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Recensione Valve Index

Valve ha l'hardware migliore, ma SteamVR va perfezionato

Valve Index
Image credit: TechRadar

Il nostro verdetto

Valve Index è il visore VR di nuova generazione che stavamo aspettando, ma la piattaforma Steam VR non è stata ancora ottimizzata a dovere. Il kit completo costa 1.079 euro, ma il visore rappresenta un bell’investimento per il futuro. Il difetto? Il software non è all’altezza dell’hardware.

Pro

  • Ampio campo visivo (senza occhiali)
  • Controller Knuckle
  • VR room-scale
  • Ottimo audio

Contro

  • Base Station
  • SteamVR ha problemi seri
  • Libreria giochi da migliorare
  • Un po’ scomodo per chi indossa occhiali

Nel corso degli anni, Valve si è impegnata molto per promuovere la realtà virtuale con il suo sistema di tracking e la piattaforma SteamVR; eppure il suo primo visore VR, Valve Index, è stato distribuito solo nel 2019.

Ancora oggi, a un anno e mezzo dal lancio, Valve Index è uno dei migliori visori per la realtà virtuale sul mercato: ha un display ultra nitido che funziona abbastanza bene anche con le GPU più vecchie, un ampio campo visivo, un'elevata frequenza di aggiornamento e i controller Knuckle possono seguire il movimento di ciascun dito; è il pacchetto VR che stavamo aspettando.

Come sempre, la qualità si paga e, infatti, il kit completo di Valve Index costa ben 1.079 euro; inoltre, sebbene sia un prodotto all’avanguardia, lo stesso non si può dire del software: mancano giochi VR avvincenti e SteamVR è una piattaforma tutt’altro che ottimizzata.

Di recente è sorto un problema che ha poco a che fare con le prestazioni: è difficile trovarne uno. In Italia, il solo visore e la Base Station sono difficili da reperire. Il CEO di Valve, Gabe Newell, ha anche dichiarato che i componenti del visore sono prodotti a Wuhan, in Cina; come potete immaginare, la pandemia ha bloccato la produzione nelle fabbriche e da qui i problemi di disponibilità.

Design

Valve Index sembra uno dei tanti visori VR, simile a quelli già presentati da Oculus e HTC, ma il diavolo si nasconde nei dettagli.

Sul lato anteriore è presente un pannello in plastica lucida sopra due fotocamere frontali che possono essere usate per il video passthrough e, potenzialmente, le applicazioni in AR. La superficie interna del visore è rivestita da cuscinetti di colore grigio pietra, simili a quelli di Oculus Rift S; li abbiamo trovati comodi e aderenti.

La regolazione del dispositivo avviene tramite due manopole: quella sul lato sinistro consente di modificare la distanza fisica dalle lenti, mentre quella sul retro consente di stringere l'archetto. La prima manopola è davvero rivoluzionaria, poiché consente a Index di offrire un campo visivo superiore a quello della concorrenza: più uno schermo è vicino al viso, più ampio è il campo visivo. L’unico problema è che indossando gli occhiali non si potrà beneficiare di questo vantaggio.

Valve Index presenta due display LCD, ciascuno dei quali supporta una risoluzione massima di 1440 x 1600 pixel. A differenza di Oculus, che ha ridotto la frequenza di aggiornamento di Rift S, Valve Index supporta un refresh rate massimo di ben 144 Hz. A confronto, HTC Vive Pro ha una frequenza di aggiornamento inferiore e un campo visivo più piccolo (ma offre un display AMOLED). 

Image Credit: TechRadar

Image Credit: TechRadar

Nella confezione sono inclusi il visore, i nuovi controller "knuckle" e le stazioni base, che devono essere installate intorno all’area di gioco. La buona notizia è che le Base Station di prima generazione sono compatibili con Valve Index, il che consente di risparmiare denaro acquistando solo visore e controller. 

Non ci soffermeremo su questo aspetto, ma il fatto che Vive Index utilizzi sensori esterni è un passo indietro; se non altro le prestazioni sono soddisfacenti: il tracking dei movimenti della mano dietro al corpo (un caso d'uso raro, lo sappiamo) è migliore rispetto a quello di qualsiasi altro visore. Durante i test, il sistema non ha mai perso traccia dei controller. Detto ciò, la necessità di sensori esterni pone Valve Index dietro Oculus Rift S, che traccia i movimenti dell’utente grazie a sensori integrati direttamente nel visore.

Image Credit: TechRadar

Image Credit: TechRadar

Prestazioni

Sebbene tutte queste funzionalità richiedano una discreta potenza di elaborazione, non abbiamo avuto problemi con la nostra vetusta Nvidia GTX 980. Questo è un bel vantaggio per coloro che non possono acquistare una nuova GPU e potrebbe consentire a più consumatori di provare la realtà virtuale.

Questo aspetto è molto importante, poiché se il mercato VR dovesse aver successo, le software house introdurranno titoli molto più interessanti (al momento, il catalogo di giochi VR di Steam non è un granché).

Detto ciò, quando abbiamo testato titoli più recenti, come la demo Moondust di Valve, non abbiamo potuto fare a meno di sorridere: non solo i giochi hanno una grafica accattivante, ma sono eseguiti senza lag da un PC tutt'altro che performante. I controller Knuckle sono fantastici: poter usare le mani naturalmente all’interno del gioco non ha prezzo.

Sfortunatamente, non tutti i titoli sfruttano a dovere suddetti controller, anzi, in alcuni giochi non funzionano affatto. Valve intende ottimizzare tali giochi per il proprio visore, ma al momento sono solo una piccola parte dei giochi VR disponibili su Steam.

Beat Saber (Image credit: Beat Games)

Beat Saber (Image credit: Beat Games)

Valve Index monta altoparlanti integrati di qualità: l’audio è ricco di dettagli e privo di distorsioni e, sebbene le cuffie non aderiscano all’orecchio, il volume è alto. Inizialmente, questa scelta di design ci è parsa errata, ma acquista un senso quando si passa il visore a un'altra persona: è più igienico.

Durante i test, abbiamo giocato a Beat Saber, tagliato un po' di frutta in Fruit Ninja e distrutto alcuni robot in Space Pirate Trainer; i controller si sono comportati egregiamente. L’autonomia di questi ultimi è di circa cinque ore; occorre circa un'ora per ricaricarli.

Configurazione e SteamVR

Dopo aver testato il visore per più di un mese, abbiamo constatato che il difetto più grande è SteamVR: il sistema operativo è alquanto capriccioso.

Il software non sempre funziona correttamente all’accensione: a volte comunica che qualcosa è disconnesso, altre che il firmware non è aggiornato, o semplicemente che l'hardware non può essere trovato (tutti questi messaggi sono falsi). Ciò è frustrante, specie quando si cerca solo un po’ di relax con l'ultima uscita della settimana.

Questo ci è successo alcune volte durante i nostri test e ci ha ricordato che gli stessi bug si sono presentati anche durante i test di HTC Vive Pro... un anno fa. Molti si sono anche lamentati del lungo e stressante processo di configurazione del primo visore Vive, solo per ritrovarsi una serie di errori all’avvio della seconda sessione di gioco.

A difesa di Valve, possiamo affermare che il processo di configurazione è diventato molto più semplice nel corso degli anni. Il visore sembra funzionare subito senza troppi problemi e la configurazione della stazione base 2.0 non è traumatica. Detto ciò, c'è ancora un grosso problema: se la posizione delle stazioni base cambia, occorre ricalibrare e ripetere l'intero processo di configurazione.

Conclusioni

Valve Index è uno dei migliori visori VR sul mercato, ma non è privo di difetti: la configurazione del sistema è irritante, gli aggiornamenti possono causare problemi di connessione e a volta sono visualizzati messaggi di errore “erronei”.

Tuttavia, se siete interessati alla realtà virtuale, questo è davvero un ottimo visore VR: lo schermo, ad alta risoluzione e frequenza di aggiornamento, consente di giocare a lungo senza provare nausea, e i controller Knuckle sono un passo avanti a quelli della concorrenza.

Certo, la qualità dell’hardware si paga… e parecchio, inoltre il software SteamVR è tutt’altro che ottimizzato. Questi aspetti possono fare la differenza considerato che Oculus propone un fantastico visore VR a un prezzo decisamente inferiore e che i kit completi di Quest e Quest 2 costino meno di 400 euro.

Valve Index è il nostro visore VR preferito, poiché è superiore a HTC Vive e offre un gameplay molto più fluido rispetto a Vive Pro; in linea di massima, ha mantenuto la promessa di un’esperienza VR di fascia alta. Detto ciò, non sappiamo quale sia il visore migliore: Valve Index ha le specifiche migliori, ma Quest è molto più intuitivo ed è più attraente per chiunque non abbia il tempo, un PC da gaming o un elevato budget. In definitiva, la scelta dipende dalla qualità ricercata e dal conto in banca.