da Altered Carbon a The Umbrella Academy a The Witcher) di Netflix sono riuscite a raccogliere, i suoi film di fantascienza devono ancora riuscire a farsi valere. Benchè sia supportato da talenti come Anthony Mackie (The Falcon and the Winter Soldier) e Margaret Qualley (The Leftovers - Svaniti nel nulla), questo dramma post apocalittico è senza vita, esattamente come la futuristica Terra che ritrae. 

Death Note

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

A volte Hollywood prende possesso di un manga giapponese classico per creare dei fantastici capolavori come ad esempio Edge of Tomorrow - Senza Domani. Altre volte purtroppo, capita che venga concepito... Death Note. Si tratta della storia di un adolescente che scopre un quaderno le cui pagine hanno la capacità di uccidere a richiesta, grazie a dei poteri soprannaturali che tramano nell’ombra. Tuttavia i tagli sulle dita con la carta sembrano essere molto più spaventosi (e dolorosi) di questa realizzazione. Un grave spreco del talento del regista di You're Next, Adam Wingard. 

The Open House

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Siamo abbastanza sicuri che non fosse stato pianificato da Netflix quando questo racconto di una casa stregata è stato approvato, diventando però una risorsa utile per gli studenti che vogliono per imparare come non dovrebbe essere realizzato un film horror. La trama, che non riesce mai a spaventare come dovrebbe, vede un adolescente e sua madre che si ritrovano in uno splendido chalet di montagna. La cosa che riesce a shockare maggiormente di questo film però è che hanno pensato di riuscire a cavarsela con uno dei peggiori colpi di scena che si sia mai visto negli ultimi anni.

Sandy Wexler

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Arrivato sfortunatamente anche in Italia, Sandy Wexler ci ricorda dolorosamente di come non tutta la produzione di Adam Sandler, la star di Un tipo imprevedibile sia stata eccezionale, nel tempo. Tornare indietro nel tempo è servito a Sandler in Prima o poi me lo sposo, ma sfortunatamente questa è la storia, fin troppo lunga e ambientata negli anni '90, di un talent manager di Hollywood incline all'esagerazione. La trama rimane impantanata da fin troppe gag che finiscono per non lasciare il segno. Dicevamo? Niente, ci è già passato di mente... 

La Fine

(Image credit: Netflix)

(Image credit: Netflix) (Image credit: Netflix)

Da Mad Max a L’alba dei morti viventi a La guerra dei mondi, ci sono stati moltissimi film, ormai diventati classici, che descrivono la caduta della nostra civiltà. Nonostante il suo titolo sia piuttosto esplicativo rispetto alla trama del film, La fine non entrerà mai a far parte di tale elenco. Un devastante blackout è il catalizzatore di un'apocalisse guidata da una trama discutibile e con effetti speciali da B-Movie. Potreste preoccuparvi a questo punto dei litigi familiari di Theo James, Kat Graham e Forest Whitaker, purtroppo per voi, di nessun interesse.